Il mercato auto ha registrato il peggior febbraio dal 2013: lo dicono i numeri ufficiali sulle immatricolazioni, aggiornati da Acea per l’Europa.

Le nuove immatricolazioni sono state bloccate da una domanda ancora debole nel settore. A sorpresa, l’Italia ha evidenziato numeri migliori di altri Paese, pur confermando il generale andamento negativo.

In dettaglio, i risultati di febbraio 2021 sulla vendita di automobili nuove in Europa.

Immatricolazioni crollano in Europa: i dati

L’Acea ha reso noti i dati aggiornati sulle immatricolazioni nell’UE, più Efta e Regno Unito.

Il bilancio continua a essere nero: a febbraio 2021, la vendita delle vetture nuove è crollata del 20,3% a 850.170 unità. Nello stesso mese del 2020 le immatricolazioni erano state 1,07 milioni di febbraio.

Questi i bruschi cali delle automobili nuove registrate nel secondo mese dell’anno:

  • Unione Europea: -19,3%;
  • Italia: -12,3%
  • Germania: -19%
  • Francia: -20,9%
  • Spagna: -38,4%

Per quanto riguarda i brand del settore automotive, tutti i principali marchi hanno incassato pesanti perdite nelle vendite di veicoli nuovi. Tra di essi, spiccano le perfomance nel mese di febbraio 2021 (rispetto a febbraio 2020) di:

  • Stellantis: -22,4% in Europa;
  • Fiat: -28,4%
  • Opel: -28%
  • Citroen: -23,2%
  • Peugeot: -12,2%
  • Jeep: -5,3%
  • Volkswagen: -19%
  • Reanualt: -28,6%

Da sottolineare, come nota positiva, la crescita di immatricolazione per i veicoli ibridi ed elettrici, che si è registrata un po’ in tutti i Paesi europei.

Italia: mercato auto migliore di altri Paesi

La flessione delle immatricolazioni dei nuovi veicoli in Italia è stata più moderata rispetto a quella di altri Paesi. Per quale motivo?

Gli analisti hanno sottolineato i benefici raccolti dagli incentivi stabiliti nella Legge di Bilancio e destinati anche al comparto auto tradizionale e con emissioni comunque non superiori a 135 gr/km di CO2.

In realtà, si è fatto notare che restano in cassa 54,8 milioni di euro da utilizzare per il settore. Probabilmente, basteranno per il solo mese di marzo. Poi, le vendite auto in Italia potrebbero subire un ulteriore ribasso.