Quanto guadagnano i militari italiani in missione all’estero?

I militari italiani in missione all’estero guadagnano in base al grado che hanno raggiunto. Lo stipendio prevede anche una diaria specifica in riferimento al Paese nel quale si viene trasferiti. Vediamo anche quali sono le altre indennità e la pensione.

Quanto guadagnano i militari italiani in missione all'estero?

Diventare militare in missione all’estero può essere un sogno di molti giovani che decidono di intraprendere la carriera nell’Esercito italiano. Lo stipendio dei militari italiani in missione all’estero varia a seconda del grado raggiunto e comprende anche la diaria relativa al Paese specifico nel quale si va a prestare servizio.

Una passione quella del militare in missione all’estero che richiede anche una buona dose di coraggio nonostante il lavoro svolto in un Paese straniero non necessariamente deve avere fini bellici.

Lo stipendio dei militari dell’esercito italiano va da un minimo di 17mila euro lordi annui circa fino a un massimo che supera i 25mila euro lordi. Per la missione vi è poi un contributo aggiuntivo oltre a varie indennità.

Abbiamo visto, sempre in merito a mestieri che richiedono passione e coraggio, quanto guadagna un vigile del fuoco. Vediamo nel dettaglio ora a quanto ammonta lo stipendio di un militare italiano in missione all’estero.

Militari italiani in missione all’estero: stipendio

Come abbiamo anticipato lo stipendio dei militari italiani in missione all’estero varia a seconda del grado raggiunto. Nel dettaglio, indipendentemente dalla missione, un militare dell’esercito italiano guadagna sulla base di una scala gerarchica che illustriamo di seguito:

  • circa 17.485 euro per il Primo Caporal Maggiore;
  • circa 18.047 euro lordi per il Caporale Maggiore Scelto;
  • circa 18.651 euro lordi annui per il Caporal Maggiore Capo;
  • circa 19.256 euro lordi per il Caporal Maggiore Capo scelto.

Questo per quanto concerne lo stipendio dei graduati, mentre i sottufficiali prendono uno stipendio pari a:

  • circa 19.385 euro annui lordi il Sergente;
  • 20.767 euro Sergente Maggiore Capo;
  • 20.853 per il Maresciallo;
  • 21.414 Maresciallo Ordinario;
  • 22.105 per il Maresciallo Capo;
  • 22.969 euro per il Primo Maresciallo;
  • 24.000 euro lordi annui per il Primo Maresciallo Luogotenente.

Per la categoria ufficiali invece lo stipendio a seconda del grado è così diviso:

  • 23.012 euro per il Sottotenente;
  • 24.000 euro circa per il Tenente;
  • quasi 25.000 euro lordi annui per il Capitano;
  • quasi 26.000 euro lordi annui per il Tenente Colonnello Maggiore.

Questo è lo stipendio base come abbiamo detto cui si aggiungono diverse indennità, solitamente il 30% del guadagno percepito.

Per le missioni all’estero le indennità aumentano con la diaria che rappresenta un aumento corposo della retribuzione. La diaria infatti parte, a seconda del Paese di destinazione, dai 100 euro, tanto che un militare dell’esercito italiano può arrivare anche a prendere uno stipendio aggiuntivo all’ordinario che va dai 2.000 fino ai 4.000 euro mensili.

Militari italiani in missione all’estero: permessi e pensione

Allo stipendio dei militari italiani in missione all’estero si sommano, come per gli altri lavori, diversi tipi di agevolazioni, come permessi e la maturazione dei contributi utili per la pensione.

A che età vanno in pensione i soldati? I militari italiani hanno diritto ad andare in pensione di vecchiaia a 60, 61, 63 o 65 anni a seconda del ruolo con un minimo di 20 anni di contributi. Questo il limite ordinamentale che con i vari adeguamenti (2013, 2016 e 2019) è stato incrementato di 12 mesi; l’età pertanto diventa di 61, 62, 64 o 66.

Per la pensione anzianità invece per le Forze armate può avvenire con i seguenti requisiti:

  • 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica;
  • età anagrafica 58 anni e aver maturato almeno 35 anni di contributi;
  • età anagrafica 54 anni se entro il 31 dicembre del 2011 è stata raggiunta la massima anzianità contributiva corrispondente all’aliquota dell’80%.

Esistono poi i congedi dal lavoro non permanenti per chi è arruolato nell’esercito, sono di diversa natura, simile alle ferie e ai permessi degli altri lavoratori non militari. Le ferie pagate dei soldati sono infatti chiamate “licenze”, e ammontano a:

  • 30 giorni lavorativi di licenza all’anno per i primi tre anni dall’arruolamento;
  • 32 giorni lavorativi di licenza dal terzo anno di arruolamento fino al quindicesimo anno;
  • 40 giorni lavorativi di licenza dal quindicesimo anno di arruolamento fino al venticinquesimo anno;
  • 47 giorni lavorativi di licenza dal venticinquesimo anno dall’arruolamento.

Alle licenze si sommano quattro giornate di riposo in un anno, che a differenza delle prime non sono obbligatorie. Queste licenze e giornate di permesso restano invariate durante il periodo di missione all’estero dei militari, che conservano gli stessi indici di anzianità per lo sviluppo delle giornate di licenza.

Un ultimo tipo di permesso pagato, che resta invariato anche in caso di missione all’estero è il congedo, richiedibile in diversi casi. Esistono infatti:

  • malattia;
  • congedo parentale;
  • congedo assistenziale;
  • congedo per donazione del sangue od organi;
  • congedo per dottorato di ricerca o altra formazione;
  • congedo assistenziale per un familiare malato.

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