Multe stradali, ingiunzione per chi non paga nei termini in Legge di Bilancio

Isabella Policarpio

12 Novembre 2019 - 11:12

condividi

Per recuperare le somme delle multe stradali il Comune potrà emanare ingiunzioni di pagamento intimando il versamento della somma entro 30 giorni. Lo prevede la Legge di Bilancio. Ecco come funziona.

Chi non paga le multe stradali potrà ricevere un ingiunzione di pagamento da parte del Comune, atto con il quale viene intimato di pagare la somma dovuta entro 30 giorni, pena l’esecuzione forzata.

L’introduzione dell’ingiunzione fiscale per le multe stradali è prevista dalla Legge di Bilancio 2020, attualmente al vaglio del Governo.

Se questa misura venisse confermata, i Comuni potrebbero recuperare le somme dovute per le multe, compresi gli interessi senza passare per gli agenti della riscossione, quindi in maniera più rapida e con maggiore autonomia.

Vediamo come funziona l’ingiunzione di pagamento per le multe, cos’è esattamente e come fare opposizione.

Ingiunzione di pagamento per le multe stradali in Legge di Bilancio: cos’è e come funziona

A partire da gennaio 2020 le multe stradali potrebbero essere riscosse mediante ingiunzione di pagamento direttamente dal Comune interessato, senza l’intervento degli ufficiali della riscossione. Lo prevede la Legge di Bilancio per il 2020 all’articolo 96, che tuttavia non è ancora stata approvata in via definitiva.

L’ingiunzione fiscale (o di pagamento) consiste in un atto amministrativo immediatamente esecutivo ed ha una doppia valenza: accerta la somma della multa e gli eventuali interessi e intima al pagamento entro i 30 giorni successivi alla ricezione (il giorno di ricezione non si calcola).

Trascorsi inutilmente 30 giorni, il Comune avvierà il procedimento di esecuzione forzata. In altre parole, l’ingiunzione fiscale delle multe stradali non è altro che un ordine di pagamento nei confronti del trasgressore del Codice della strada.

Cosa succede se non pago la multa entro 30 giorni?

L’ingiunzione fiscale o di pagamento ha l’indiscusso vantaggio per il Comune di rendere la riscossione delle somme più rapida e immediatamente esecutiva.

Infatti dopo 30 giorni dalla ricezione della comunicazione - sempre se il cittadino non si oppone oppure dopo il rigetto dell’opposizione - l’ingiunzione si considera esecutiva, vale a dire che l’Ente titolare del credito procederà al pignoramento dei beni del debitore per mezzo dell’ufficiale giudiziario.

Il Comune, esattamente come qualsiasi altro creditore, può eseguire sia il pignoramento dei beni del trasgressore sia l’esecuzione immobiliare o il pignoramento presso terzi, quando i beni dei debitori sono in possesso di altri.

Opposizione ad ingiunzione multe, come funziona

Chi ritiene che la multa sia ingiusta può comunque servirsi dello strumento dell’opposizione, concesso anche per l’ingiunzione fiscale ricevuta dal Comune. Ci si può opporre entro e non oltre il 30 giorni dalla ricezione dell’ingiunzione di pagamento, rivolgendosi al Giudice di pace, davanti al quale non occorre l’avvocato per cause che non superano il valore di 1.100 euro. Quindi chi ha ricevuto la multa può preparare il ricorso autonomamente e depositarlo in cancelleria. Si ricorda che per avere maggiori possibilità di esito positivo è fondamentale allegare al ricorso tutte le prove che possano dimostrare l’ingiustizia della sanzione, per esempio foto e video.

Se non ci si oppone entro 30 giorni, l’ingiunzione fiscale diventa immediatamente esecutiva, quindi il Comune avvierà il procedimento di pignoramento mobiliare o immobiliare nei confronti del trasgressore.

Potrebbe interessarti anche Quali beni sono esclusi dal pignoramento?

Argomenti

Iscriviti a Money.it