Maglie: “Non esiste un MES senza condizioni, Grecia in confronto una passeggiata”

Alessandro Cipolla

02/04/2020

05/07/2021 - 17:48

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In una lettere a Dagospia, la giornalista Maria Giovanna Maglie non ha risparmiato dure critiche all’operato del premier Giuseppe Conte: “A un certo punto arriverà l’accettazione del ricatto del MES, non un centesimo dei pochissimi stanziati finora si sta vedendo”.

MES senza condizioni? Semplicemente non esiste, e se anche oggi si chiudesse un accordo che di condizioni capestro all’Italia sanguinante ne ponesse poche e lievi, un domani in cui puta caso si fosse affermato un altro governo, un altro Parlamento frutto di libere elezioni, con un altro premier, fai conto Matteo Salvini, tutto potrebbe cambiare, a maggioranza qualificata, ovvero senza che l’Italia possa opporsi”.

Sembrerebbe avere le idee chiare Maria Giovanna Maglie in merito al braccio di ferro tra l’Italia e Bruxelles sul come aiutare economicamente i Paesi ora in ginocchio a causa del coronavirus. Con una lettera a Dagospia, la giornalista si è detta sicura che alla fine il nostro governo accetterà di ricorrere al MES firmando un memorandum.

A un certo punto arriverà l’accettazione del ricatto del MES, un fondo salva Stati attivato a condizioni che, arrivati a metà del percorso, la Grecia ci sembrerà una passeggiata - scrive la Maglie - Diranno agli italiani: non ci sono altre soluzioni, e vedrete che non ci saranno condizioni. La scommessa di #Giuseppi e @GualtieriEurope (dal nome di Twitter si capisce tutto) e’ che gli sventurati, esausti, subiscano”.

La Maglie sul MES

Per la Maglie in sostanza sarebbe inutile “scrivere accorate letterine” a Germania e Olanda, visto che questi due paesi che guidano le fila dei rigoristi in Europa “seguono le regole, rispondono al Parlamento nazionale e a quelli dei Land, rispondono agli elettori”.

La condizionale, cioè l’accettazione delle regole, è un elemento imprescindibile infatti del MES, e di rigorosa condizionalità parla l’art. 136(3) TFUE, la norma dei Trattati europei introdotta nel 2011 per autorizzare gli stati dell’Eurozona ad istituire il MES - sottolinea la giornalista - Infine, secondo il Tribunale costituzionale federale tedesco, ogni esborso del MES richiede l’approvazione del Bundestag”.

Non sarebbe possibile per l’ex inviata Rai anche un ricorso al MES con delle condizionalità più limitate, visto che se anche inizialmente venisse concessa questa opportunità al nostro Paese poi il Consiglio potrebbe apportare modifiche al programma pure se l’Italia non fosse d’accordo e si opponesse.

Al momento il premier Giuseppe Conte ha ribadito, anche durante la conferenza dove è stato annunciato l’ultimo DPCM in materia coronavirus, come non ci siano i presupposti per un ricorso al MES, ma Maria Giovanna Maglie nella sua lettere si chiede “perché sia in corso un negoziato di vertici del quale il popolo e il Parlamento non vengono informati, anzi nella sospensione del controllo parlamentare”.

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