No-deal Brexit, quali conseguenze sul rating?

Elisabetta Scuncio Carnevale

06/02/2019

07/02/2019 - 00:09

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Il rapporto di S&P Global Ratings analizza gli scenari di una no-deal Brexit e le conseguenze sul rating della Gran Bretagna

Una Brexit senza accordo potrebbe portare S&P Global Ratings a una revisione in negativo sul rating della Gran Bretagna.

Lo afferma l’agenzia statunitense in un rapporto, pubblicato oggi, dal titolo Countdown to Brexit: Rating Implications of a no-deal Brexit.

No-deal Brexit, previsioni di un’economia più debole

In caso di no-deal Brexit, l’economia del Regno Unito potrebbe risultare più fiacca e portare a linee di credito più deboli, con interruzioni immediate.

“In caso di mancato accordo, un’interruzione nel breve termine si rivela abbastanza concreta e potrebbe minare competitività e prestazioni operative, in particolare per alcune società non finanziarie”,

spiega l’analista Paul Watters. Il rapporto di S&P riassume le criticità salienti, legate al rating, indicate per settore.

Rating sovrani: in caso di una Brexit senza accordo, a risentirne sarebbero soprattutto le esportazioni. Il Regno Unito rischierebbe di perdere un accesso privilegiato al mercato europeo e questo creerebbe debolezza economica, ma anche un deterioramento delle finanze pubbliche. La sterlina potrebbe soffrirne e sarebbe messa sotto pressione.

Inoltre, un mancato accordo potrebbe anche tagliare fuori dal mercato europeo l’industria manifatturiera e dei servizi inglesi.

Per quanto riguarda l’area corporate/infrastrutture, in uno scenario senza accordo, i settori più esposti sarebbero quello automobilistico, del tempo libero, la vendita al dettaglio, l’immobiliare, quello aerospaziale, della difesa e dei trasporti. Secondo S&P, l’incertezza politica in corso e una Brexit senza accordo richiederebbero, con urgenza, il lancio di piani di emergenza tra imprese e governo.

Effetti negativi anche sulle istituzioni finanziarie: la debolezza macroeconomica porterebbe all’aumento di insolvenze. A rischio, col tempo, anche la qualità e l’attività delle banche.

Problemi anche al settore pubblico: una crescita dei ricavi contenuta, combinata con l’aumento dei costi degli alloggi potrebbero portare a giudizi più bassi per diverse istituzioni e governi locali.

Se non si arriva a un accordo con Bruxelles, la revisione degli outlook e il downgrade sono concreti anche per il settore assicurativo britannico.

“Crediamo sia prematura, al momento, qualsiasi azione sul rating, ma continuiamo a monitorare gli sviluppi nei diversi settori”,

avvertono dall’agenzia.

Tuttavia, nonostante l’ipotesi di una no-deal Brexit resti elevata, da S&P auspicano che tra Ue e Regno Unito il dialogo continui e si arrivi, al più presto, a una soluzione condivisa, in grado di scongiurare, il 29 marzo prossimo, un divorzio senza accordi.

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