Nuove accuse contro Fauci: un libro appena uscito lo inchioda

Roberto Vivaldelli

28/03/2025

Fauci è accusato di aver tradito la scienza con lockdown ingiustificati, politicizzato la pandemia screditando il dissenso e nascosto legami con Wuhan.

Nuove accuse contro Fauci: un libro appena uscito lo inchioda

A cinque anni dall’inizio della pandemia di COVID-19, molti americani ricordano i lockdown con un misto di disagio e rassegnazione.

Il virus, improvviso e spaventoso, sembrava giustificare misure drastiche e draconiane, limitando fortemente le libertà individuali. Uno dei grandi protagonisti dell’emergenza pandemica è stato, senza dubbio alcuno, il dottor Anthony Fauci, allora direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID).

Molti credono, ancora oggi, che l’illustre immunologo abbia fatto del suo meglio con le informazioni disponibili, seguendo la scienza per portarci dall’altra parte della crisi in condizioni migliori di quanto avremmo potuto sperare. Tuttavia, come racconta il libro-inchiesta In Covid’s Wake: How Our Politics Failed Us dei politologi di Princeton Stephen Macedo e Frances Lee questa narrazione rassicurante è «quasi completamente sbagliata».

Cosa ha sbagliato Fauci durante la pandemia

Fauci e i suoi colleghi non avrebbero seguito la scienza, ma l’avrebbero tradita. Macedo e Lee sostengono che le autorità sanitarie abbiano spinto per lockdown nonostante anni di studi avessero messo in dubbio l’efficacia di interventi così drastici, noti come “interventi non farmaceutici” (NPI). Quando incontravano dissenso, invece di accoglierlo, lo soffocavano. Il costo? Milioni di dollari di spesa pubblica per evitare il collasso economico, enormi danni educativi, e l’isolamento di chi moriva solo in case di cura o pronto soccorsi. E nonostante le misure draconiane, gli Stati Uniti hanno registrato un tasso di mortalità ben più alto rispetto ad altre nazioni ricche.

Già nel 2019, un rapporto della Johns Hopkins avvertiva sui limiti di restrizioni ai viaggi e quarantene, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sconsigliava tracciamenti e chiusure di frontiere in ogni circostanza. Persino sulle scuole, la stessa Oms riconosceva effetti moderati a fronte di costi sociali enormi. Eppure, Fauci, figura centrale nella risposta americana al Covid, avrebbe insistito su queste strategie, anche quando evidenze crescenti – come la bassa pericolosità del virus per i bambini – ne minavano la razionalità.

La politicizzazione della pandemia

Le accuse non si fermano qui. Il Boston Globe, citando il libro dei due studiosi, evidenzia come Fauci sia stato al centro di una deriva politica che ha trasformato la pandemia in un campo di battaglia ideologico. Quando nel 2020 emerse la Great Barrington Declaration – un documento di accademici di Harvard, Stanford e Oxford che proponeva l’immunità di gregge proteggendo solo i vulnerabili – Fauci e Francis Collins, allora direttore del NIH, avrebbero orchestrato una campagna per screditarla.

Collins, in email citate da Macedo e Lee, chiedeva una “demolizione rapida e devastante” delle sue premesse, mentre Fauci bollava l’idea come pericolosa. Questo, sostiene l’inchiesta, non era un dibattito scientifico, ma un’operazione di censura che ha tradito i principi di indagine e dialogo propri della scienza. Il Globe nota che Fauci, pur ammettendo in seguito di essersi pentito per la durata delle chiusure scolastiche, nel 2020 sosteneva che molte scuole dovessero restare chiuse, nonostante i dati mostrassero che i bambini non erano super-diffusori e che paesi come Norvegia e Danimarca avessero riaperto senza impennate di casi. Questa ostinazione, secondo gli autori, rifletteva più una fedeltà alla narrazione del “segui la scienza” – cara ai liberal americani – che un’analisi obiettiva delle evidenze.

Il conflitto d’interessi

Fauci è stato accusato di aver mentito al Congresso (spergiuro) e di aver orchestrato una copertura per nascondere il legame tra il laboratorio di Wuhan e la pandemia. Uno scambio con Peter Daszak, presidente di EcoHealth Alliance – organizzazione legata al laboratorio di Wuhan – mostra Fauci ringraziato per aver minimizzato in TV l’ipotesi di un’origine artificiale del virus, nonostante Daszak avesse finanziato ricerche sui coronavirus a Wuhan. Un’altra email, dell’immunologa Kristian Andersen, suggerisce che il Covid-19 potesse essere stato manipolato, spingendo Fauci a consultarsi urgentemente col suo vice su un documento relativo a studi di «gain of function».