Nuovo Isee 2015, addio all’autocertificazione: stretta per tasse universitarie, rette asili e prestazioni socio-assistenziali. Ecco cosa cambia

Valentina Brazioli

12 Gennaio 2015 - 10:57

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Nuovo Isee 2015, il rinnovato riccometro comincia a far paura? Con l’addio all’autocertificazione e ai vecchi controlli a campione, il percorso per ottenere l’attestato grazie al quale si possono ottenere prestazioni sociali agevolate, come tasse universitarie e rette asili nido ridotte, si fa decisamente in salita. Ecco, in concreto, cosa cambia.

Nuovo Isee 2015, le cose si complicano? Il cosiddetto riccometro 2.0, infatti, contiene una serie di novità importanti, che rendono decisamente più arduo l’ottenimento dell’attestato necessario per ottenere prestazioni sociali agevolate – pensiamo, ad esempio, alla riduzione delle tasse universitarie o delle rette per gli asili nido. Spedito in soffitta il vecchio sistema, basato su autocertificazioni e controlli a campione, da quest’anno si cambia decisamente registro.

Il nuovo Isee: come funziona?

La partenza del nuovo riccometro è stata stabilita con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del dm 7/7/2014 che approva il modello tipo di “Dichiarazione sostitutiva unica ai fini Isee” (conosciuta anche attraverso la sigla Dsu), con relative istruzioni di compilazione, e il modello di attestazione Isee (che ne è il risultato). L’impianto continua a prevedere due principali indicatori:

  • L’Ise, l’indicatore di ricchezza dell’intero nucleo familiare, il cui valore è pari alla somma del reddito e dei patrimoni di ciascun componente;
  • L’Isee, l’indicatore di ricchezza di ogni singolo componente del nucleo familiare, il cui valore è dato dal rapporto tra l’Ise e un coefficiente stabilito per legge.

La differenza, però, è che d’ora in poi sarà l’Isee a fare la parte del leone, elevato a strumento di valutazione della situazione economica per la concessione delle prestazioni.

Come ottenere l’Isee

Per ottenere l’Isee il primo passo da compiere è la presentazione della domanda, ovvero la dichiarazione sostitutiva unica (la Dsu). Quattro i modelli previsti:

  • Dsu mini, per il calcolo dell’Isee standard
  • Dsu modulare, per calcolare l’Isee standard nei casi in cui non sia utilizzabile la Dsu mini
  • Dsu corrente, da aggiungere alla Dsu mini o alla Dsu modulare per calcolare l’Isee in particolari situazioni, come la disoccupazione
  • Modulo integrativo, che non sostituisce la Dsu (mini o modulare) ma la integra in due casi specifici, ovvero se si ritengono errati i propri dati reddituali provenienti dalle banche dati dell’Agenzia delle Entrate o dell’Inps o se, trascorsi 15 giorni dalla presentazione di una dichiarazione sostitutiva unica, non si è ottenuta l’attestazione Isee.

La presentazione della Dsu

La Dsu va presentata all’Inps, direttamente allo sportello o via web, oppure al Caf, o all’ente/amministrazione che eroga i servizi per i quali è necessaria la certificazione Isee. L’Inps acquisisce i dati dall’Agenzia delle Entrate e provvede ad elaborare l’attestazione Isee.

Conti, depositi, beni immobili e redditi

Il patrimonio mobiliare comprende: depositi (titoli di Stato, azioni, quote di fondi), conti correnti (saldo al 31 dicembre dell’anno precedente e giacenza media), depositi e conti correnti all’estero, il tutto al 31 dicembre dell’anno precedente la Dsu. Il patrimonio immobiliare deve essere indicato in base al valore Imu, da cui sottrarre l’eventuale mutuo residuo. Tra i redditi, oltre a quelli Irpef, rientrano: redditi esenti, da lavoro all’estero, redditi tassati con cedolare secca o con ritenuta, assegni assistenziali e previdenziali.

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# ISEE

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