Mercati: l’Asia frena e i prezzi di produzione cinesi corrono. Che succede?

Violetta Silvestri

9 Giugno 2021 - 08:32

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Mercati oggi concentrati sui temi del momento: inflazione e banche centrali. Mentre gli USA rafforzano il sistema economico nazionale anti-Cina, Pechino vede correre ai massimi i prezzi di produzione. E i mercati oscillano.

Mercati: l'Asia frena e i prezzi di produzione cinesi corrono. Che succede?

Mercati oggi alle prese, ancora, con dati e aspettative sull’inflazione.

In attesa dei risultati USA di domani, che daranno indicazioni su come, probabilmente, potrà muoversi la Fed, la Cina ha registrato nuovi picchi nei prezzi di produzione.

Scivolano anche i rendimenti del Tesoro USA e i futures su Wall Street sono incerti.

Che succede oggi nei mercati?

Mercati: Asia contrastata, Cina e USA in focus

I mercati oggi si muovono ancora incerti e vanno quasi tutti in rosso.

Alle ore 8.15 circa in Italia, il Nikkei giapponese perde lo 0,35% e in Cina lo Shanghai avanza di 0,14% mentre lo Shenzhen frena dello 0,33%.

In ribasso anche il Kospi della Corea del Sud a -0,74% e Hong Kong, in calo dello 0,26%. Taiwan scambia in rosso a 0,64%.

In evidenza oggi importanti dati del dragone: i prezzi di produzione cinese sono saliti ai massimi dal 2008, con un +9,0% su base annua. Materie prime in rally e una ripresa produttiva accelerata stanno generando l’impennata inflazionistica dei costi.

La Cina sta cercando di correre ai ripari, valutando anche di imporre un tetto al prezzo del carbone termico per contenere gli alti costi energetici.

Intanto, gli USA hanno approvato al Senato un pacchetto di misure strategiche per aumentare la competitività nei confronti della Cina. Innovazione, tecnologia, produzione di chip a livello nazionale e controlli commerciali su aziende cinesi sono al centro del provvedimento.

I mercati aspettano l’inflazione USA

L’attenzione degli investitori rimane sul rapporto di giovedì sui prezzi al consumo negli Stati Uniti, che potrebbe influenzare la tempistica per le discussioni della Federal Reserve sul tapering degli acquisti di asset.

Domani, riflettori accesi anche sulla BCE.

L’indicatore del dollaro si è abbassato.

Il petrolio ha ripreso il suo rally raggiungendo quota 70 dollari al barile a New York.

Bitcoin rimane sotto pressione, scambiato intorno a $ 33.000 dopo un ritiro questa settimana.

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