Mascherine a 50 centesimi introvabili: ecco perché

È partita la caccia alle mascherine a 0,50€, che risultano introvabili nelle farmacie di tutte Italia. Sono finite o non sono mai arrivate? Ecco cosa sta succedendo.

Mascherine a 50 centesimi introvabili: ecco perché

Con l’inizio della Fase 2 avremmo dovuto poter acquistare mascherine a 50 centesimi, eppure in molte parti d’Italia risultano introvabili.

Dal 4 maggio le mascherine sono obbligatorie nei negozi, sui mezzi di trasporto e in alcuni casi anche al lavoro. Per questo motivo, e per frenare la vergognosa speculazione fatta finora sui dispositivi di protezione, Il Governo ha annunciato che le mascherine chirurgiche avrebbero avuto un prezzo fisso pari a 50 centesimi. Il problema è che le farmacie in diverse città italiane denunciano di averle finite già prima del 4 maggio e dichiarano di non essere state rifornite. Ma cosa sta succedendo davvero?

Mascherine a 50 cent. introvabili: quali erano gli accordi

Per l’inizio della Fase 2, Arcuri aveva firmato un accordo con i rappresentanti di categoria, tra cui Federfarma, Confcommercio e supermercati della Gdo, per imporre sulle mascherine un prezzo fisso calmierato a 0,50 euro e la garanzia di un ristoro per quei negozianti che si erano già riforniti di dispositivi a prezzi più alti.

L’accordo garantiva che le mascherine sarebbero state disponibili in almeno 50mila punti vendita, tra farmacie, supermercati e tabaccai, 1 ogni 1200 abitanti. Eppure questa promessa ad oggi non è stata rispettata.

Non sono ancora arrivate

A denunciare le mancanze dello Stato è intervenuto Marco Cossolo, presidente di Federfarma: “È da almeno quindici giorni che gli importatori non le consegnano più” spiega in un’intervista a Repubblica.

Non si trovano più le mascherine con marchio CE, mentre quelle importate con autocertificazione non possono essere vendute, nonostante i magazzini ne siano pieni. Questo perché l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che dovrebbe autorizzarle, non riesce a sbrigare tutte le pratiche da cui è inondata. “Infine le mascherine che Arcuri si è impegnato a rendere disponibili non sono ancora arrivate” spiega Cossolo.

Va specificato che il prezzo di 0,61 centesimi vale solo per le mascherine chirurgiche monouso o quelle assimilabili. Al momento dunque nei negozi risultano disponibili solo le mascherine “di comunità”, cioè quelle con un bassissimo potere filtrante, che non sono nemmeno dispositivi medici, a prezzi uguali o maggiori di quelle volute dallo Stato.

Milioni di mascherine chiuse nei magazzini

C’è di più: le mascherine “di Stato” potrebbero essere disponibili, ma quelle pagate di più restano in magazzino. Non essendo ancora state chiarite le modalità di erogazione del ‘ristoro’, molti rivenditori di mascherine chirurgiche, comprate a prezzi più caro, continuano a vederle sottobanco a un prezzo più alto.

Oppure molti di questi dispositivi vengono tenuti in deposito in attesa di una comunicazione ufficiale. Nei grandi supermercati si stima che siano stoccate nei magazzini circa 20 milioni di mascherine.

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