Mediaset-Vivendi, prove di disgelo. E intanto Renzi comincia a temere Bolloré

Antonio Atte

9 Agosto 2016 - 12:56

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Mediaset-Vivendi: ecco la possibile soluzione per la questione Premium. E intanto a Palazzo Chigi cresce la preoccupazione per una scalata a Generali da parte di Bolloré.

Dopo la burrasca scatenata dalla rottura dell’accordo sull’acquisto di Premium, tra Mediaset e Vivendi potrebbe presto tornare il sereno. A riferirlo è Mediobanca Securities, la quale scrive che

“negli ultimi giorni abbiamo osservato che gli amministratori delegati di entrambe le società hanno espresso il desiderio di trovare un accordo: questo rimane il nostro scenario di base, in quanto sarebbe nell’interesse di entrambe le società”.

Stando ad alcuni rumors, Mediaset e Vivendi - che fanno parte del patto di sindacato di Piazzetta Cuccia con quote pari rispettivamente al 2,04% e al 7,94% - potrebbero risolvere in questo modo la questione Premium: la pay tv del Biscione andrebbe in una newco partecipata al 40% sia dai Berlusconi che da Bolloré.

La restante quota, pari al 20%, potrebbe essere rilevata da una società telco. Inizialmente si era parlato di Telecom Italia, ma la società ha smentito qualsiasi eventuale coinvolgimento futuro nella vicenda Mediaset Premium.

Mediaset-Vivendi: la possibile soluzione della controversia

La controproposta di Vivendi che ha mandato su tutte le furie i Berlusconi prevede l’acquisto del 20% di Premium, per poi arrivare nell’arco di un triennio a circa il 15% del capitale Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile.

La nuova soluzione paventata, invece, comporterebbe una diminuzione della quota Premium nelle mani di Bolloré. Allo stesso tempo, in cambio del 3,5% di Vivendi, Mediaset darebbe ai francesi il 7% dei propri titoli.

Fininvest cede il Milan e mette fieno in cascina

Il gruppo Fininvest al momento “si gode” i 740 milioni derivanti dalla cessione dell’AC Milan ai cinesi. Soldi che, a detta della presidente Marina Berlusconi, “miglioreranno ulteriormente una situazione finanziaria già invidiabile” e aiuteranno il gruppo ad affrontare la sfida con Vivendi.

La preoccupazione di Palazzo Chigi per le mosse di Bolloré

Intanto, secondo indiscrezioni di stampa, a Palazzo Chigi starebbe crescendo la preoccupazione per i piani di espansione di Vincent Bolloré.

L’imprenditore bretone starebbe pensando a un rafforzamento della propria posizione in Mediobanca - comprando le quote di Unicredit e Mediolanum, pari rispettivamente all’8% e al 3% - per poi tentare la scalata alle Assicurazioni Generali (di cui Mediobanca risulta primo azionista, al 13,46%), in vista di una eventuale funzione con il gigante francese Axa.

Scalata a Generali: tutti gli ostacoli per Bolloré

L’operazione, già di per sé spericolata, potrebbe essere frenata da alcuni aspetti tecnici, sottolineati dagli analisti di Banca Imi. Innanzitutto, per portare sopra la soglia del 10% la propria partecipazione in una banca (la quota di Bolloré in Mediobanca è pari al 7,9%) è necessario il nulla osta di Bankitalia e del governo.

I francesi dovrebbero poi fare i conti con i soci italiani, i quali potrebbero coalizzarsi e salire al 10% di Generali. Il fronte è composto da Caltagirone (3,5%), Del Vecchio (3%), De Agostini (1,5%) e Benetton (1%).

Generali e Mediobanca col segno più a Piazza Affari

A Piazza Affari nel frattempo il titolo Generali guadagna lo 0,75% dopo il +2% di ieri, mentre Mediobanca si porta a +1,74% (ieri ha chiuso a +3%), complice il giudizio positivo di Banca Imi, che ha innalzato il rating della banca guidata da Alberto Nagel da add a buy.

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