Matteo Renzi, dietrofront: se vince il No niente dimissioni? Tutte le dichiarazioni del Premier

Chiara Ridolfi

18/11/2016

18/11/2016 - 13:38

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Renzi cambia idee e nel caso dovesse vincere il No al referendum rimarrà al Governo. Un cambio di rotta per l’avvicinamento del 4 dicembre che potrebbe cambiare le carte in tavola.

Renzi ci ripensa e nel caso la vittoria al referendum costituzionale fosse del No non lascerebbe il suo posto al Governo. Le ultime dichiarazioni farebbero infatti pensare che il Premier abbia cambiato idea sul referendum costituzionale.

Il fronte del No inoltre, dopo gli ultimi sconvolgimenti politici, potrebbe infatti essere molto più forte, dal momento che si cercherebbe in questo momento una continuità con il passato.
In molti sono inoltre gli elettori che si recheranno alle urne il 4 dicembre per “mandare a casa Renzi” e tornare così ai seggi in primavera.

La situazione però non sembra più essere questa e il premier non ha più intenzione di lasciare il suo posto. Ciò vuol dire che sia che vincerà il No che il Sì comunque lui rimarrà il Presidente del Consiglio, fino alla fine del mandato.

Di seguito tutte le affermazioni di Matteo Renzi sulla questione e le dichiarazioni che ci fanno credere in un suo ripensamento sull’“andare a casa”.

Per conoscere quali sono i cambiamenti che apporterebbe la vittoria del Sì ti consigliamo di leggere:Referendum costituzionale 2016: cosa cambia? I 6 punti chiave della riforma

La situazione al poche settimane dal voto

Con l’avvicinarsi del referendum arrivano adesso i primi ripensamenti e le smentite, dal momento il Presidente del Consiglio non si aspettava di dover fronteggiare una tale situazione. Il sembra infatti in forte svantaggio, anche se 40% degli elettori sono ancora indecisi su cosa votare.

Il premier ha infatti legato quello che è un voto per cambiare la Costituzione alla sua persona, rendendola quasi una prova della stabilità del suo Governo.
A conti fatti però non è stata una bella mossa, dal momento che il rischio di dover la lasciare la Presidenza del Consiglio è sempre più alto.

Il Pd al momento però non sembra in grado di sostenere nuove elezioni e di vincerle in modo schiacciante, anzi al momento, stando ai sondaggi, il primo partito in Italia è il Movimento 5 Stelle. Molti cittadini sembrano inoltre indecisi sul da farsi e anche se si andasse alle urne qualche mese dopo il referendum il Pd non avrebbe grandi possibilità di vincere.

Ad oggi è certo però che il Premier non sembra più essere troppo convinto delle sue scelte e sembra che sia in procinto di rimangiarsi la parola data.
Vediamo insieme le ultime dichiarazioni di Matteo Renzi e il cambiamento che sta avvenendo nel Governo e che sembra portare ad un dietrofront del Presidente del Consiglio.

Matteo Renzi: tutte le dichiarazioni di Renzi sul No al referendum

Non sembra più convinto delle sue scelte il Premier Matteo Renzi, che continua le sue dichiarazioni di smentita sulla possibilità di lasciare il Governo. Il 2 settembre al Forum Ambrosetti ha dichiarato:

Se al referendum dovesse vincere il No non c’è l’invasione della cavallette, non cade il mondo. Rimane tutto come adesso. Se vincerà il sì, e ne sono molto convinto, ci sarà una semplificazione che non tocca nessuno dei pesi e contrappesi pure ampiamente toccati da riforme precedenti, poi non approvate.

Rimane dell’opinione che al referendum costituzionale di ottobre la sua causa risulterà vincente e il bicameralismo perfetto avrà fine, ma non è più disposto a lasciare il timone.

Se vince il No non è infatti la fine del mondo” afferma il Presidente del Consiglio, ma il Paese rimarrà bloccato. Non si evolverà la situazione per quanto riguarda la politica e si rimarrà ancorati ai vecchi meccanismi.

Non parla più il Premier di un suo dietrofront e di un ritorno alle urne, dal momento che il partito del Sì non sembra essere così forte come pensava all’inizio il premier. Si susseguono inoltre le smentite che sembra porteranno a non lasciare il Governo, come invece era stato all’inizio preventivato.

Leggi anche Referendum costituzionale 2016: cosa cambia se vince il Sì?

Matteo Renzi: cosa succede se vince il No?

Il fronte del No sembra avere un grande scarto rispetto al Sì e Matteo Renzi non sembra più disposto ad “andare a casa” nel caso non vincesse. Dopo le varie dichiarazioni dei mesi scorsi in cui non aveva dubbi sul da farsi in caso di sconfitta, adesso invece sembrerebbe pronto ad un dietrofront.

Le ultime dichiarazioni sembrano infatti portare a questo, dal momento che il Premier ha affermato: Sono sicuro che vincerò il referendum, ma non perché questa sarebbe la mia vittoria. Non è il referendum di Renzi.

Le prime parole al riguardo sono arrivate da un’intervista rilasciata alla Cnbc e fanno intuire un’inversione di rotta del Presidente del Consiglio. Matteo Renzi non ha la forza politica e soprattutto gli appoggi per portare avanti la campagna a favore del Sì.

Nel caso in cui vincesse il Sì e Renzi non si dimettesse però il Pd e la credibilità stessa del Governo potrebbe però subire un duro colpo. Dagli ultimi sondaggi il Partito Democratico sembra arrancare dietro al Movimento 5 Stelle e il dietrofront di Renzi potrebbe essere il colpo mortale per il partito.

Il referendum di ottobre non è mai stato sentito una consultazione su chi fosse a favore o contro il cambiamento della Costituzione, ma si è incentrato fin da subito sulla caduta del Governo in caso di sconfitta.
Questo è forse uno degli errori più grandi che potesse commettere lo staff di Renzi, dal momento che crescono di giorno in giorno i cittadini italiani ostili al Premier.

Le manovre per la scuola, la riforma delle pensioni che sembra non arrivare mai, la perdita del posto fisso per gli statali hanno infatti aumentato i dissensi.

Le manovre promesse da Renzi non hanno sortito grandi effetti e al momento neanche il Jobs Act sembra aver portato i benefici sperati sul mercato del lavoro italiano.

Per approfondire l’argomento leggi anche Referendum Costituzionale 2016: cosa succede se vince il No?

Matteo Renzi, dietrofront: il premier ci ripensa, ma non è la prima volta

Per il Presidente del Consiglio non sarebbe questo il primo cambiamento di idea, dato che le sue prime dichiarazioni, quando divenne segretario del Partito Democratico, furono: “Mai a Palazzo Chigi senza il voto popolare.

Gli avvenimenti hanno però portato ad un’evoluzione che non rispecchia in nessun modo le parole sopra riportate. In un primo momento Renzi sembrava essere il nuovo Cavaliere, l’uomo capace di raccogliere consensi sia nelle file della destra che per la sinistra, ma questo primo dietrofront ha portato una perdita di consensi.

La fiducia è poi andata svanendo con l’avvicendarsi delle riforme, che non hanno portato grandi giovamenti e che soprattutto non hanno sortito gli effetti desiderati. Il settore scuola è in rotta di collisione con il Governo, il comparto della Forestale non sembra essere soddisfatto della riforma Madia e adesso anche gli statali sono tra le forze in opposizione.

Un numero considerevole di elettori che potrebbero decidere di votare per il No solamente legando il referendum alla figura del Premier.

Lo scenario che si presenta non è di certo tra i più rosei per il Presidente del Consiglio e lo stesso Partito Democratico sembra in procinto di metterlo da parte. Il doppio incarico non giova infatti alla stabilità del partito e diminuisce le possibilità di ottenere dei risultati nelle prossime elezioni.

Dovremo attendere ottobre e i risultati del referendum per conoscere il reale risultato delle dichiarazioni del Premier.

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