Mediatore creditizio, chi è e a cosa serve?

Rivolgersi ad mediatore creditizio per richiedere un mutuo o un prestito è conveniente? Vediamo che ruolo ha il «broker» e quali vantaggi può portare.

Mediatore creditizio, chi è e a cosa serve?

Il mediatore creditizio, o broker, come veniva definito un tempo, è una figura professionale che ha sempre diviso l’opinione pubblica: da una parte c’è chi sostiene che sia assolutamente inutile, in quanto chi ha la necessità di richiedere un mutuo può rivolgersi direttamente alla propria banca.

Dall’altra parte, invece, c’è chi riconosce che il consulente del credito sia un professionista in grado di consigliare la soluzione migliore per il mutuatario tra le tante possibilità presenti sul mercato dei mutui e dei prestiti.

In questa guida vedremo chi è il mediatore creditizio, cosa fa, quali sono le leggi che regolano la professione e chiederemo ad alcuni dei protagonisti del settore che ruolo ha oggi e avrà in futuro la figura del consulente del credito.

Chi è il mediatore del credito

Il mediatore creditizio è un professionista esperto in grado di suggerire la migliore soluzione quando si deve richiedere un mutuo, un prestito o una cessione del quinto.

È l’intermediario che mette in relazione le banche con i clienti interessati a ottenere un finanziamento. Nonostante l’attività del mediatore del credito sia relativamente recente, la sua figura ha già vissuto nel corso degli ultimi anni varie trasformazioni e sembra che l’evoluzione del suo ruolo sia ancora in corso.

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Facciamo una dovuta precisazione e distinguiamo la figura del mediatore creditizio con il consulente del credito. L’attività di mediatore, in base alla legge vigente, può essere costituita solo sotto forma di società giuridica e ha il compito di vigilare sull’attività dei suoi collaboratori, notoriamente chiamati consulenti del credito.

Il mediatore creditizio, avvalendosi di professionisti qualificati, si pone tra la banca che eroga un mutuo o un finanziamento e il cliente che ha la necessità di ottenere un prestito, proponendo a quest’ultimo l’istituto di credito più adatto alle sue esigenze.

Storia del mediatore del credito

Fino a qualche anno fa l’attuale figura del mediatore veniva semplificata come «broker finanziario». Definizione generalista, ma che rende bene l’idea da dove provenga questo termine inglese. Infatti, in Italia, la figura professionale nel settore della mediazione creditizia è stata introdotta all’inizio degli anni ’90 proprio dal modello britannico.

In quegli anni, infatti, si erano sviluppate nel mercato italiano due banche inglesi, Abbey National Bank e Banca Woolwich, che si sono affermate promuovendo mutui ipotecari tramite broker finanziari in grado di offrire alla clientela una proposta alternativa ai mutui più tradizionali, che si potevano richiedere soltanto rivolgendosi allo sportello dell’istituto.

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Per circa un decennio il mercato dei mutui non è stato regolamentato, fino a quando il decreto legge 108 del 7 marzo 1996 ha reso ufficiale la figura del mediatore creditizio. Sulla base di questa normativa, nel 2000 fu istituito l’UIC (Ufficio Italiano Cambi), che ha imposto per la prima volta dei requisiti professionali per l’iscrizione all’apposito Albo.

Infine, con il decreto legge 231 del 2007, l’UIC è stato soppresso e tutte le sue funzioni sono passate sotto il controllo della Banca d’Italia. L’attuale normativa di riferimento che regola il settore della mediazione creditizia è il decreto legge 141 del 2010.

I mediatori creditizi possono avvalersi di dipendenti e collaboratori, ovvero di persone fisiche in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità e che abbiano superato un esame tenuto dall’OAM, l’Organismo degli Agenti e Mediatori, che ha il compito di vigilare sull’attività di tutti gli operatori del credito intermediato. I collaboratori non possono svolgere la propria attività per più di un mediatore contemporaneamente.

Il ruolo del mediatore del credito oggi

Abbiamo chiesto il parere di un importante protagonista della mediazione creditizia in Italia.
Secondo Stefano Grassi, presidente e socio fondatore di Affida, «l’intero movimento della mediazione creditizia sarà sempre più centrale in un mondo che vede progressivamente sfumare il modello bancario tradizionale, con le sue migliaia di filiali sul territorio che rappresentano costi e all’interno delle quali non sempre si riesce a garantire la consulenza di cui necessita una famiglia o un’impresa alla ricerca di un prestito».

A cosa serve il consulente del credito?

Il collaboratore del mediatore creditizio, meglio conosciuto come consulente del credito, è un professionista iscritto nell’elenco dei mediatori creditizi tenuto dall’OAM. Il ruolo del consulente dovrebbe essere quello di ascoltare le esigenze del cliente alla ricerca di un mutuo o di un prestito e proporgli la banca che meglio rispecchi le sue necessità.

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Spesso ci si chiede se la figura del mediatore sia fondamentale per l’ottenimento del mutuo.

Ci risponde Stefano Grassi:

«Se ho bisogno di una consulenza fiscale mi rivolgo ad un commercialista, o ad un avvocato se mi occorre una consulenza legale oppure ad un medico specialista se ho un problema di salute. Ma il motivo principale per cui è giusto affidarsi ad un personal broker è perché questo garantisce una pluralità di proposte. Se mi rivolgo ad una sola banca, il funzionario di quell’istituto mi proporrà unicamente i suoi prodotti, anche se meno convenienti rispetto al mercato. Avere più convenzioni dà un vantaggio al cliente che potrà scegliere tra le migliori offerte di più banche».

Quanto costa la consulenza del mediazione creditizio

Il compenso che il cliente pagherà al mediatore creditizio, solo a buon fine, non ha generalmente un costo fisso, ma dipende da diversi fattori, tra cui l’importo del mutuo e la difficoltà della pratica. Un costo medio approssimativo, ma da valutare direttamente con il professionista, potrebbe rientrare in una forbice tra lo 0,50 e il 2% dell’importo erogato per quanto riguarda un mutuo ipotecario.

Spesso, il costo del mediatore creditizio viene ripagato dal risparmio che può essere garantito nel corso degli anni, grazie alla scelta ponderata di mutuo più vantaggioso rispetto ad un altro. Ed è proprio su questo che gioca un ruolo importante il caro vecchio broker.

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Argomenti:

Mutuo Banche

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