Moody’s taglia il rating ai bond della Russia a Baaa3: la recessione è vicina

Flavia Provenzani

17 Gennaio 2015 - 11:30

condividi

L’agenzia di rating valuta le previsioni sul crollo del prezzo del petrolio e sul rublo russo molto debole e taglia il rating ai bond russi. Poco al di sopra dei titoli di Stato spazzatura, la Russia è sull’orlo della recessione

Moody’s taglia il rating sui titoli di Stato della Russia da Baa2 a Baa3, a causa del rublo sempre più debole e il recente crollo dei prezzi del petrolio che influiscono negativamente sulle prospettive di crescita già compromesse della Russia.

Moody’s ha anche posto il rating della Russia in revisione, prevedendo un ulteriore downgrade.
Moody ha anticipato che avrebbe valutato la resilienza del bilancio del governo russo, in particolare quella del cuscinetto di riserve in valuta estera, basandosi sulle previsioni dell’agenzia di rating per i prezzi del petrolio e per il rischio di un ulteriore calo dei prezzi.

Il rating della Russia è stato tagliato ad un investment grade ancora basso ad opera del Moody’s Investors Service anche a causa della peggiore crisi monetaria in Russia dal 1998, che sta frenando bruscamente la crescita del Paese.

Moody ha abbassato il rating dei bond russi a Baa3, un gradino sopra ai titoli spazzatura. L’investment grade corrisponde ora a quelli di Standard & Poor’s e Fitch Ratings. Il punteggio dei titoli di Stato della Russia sono alla pari con l’India e la Turchia.

«I titoli spazzatura (junk bond) avranno un impatto molto significativo sul debito della Russia»

ha detto Ian Hague, uno dei soci fondatori della Firebird Management LLC, gestisce circa 1,1 miliardi di dollari incluse scorte russe, in una telefonata da New York il 16 gennaio .

«La cosa ironica è che molte delle aziende statali sono sotto sanzioni e sono già state tagliate fuori dai mercati esteri, in modo da non poter più rifinanziare il proprio debito in nessun caso.»

La Russia è sull’orlo di una recessione dopo che il petrolio, il più grande prodotto d’esportazione del Paese, è crollato di oltre il 50% da giugno.

Il rublo ha visto diminuire il suo valore del 47% negli ultimi sei mesi a causa delle restrizioni di finanziamento e del divieto di esportazione imposti dagli Stati Uniti e dai loro alleati dopo che il presidente Vladimir Putin annesso la Crimea, portando gli investitori a svendere la valuta russa.

La Banca della Russia ha alzato i tassi, ora sei volte maggiori rispetto al mese di marzo e ha speso 88 miliardi dollari in interventi per sostenere la valuta durante lo scorso anno.

Iscriviti a Money.it