Mutui e tassi di interessi: cosa aspettarsi nel 2022?

Stefano Tempera

11/01/2022

12/01/2022 - 14:10

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Si è appena concluso un anno positivo per il mercato immobiliare e creditizio. Vediamo quali sono gli scenari per i mutui e i tassi di interesse nel 2022.

Mutui e tassi di interessi: cosa aspettarsi nel 2022?

Nel corso dell’ultimo periodo del 2021, i tassi di interesse dei mutui hanno registrato un andamento contrastato. Da una parte, gli indici di riferimento dei mutui a tasso variabile, gli Euribor, già in territorio negativo dal 2015, sono scesi ulteriormente fino a raggiungere un nuovo minimo storico. Dall’altra parte, gli indici IRS, il parametro dei mutui a tasso fisso, hanno registrato un aumento medio di circa 20 punti base nel solo mese di dicembre e un incremento di circa mezzo punto percentuale nel corso dell’ultimo anno.

Ricordiamo che il tasso di riferimento dei mutui a tasso variabile è legato all’andamento delle decisioni della Banca centrale europea in materia di rifinanziamento tra le banche europee. Attualmente, il tasso principale della BCE è fermo a quota 0,00% (ormai dal 10 marzo 2016) e l’Euribor, in scia alla politica monetaria dell’Unione europea, è ai minimi livelli, a vantaggio di chi negli ultimi anni ha deciso di sottoscrivere un mutuo a tasso indicizzato.

Il discorso è differente se guardiamo l’andamento dei mutui a tasso fisso. Gli indici Eurirs, infatti, nelle ultime settimane del 2021 hanno avuto un rialzo costante fino a portarsi intorno a quota 0,50% sulle durate medio-lunghe.

Le cause dell’aumento dei tassi IRS sono da attribuirsi a fattori come le stime sull’inflazione. E proprio in seguito ai dati diffusi da Eurostat che certificano un aumento dei prezzi nell’Eurozona, i tassi di riferimento dei mutui a tasso fisso sono aumentati.

Richieste dei mutui nel 2021 e previsioni 2022

Nonostante l’aumento degli indici dei mutui a tasso fisso, gli italiani non sembrano affatto intimoriti di comprare casa. Anzi, i dati sulle compravendite di immobili e sui mutui dimostrano proprio il contrario.

Dalle ultime informazioni diffuse da Istat, infatti, possiamo vedere come il bilancio del mercato immobiliare e creditizio nel 2021 sia stato positivo. Nel primo trimestre del 2021, le transazioni di abitazioni hanno registrano un incremento del 6,1% rispetto al trimestre precedente e del 36,7% rispetto allo stesso periodo del 2020, pur considerando che si tratta di un confronto con l’anno dello scoppio della pandemia.

I dati restano comunque confortanti se paragoniamo i numeri con il primo trimestre 2019, in cui erano state effettuate 24 mila vendite in meno. Il buon momento del mercato immobiliare italiano è supportato anche dalle previsioni di Nomisma, secondo cui, nel 2021, le compravendite potrebbero raggiungere quota 600 mila, recuperando dunque i livelli previsionali del 2019 e tornando di fatto ai livelli pre-Covid.

Anche nel secondo trimestre del 2021 il trend delle compravendite è stato molto positivo, con un aumento delle transazioni immobiliari pari al 73,4% rispetto allo stesso periodo del 2020. Nello stesso lasso di tempo, i nuovi contratti di mutui ipotecari hanno raggiunto quota 122 mila, registrando un incremento del 2,8% rispetto al trimestre precedente.

L’effetto dei tassi ai minimi storici continua dunque a farsi sentire. Oggi comprare una casa con un mutuo significa pagare una quota di interessi decisamente contenuta, anche nel caso di ammortamento a lunga scadenza, come nei casi dei mutui di 25 o 30 anni. Ad esempio, per un mutuo di 130.000 euro a tasso fisso dell’1,20% e con una durata di 25 anni, la rata mensile da rimborsare sarebbe pari a 501 euro, mentre l’ammontare degli interessi passivi da restituire alla banca sarebbe di circa 20 mila euro, ovvero meno di 70 euro al mese di interessi.

Mutui 2022: agevolazioni acquisto prima casa

Fino al 30 giugno 2022 è possibile ottenere un mutuo fino al 100% del prezzo dell’immobile tramite il Fondo di Garanzia Consap, che permette a chi intende acquistare la prima casa di avere delle chances in più di vedersi accettare il prestito, grazie proprio alla garanzia dello Stato, che può arrivare fino all’80% del mutuo concesso dall’istituto di credito aderente all’iniziativa.

Oltre ai tassi dei mutui convenienti, l’incremento del numero dei mutui erogati nel 2021 è stato indubbiamente influenzato anche dal Bonus Casa under 36, l’agevolazione che azzera l’imposta di registro (o IVA nei casi di acquisto da costruttore) oltre alle imposte ipotecarie e catastali sulla compravendita e all’imposta sostitutiva sul mutuo.

Il bonus è riservato a chi non abbia ancora compiuto i 36 anni di età nell’anno in cui si effettua il rogito notarile e se si acquista un immobile da adibire ad abitazione principale.

Il vantaggio fiscale sarà attivo fino a metà 2022 e al momento non si ha ancora idea se verrà prorogato. Vista la ripresa del settore immobiliare e creditizio è auspicabile. In ogni caso, con la possibilità che l’agevolazione non sia più valida dal prossimo mese di luglio, è probabile che in questa prima parte dell’anno assisteremo ad un’ulteriore spinta del settore delle compravendite immobiliari.

Previsioni tassi dei mutui 2022

La prossima riunione della Banca centrale europea è fissata per il 3 febbraio 2022. In quell’occasione, il Consiglio direttivo dovrà definire la politica monetaria dell’Eurozona e decidere le sorti dei tassi di interesse nei mesi a venire. Al momento non emergono notizie che facciano presupporre un rialzo dei tassi, seppure i dati sull’inflazione in crescita destino preoccupazione.

I tassi dei mutui dovrebbero quindi mantenersi ad un livello basso, favorendo sia chi sta già rimborsando un finanziamento a tasso variabile sia le famiglie che vogliono comprare casa, in particolare i giovani che possono usufruire di importanti benefici fiscali.

Sulla base dei futures Euribor, che prevedono l’andamento dell’indice trimestrale nei prossimi anni, si stima che il parametro dei mutui a tasso variabile rimarrà ancora negativo almeno per tutto il 2022.

Gli indici Eurirs, come detto, seguono l’andamento dell’inflazione e per questo motivo è più difficile prevedere il trend dei tassi dei mutui a tasso fisso. Naturalmente, la preoccupazione riguarda solo chi si appresta nei prossimi mesi a sottoscrivere un prestito a rata fissa, che a causa di un rialzo delle stime sull’inflazione potrebbe vedersi aumentare il tasso di partenza del mutuo. Non sono invece coinvolti i mutuatari che hanno già stipulato un mutuo a tasso fisso, la cui rata rimarrà costante nel tempo come da contratto con la banca.

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