Nuovo digitale terrestre: chi deve cambiare TV e da quando

Fiammetta Rubini

4 Agosto 2021 - 12:53

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Con il passaggio al nuovo digitale terrestre, o DVB-T2, bisognerà sostituire il televisore o comprare un nuovo decoder. Ecco cosa cambia, da quando e per chi.

Nuovo digitale terrestre: chi deve cambiare TV e da quando

Con il passaggio al nuovo digitale terrestre, che non inizierà più il 1° settembre 2021 ma da metà ottobre secondo le novità decise dal governo, in modo graduale milioni di vecchi tv non funzioneranno più e per ricevere i canali bisognerà comprare un nuovo televisore o dotarsi di un decoder ad hoc.

Molte persone sono già corse ai ripari e hanno acquistato un nuovo apparecchio approfittando del bonus tv da 50 euro, a cui si è aggiunto di recente un nuovo bonus tv 100 euro senza limiti di Isee.

Il passaggio dal DVB-T di prima generazione al DVB-T2 è già avvenuto a partire da gennaio 2020 con la risintonizzazione richiesta da molti canali. La prossima data cruciale sarà il 15 ottobre (e non più l’imminente 1° settembre 2021), e si partirà da regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto, Valle D’Aosta ed Emilia Romagna. Ma questa non è l’unica novità prevista. Vediamo quando arriverà il nuovo digitale terrestre, cosa cambia per i consumatori, chi deve sostituire il proprio televisore e le date del passaggio.

Nuovo digitale terrestre, data slitta a ottobre

A partire dal 15 ottobre 2021 le emittenti tv potranno decidere se trasmettere con il nuovo segnale, da quando e per quali canali. Ma non saranno obbligate al passaggio alle trasmissioni con i nuovi standard. Ciò significa che dal 16 ottobre nelle regioni interessate dalla transizione alcuni canali non saranno più visibili dai televisori più vecchi, altri invece sì. Un’ipotesi è che le reti che hanno canali tematici (come Rai Storia o Rai Sport) inizieranno a trasmettere in Mpge4 solo questi, lasciando le cose come stanno per gli altri canali generalisti.

Per il passaggio obbligatorio al nuovo digitale terrestre il governo dovrà varare un decreto apposito che dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno.

Nuovo digitale terrestre: cosa cambia e per chi

Tutti i canali tv inizieranno ad abbandonare l’attuale standard di codifica MPEG-2 per passare all’MPEG-4, ossia quello che ad oggi viene usato per i canali HD. Il nuovo standard DVB-T2, infatti, grazie al codec di compressione video HEVC/H.265, permetterà di vedere tutti i canali TV gratuiti fino a 4K Ultra HD.

Quando verrà abbandonata la codifica MPEG-2 a favore di MPEG-4/h.264 i televisori senza HD integrato o esterno non riusciranno a prendere i canali.

Questo significa che molte persone dovranno sostituire il proprio televisore in favore di un modello Future Proof o affiancare un nuovo decoder per poter guardare tutti i programmi.

Per agevolare questo passaggio, lo Stato ha predisposto un bonus che consiste in uno sconto fino a 50 euro applicato dal rivenditore al momento dell’acquisto di un TV, decoder DVB-T2 e apparecchiature per il cavo (come TivùSat). Per richiedere il bonus TV basta presentare dichiarazione sostitutiva contenente: nucleo familiare, reddito ISEE fino a 20.000 euro e attestazione che i componenti dello stesso nucleo non hanno già usufruito del bonus.

A questo sconto se ne è aggiunto un altro recentemente: il bonus tv 100 euro, cumulabile con quello vecchio e riconosciuto ai cittadini italiani in regola col pagamento del canone Rai che rottamano un televisore acquistato prima del 2018.

Cos’è il DVB-T2, nuovo digitale terrestre

Ma cos’è il DVB-T2? Per chi non avesse ancora chiaro il suo significato, DVB-T2 è un acronimo che sta per “Digital Video Broadcasting Second Generation Terrestrial”.

In termini semplici, si tratta del nuovo standard del digitale terrestre che va a sostituire la versione attuale, il DVB-T, ossia quella che nel 2012 subentrò alla TV analogica.

Insieme al codec di nuova generazione il DVB-T2 ci permetterà di godere di una migliore qualità video e più alta definizione dell’immagine, con un uso più efficiente e stabile delle frequenze e minor rischio di interferenze.

Per sintonizzarsi sulle nuove frequenze i TV senza supporto MPEG-4 dovranno essere sostituiti. In alternativa si potrà acquistare un nuovo decoder DVB-T2 esterno in grado di ricevere il segnale con la nuova codifica. 

Chi deve comprare un nuovo televisore o decoder

Si può capire se la propria TV supporterà il nuovo digitale terrestre o se andrà sostituita con una nuova. Basta fare un semplice test sintonizzandosi sul canale 200 (canale di test Mediaset) o sul 100 (canale di test Rai). Se appare la scritta Test HEVC Main10 vuol dire che il proprio televisore riceverà il nuovo segnale non appena il passaggio al nuovo standard sarà ultimato, e non avrà bisogno di essere rimpiazzato né affiancato da un apparecchio esterno.

Se invece non si visualizza la scritta, vuol dire che probabilmente bisognerà cambiare il proprio televisore con uno nuovo. Prima di un nuovo acquisto, però, consigliamo di risintonizzare tutti i canali e riprovare a fare il test.

Dovrà munirsi di un nuovo decoder (prezzo da 30 a 250 euro) chi ha un televisore che ad oggi non riesce a prendere i segnali trasmessi in DVB-T2 o decodificare lo standard H265/HEVC.

TV non compatibili con nuovo digitale terrestre

Ricordiamo che dal 1° gennaio 2017 la vendita di “vecchie” TV sprovviste di DVB-T2 e/o codec HEVC non è più consentita, a meno che non venga fornito un decoder esterno in bundle con le caratteristiche imposte dalla legge, e che i televisori in questione siano stati acquistati dal rivenditore prima di luglio 2016.

L’obiettivo del Governo è quello di attuare un aggiornamento forzato dell’hardware in previsione di un passaggio definitivo allo standard DVB-T2 HEVC che avverrà entro il 2022. Per questo motivo le nuove TV sono tutte Future Proof.

I modelli di TV che avranno bisogno di un nuovo decoder esterno per supportare i nuovi standard sono, al momento, di 4 tipi:

  • TV antecedenti al 2010, che ricevono il segnale del DDT ma già oggi potrebbero non ricevere i canali in alta definizione;
  • TV risalenti al 2010-2014, che ricevono in digitale terrestre e i canali in HD codificati in MPEG4;
  • TV del 2014-2015, che hanno il supporto del DVB-T2 ma non il codec H265/HEVC;
  • TV del 2015-2016 e 2017-2018, che supportano lo standard DVB-T2 e il più recente codec H265/HEVC, ma non il formato a 10 bit. Questi apparecchi ricevono, inoltre, i canali 100 e 200 ma non mostrano le immagini.

Quando il passaggio al nuovo DTT: date

Il passaggio al nuovo digitale terrestre in Italia avviene secondo una roadmap che interesserà le regioni come segue:

  • dal 15 ottobre 2021 passaggio al Mpeg-4 su base volontaria;
  • da gennaio 2022 spostamento delle frequenze per tutti
  • giugno 2022 - gennaio 2023 abbandono del vecchio digitale terrestre e passaggio concluso.

Se la roadmap sarà confermata, le prime regioni a partire saranno Valle D’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, province di Trento e di Bolzano, seguite da Sardegna, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e infine da Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Marche e Molise.

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