Milioni di italiani non arriveranno alla fine del mese a settembre, parola di Marco Rizzo

Milioni di italiani non riusciranno a fronteggiare la crisi economica dovuta al lockdown e molti lavoratori faranno difficoltà ad arrivare alla fine del mese a settembre, secondo Marco Rizzo.

Milioni di italiani non arriveranno a fine mese a settembre, la crisi dovuta al lockdown sta iniziando a mostrarsi in modo sempre più evidente e molti lavoratori potrebbero non riuscire più a sostenere le spese alla fine dell’estate. È la preoccupante previsione illustrata da Marco Rizzo, il sottosegretario del Partito Comunista, nel corso di “L’altro punto di vista”, l’appuntamento settimanale in onda sul canale YouTube di Money.it.

Il prognostico del politico è rivolto principalmente ai “cassaintegrati che non ricevono la cassa integrazione ai piccoli commercianti, artigiani, alle partite IVA che sono lasciati a sé stessi” perché il nostro è un “Governo forte con i deboli e debole con i forti”.

“Governo forte con i deboli e debole con i forti”

Secondo Rizzo il nostro Governo avrebbe un comportamento contrastante che lo porterebbe ad attuare delle manovre proficue solo per le grandi aziende, ignorando completamente le piccole realtà del tessuto economico e sociale che sono “lasciate a sé stesse”.

Nello specifico il politico riporta il recente caso di FCA, dal momento che Palazzo Chigi è riuscito a far ottenere al gruppo un finanziamento garantito di 6,3 miliardi. La SACE, la società per azioni del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti, “ci ha messo due giorni per dare le garanzie e penso a quei poveri commercianti che chiedono i 25.000 euro di prestito” con non poche difficoltà.

Una situazione analoga, continua Rizzo, si è verificata anche con Benetton, “alla faccia di quello che ci ha detto il Movimento 5 Stelle. Gli danno una garanzia su un altro finanziamento che i Benetton hanno chiesto di 1 miliardo e 800 milioni”.

I soldi dell’UE sono a strozzo

Nonostante l’Unione Europea sembra venire incontro alle necessità italiane dal momento “che pare dare dei soldi”, precisa il sottosegretario che “questi soldi sono a strozzo, sono soldi che andranno dentro condizionalità severe già dai prossimi mesi e peraltro sono soldi che diamo ai grandi e non ai piccoli, ma li paghiamo poi tutti quei soldi”.

Nel momento in cui l’Italia dovrà ridare indietro quei soldi le politiche che dovrà attuare per recuperare il credito si rifaranno inevitabilmente sulla “prima casa, posseduta dall’80% degli italiani, i piccoli risparmi, la sanità pubblica e le pensioni. È questo il malloppo sui cui la Banca Centrale Europea e gli avvoltoi della Troika vogliono metterci le mani”.

Il cambiamento della società deve partire dai lavoratori

Quello che si prospetta dunque è “una piazza di protesta che però sarà anche una piazza di proposte, spiega Rizzo, aggiungendo che “noi diciamo da tempo che la Repubblica è fondata sul lavoro, per questo la Repubblica deve andare ai lavoratori”.

Il cambiamento può avvenire solamente se sono i lavoratori a promuoverlo decidendo “cosa produrre, quanto produrre e dove produrre, in sostanza il socialismo. Questa è la prospettiva che chiaramente parte da lotte immediate e concrete e lo scontro sociale dovrà essere indirizzato al cambio di società”.

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