Non Farm Payrolls e USD: gli effetti su EUR/USD, GBP/USD e USD/JPY

Flavia Provenzani

7 Febbraio 2015 - 15:31

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L’effetto della pubblicazione dei Non Farm Payrolls sul dollaro contro euro, sterlina e yen. Il dollaro in ascesa, gli effetti sui cambi.

Che effetto hanno avuto i Non Farm Payrolls sul dollaro contro le maggiori valute mondiali?

La sessione di New York del mercato del forex trading di venerdì è stata dominata dalla pubblicazione dei Non-Farm Payrolls (NFP), il report sul lavoro degli Stati Uniti, che si è rivelato essere ben al si sopra delle aspettative del mercato e degl analisti.
A gennaio, all’interno dell’economia degli Stati Uniti, sono stati creati 257 mila nuovi posti di lavoro.

Il risultato dei dati ha sorpreso l’intero mercato, visto che la situazione dell’industria petrolifera americana faceva predire una sensibile perdita di posti di lavoro: ci si aspetta ora un annuncio riguardo un possibile rialzo dei tassi di interesse durante la prossima riunione del FOMC a marzo.
Un ennesimo invito alla pazienza potrebbe comunque essere accompagnato da una nota di commento su questi dati.

Oltre al report sul lavoro degli Stati Uniti al di sopra delle aspettative, arriva anche la notizia dell’aumento dei prezzi del petrolio, l’oro invece scende nell’azionario americano, e il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem ha dato alla Grecia il termine entro il 16 febbraio per presentare la domanda d’estensione del piano di salvataggio, pena la perdita del sostegno finanziario da parte dell’eurozona.

EUR/USD conclude la settimana a 1,1318, con il massimo a 1,1486 e il minimo a 1,1312, con discesa sui dati dei NFP per poi fluttuare attorno al punto medio a 1.13 ai livelli attuali, nella statica attesa di sviluppi riguardo la Grecia e l’eurozona previsti per mercoledì della prossima settimana.

GBP/USD è in una situazione simile, con il dollaro USD più forte che spinge giù il prezzo da 1,5350, arrivando ad uno stallo a 1,5250 prima di un test a 1,5210.

USD/JPY ha assistito a un rally e un movimento veloce di 120 pips, stabilizzandosi poi intorno ai 119.
La major è scesa sotto il livello di 119.00, ma è stata subito portata su dai tori del cambio.

Nel settore delle commodity, l’oro va giù di oltre 30 dollari, il greggio sale e il dollaro australiano (AUD) perde tutti i guadagni della settimana, e scendendo da 0,7878 perde 100 pips a causa della volatilità dopo il report sul lavoro degli Stati Uniti.
Il dollaro canadese (CAD) gode del prezzo in rialzo del petrolio e sale a 1,2547 per poi chiudere a 1,2515.

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