Mutuo e banche: 4 cose a cui fare attenzione

Valentina Pennacchio

16 Gennaio 2014 - 09:00

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Spesso le banche nel concedere il mutuo ai propri clienti mettono in atto delle pratiche poco trasparenti. Ecco 4 cose a cui fare attenzione.

Acquistare una casa in tempo di crisi é cosa ardua, se non impossibile, come vi avevamo raccontato qualche mese fa grazie ad un’inchiesta di Altroconsumo.

Chiedere un mutuo é una scommessa non sempre vincente ed é un percorso ad ostacoli in cui i trucchetti messi in atto dalle banche sono davvero numerosi, come ha raccontato qualche giorno fa a Il Fatto Antonio Ortolani, presidente della commissione banche e intermediari finanziari dell’Ordine dei commercialisti di Milano.

La parola chiave é: lucidità. Non bisogna mai abbassare la guardia e, soprattutto, fare attenzione a tutte quelle pratiche poco trasparenti che le banche potrebbero mettere in atto al fine di sottrarvi più denaro.

4 cose a cui fare attenzione

Le clausole vessatorie sono dietro l’angolo e, sfruttando la posizione di vantaggio, le banche si muovono sicure su strade che spesso il cliente conosce a stento. Ecco perché é importante tutelarsi e farlo sin da subito, ovvero dal momento della stipula del contratto, leggendo bene ogni clausola a cui si da il proprio consenso.

Quali sono le 4 cose a cui fare attenzione secondo Ortolani? Scopriamole insieme:

  • mutuo a tasso variabile e penali. Spesso accade che per quanto riguarda il mutuo a tasso variabile la banca non preveda la possibilità di rescindere il contratto quando il tasso raggiunge soglie troppo elevate, o lo faccia chiedendo una penale non prevista per legge. Come fanno le banche ad aggirare l’ostacolo? Chiedono al cliente importi di spesa per la chiusura del contratto molto elevati (sino a 1.000 euro e spesso determinati anche in proporzione al debito residuo). Cosa deve fare il cliente? Prestare la massima attenzione nel momento in cui viene siglato il contratto;
  • ipoteca e debito residuo. Man mano che il cliente paga il mutuo, potrebbe richiedere alla banca l’adeguamento, quindi la riduzione, dell’ipoteca in ragione del debito residuo. Dal momento che l’istituto bancario può rifiutare, é fondamentale che il cliente ne faccia richiesta sempre al momento della stipula del contratto;
  • mutuo più vantaggioso. Nel caso in cui il mutuatario venda l’immobile e il nuovo acquirente voglia mantenere il mutuo (perché lo ritiene vantaggioso) potrebbe verificarsi la seguente ipotesi: se la banca crede di poter negoziare un mutuo più vantaggioso, potrebbe decidere di estinguere mutuo, chiedendo doppie garanzie (anche al mutuatario di partenza);
  • polizze. Spesso le banche vincolano la concessione del prestito alla stipula di polizze (incendio o vita): questa pratica è illegittima se non viene concessa l’opportunità di scegliere tra quanto offerto dagli istituti concorrenti. In particolare per quanto riguarda la polizza incendio, occorre verificare che sia espressa la dicitura “nei limiti dell’ammontare residuo” (e non “nei limiti dell’aumentare dell’intero valore del mutuo”).

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