Mantenimento: spetta se l’ex convive con un altro/a?

Chi inizia una convivenza stabile (anche senza matrimonio) perde per sempre l’assegno di mantenimento dall’ex: gli ultimi orientamenti della Cassazione.

Mantenimento: spetta se l'ex convive con un altro/a?

Perde l’assegno di mantenimento l’ex che contrae un nuovo matrimonio o una convivenza stabile e duratura dopo la separazione o il divorzio con il partner precedente.

Infatti andare a vivere a casa del nuovo compagno, o viceversa, manifesta la volontà di creare una nuova famiglia chiudendo tutti i legami con il precedente matrimonio, anche economici. Per questa ragione l’ex coniuge obbligato può agire in giudizio per provare la convivenza (anche di fatto more uxorio) e interrompere il versamento dell’assegno mensile.

Fine del mantenimento se l’ex convive stabilmente

Tra i motivi che provocano l’interruzione del mantenimento dell’ex dopo la separazione o il divorzio c’è l’inizio di una nuova relazione stabile che prevede la convivenza. Questo principio va interpretato in senso ampio: l’assegno divorzile si perde se l’ex partner si sposa, contrae un’unione civile o un patto di convivenza, ma anche in caso di convivenza duratura e stabile non formalizzata (anche se il nuovo compagno/a non provvede al suo mantenimento).

Per la Cassazione, infatti, chi liberamente va a vivere con un’altra persona manifesta la volontà di chiudere definitivamente i legami con il passato, quindi anche il diritto a ricevere una somma di denaro dall’ex. Questo vale anche se non lavora e le sue condizioni economiche peggiorano.

Se la convivenza finisce scatta di nuovo il diritto al mantenimento?

Se la nuova convivenza o matrimonio finiscono l’ex coniuge non può pretendere ancora l’assegno di mantenimento che percepiva prima della nuova relazione stabile. Questo è stato ribadito in modo chiaro dalla Corte di cassazione: con la nuova convivenza di fatto “il diritto al mantenimento non entra in uno stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso” (Cass. ord. n. 5974/19 del 28 febbraio 2019).

Il diritto al mantenimento non si esaurisce automaticamente

C’è da aggiungere che, fino a quando l’ex coniuge obbligato non prova in giudizio la convivenza stabile, l’ex non perde il diritto all’assegno divorzile. In altre parole la fine del mantenimento non è automatica, a meno che il beneficiario rinunci senza la necessità di ricorrere alle vie legali.

Come dimostrare in giudizio la convivenza dell’ex

Per dimostrare che l’ex ha una stabile convivenza e quindi interrompere l’assegno di mantenimento è possibile fornire diverse prove: foto, video, testimonianze ed anche avvalersi di investigatori privati.

Altrimenti si può chiedere al Comune di verificare la residenza dell’ex partner o chiedere lo stato di famiglia per controllare che l’ex moglie o marito sia registrato nello stesso nucleo del nuovo partner.

Non serve dimostrare il miglioramento delle condizioni economiche dell’ex coniuge: infatti il mantenimento si interrompe anche se la nuova convivenza peggiora le condizioni economiche del beneficiario (ad esempio se il nuovo partner è disoccupato o non può lavorare per altri impedimenti).

Il mantenimento ai figli è sempre dovuto

Un nuovo matrimonio o una nuova convivenza stabile non influiscono sull’obbligo di versare il mantenimento verso i figli, che è sempre dovuto da entrambi i genitori - in relazione alle loro possibilità economiche - fino a quando la prole non diventi economicamente indipendente, quindi anche dopo la maggiore età.

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