Notifiche via PEC valide fino a mezzanotte dell’ultimo giorno: lo dice la Cassazione

Il termine di notifica non spira più alle 21.00 bensì a mezzanotte dell’ultimo giorno disponibile. La Cassazione riconosce l’applicazione dell’articolo 155 del Codice di procedura civile.

Notifiche via PEC valide fino a mezzanotte dell'ultimo giorno: lo dice la Cassazione

Con una recentissima ordinanza (qui allegata) la Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il limite delle 21.00 per le notifiche via PEC: queste si considerano valide fino alle 24.00 dell’ultimo giorno disponibile per la notifica.

Il termine previsto dall’articolo 16 del Dl 179/2012 non deve essere tenuto in considerazione, anche perché a dichiarane l’illegittimità è stata la Corte costituzionale.

La notifica fino a mezzanotte non contrasta con il “diritto al riposo”del destinatario, anzi il termine delle 21.00 limita in maniera ingiustificata il tempo a disposizione per effettuare la notifica e contrasta con l’articolo 155 del Codice di procedura civile.

Ecco cosa hanno deciso i giudici con decisione in allegato.

Per la notifica via PEC il termine ultimo è mezzanotte

Lo scorso anno ebbe grande eco la dichiarazione di incostituzionalità del limite per le notifiche

“Nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche la cui ricevuta di accettazione e’ generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24 si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta”.

Ora anche la Corte di cassazione si esprime in tal senso riconoscendo il diritto del ricorrente a perfezionare la notifica fino a mezzanotte dell’ultimo giorno disponibile. La decisione in questione è la numero 12052/2020.

Corte di Cassazione, sesta sezione civile
Ordinanza n. 12052/2020

I giudici della Suprema Corte hanno tenuto conto del dettato costituzionale, ricordando che la notifica via PEC deve essere considerata valida se pervenuta entro le 24.00 dell’ultimo giorno disponible previsto dalla legge e che, quindi, tale notifica non deve considerarsi pervenuta alle 7.00 del giorno seguente.

Così l’articolo 155 del Codice di procedura penale: “nel caso dell’impugnazione scade... allo spirare della mezzanotte”.

Alcuni in passato avevano contestato che questo orientamento costringesse il destinatario della notifica a controllare le PEC fino a mezzanotte, violando il diritto al riposo. Invece gli ermellini ritengono che sarebbe più grave privare il mittente della notifica di tre ore di tempo - a lui spettanti - per procedere alla comunicazione.

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