Articolo originale di L. Randall Wray, Professore di Economia all’Università del Missouri-Kansas City e Senior Scholar al Levy Economics Institute del Bard College. Il suo libro, Modern Money Theory: A Primer on Macroeconomics for Sovereign Monetary Systems, è disponibile da Agosto.
Mentre la Teoria Monetaria Moderna (MMT, Modern Monetary Theory) guadagna sempre più popolarità mainstream ed inizia ad avere influenza anche nelle sfere politiche, alcuni sostenitori e detrattori della stessa hanno trovato una ricetta politica proposta da studiosi della MMT, la problematica della Politica del Lavoro Garantito (JB, Job Guarantee). Il messaggio di Wray potrebbe rispondere ad alcune delle loro preoccupazioni.
MMT senza Politica del Lavoro Garantito: possibile?
La questione controversa è questa: si può adottare la MMT respingendo la Politica del Lavoro Garantito?
Avevo fatto l’analogia tra la malattia e la disoccupazione: una persona ragionevole che comprende la causa di una malattia si opporrebbe ad una cura? Se si sapesse che esiste un vaccino che può prevenire il vaiolo, ci si opporrebbe a fornire delle vaccinazioni? (Almeno per chi le vuole, non voglio aprire un dibattito sulla costrizione alla vaccinazione, allo stesso modo in cui non abbiamo mai parlato della costrizione al lavoro per coloro i quali non vogliono lavorare).
Ora mi rendo conto che non si tratta di un confronto del tutto equo, perché è possibile che ci siano molte cure per la malattia della disoccupazione. I seguaci della MMT sostengono la cura della Politica del Lavoro Garantito. Io sono aperto a cure alternative. Non mi aspetto nulla di promettente dalle critiche.
Qualcuno tenta il «prodotto civetta»: diamogli un Salario Minimo Garantito (BIG, Basic Guaranteed Income) invece che dei posti di lavoro. Questo non cura la malattia della disoccupazione. Sarebbe come fornire degli antibiotici invece che delle vaccinazioni per combattere la poliomielite. Poi cercano di giustificare questo basandosi sul fatto che, se diamo alle persone un Salario Minimo Garantito, loro possono ancora scegliere di lavorare se vogliono. No, non possono. Ci devono essere posti di lavoro. Certo è vero che dare a tutti antibiotici non impedisce loro di cercare vaccinazioni. Ma le vaccinazioni devono essere disponibili. Non ho intenzione di parlare ancora di questo, l’argomento è davvero troppo stupido. Sì, possiamo dare alla gente il Salario Minimo Garantito, ma questo non darà loro un posto di lavoro. Se qualcuno è involontariamente disoccupato, vuole un posto di lavoro. Il Salario Minimo Garantito non cura la malattia della disoccupazione.
Salario Minimo Garantito e Politica del Lavoro Garantito insieme?
Possiamo avere sia il Salario Minimo Garantito che la Politica del Lavoro Garantito? Certamente. Ma è la Politica del Lavoro Garantito che cura la malattia della disoccupazione involontaria. (Alcuni sostengono che il Salario Minimo Garantito curi la malattia della povertà; io ne dubito, ma si tratta di una malattia diversa).
Alcuni sostengono solo lo stimolo alla domanda. La teoria è che se il governo spende abbastanza sulla domanda «generale», verrà creato un numero sufficiente di posti di lavoro in modo tale che tutti (?) quelli che ne vorranno uno, l’avranno. Se spinti, ammetteranno di non voler dire proprio «tutti». Vogliono dire che il tasso di disoccupazione involontaria sarà ridotto «sufficientemente». Sufficientemente per chi? Beh, per chi ottiene il posto di lavoro.
Vedete la citazione di Vonnegut sotto. Coloro i quali non ottengono posti di lavoro non sono meritevoli. Andrà meglio il prossimo anno. Migliora te stesso in modo tale che riuscirai ad ottenere un posto di lavoro e qualche altro sfortunato stupido diventerà disoccupato.Ci sono sempre vincitori e vinti e può capitare di essere un vinto. Nella prossima vita, scegliete genitori migliori. Sapete cosa fare. E sì, questo significa che le persone di colore avranno tre volte il tasso di disoccupazione dei bianchi più fortunati (e nella maggior parte dei casi, le donne avranno i più alti tassi di disoccupazione), ma questa è solo una questione di fortuna quando si parla della creazione di posti di lavoro attraverso lo stimolo alla domanda.
Anche in questo caso, si tratta di un argomento da «prodotto civetta». Unendo gli stimoli alla domanda probabilmente si creeranno più posti di lavoro. Per tutti? No.
Inoltre si pone la questione riguardo il cosa spendere. Fatta eccezione per casuali casi di cosiddetti «helicopter drops of money» (letteralmente denaro lanciato giù dall’elicottero), o tagli fiscali, tutta la spesa (e i tagli fiscali) sono mirati. L’unica domanda è a chi. E’ davvero strano che molti oppositori della Politica del Lavoro Garantito non amino la natura mirata del programma, tuttavia, a loro piace la natura mirata della spesa approvata dal Congresso che andrà ai soliti sospetti: grandi oligopoli che tendono ad avere i lavoratori più qualificati e retribuiti e un forte potere sui prezzi, così come le tanto diffamate cattedrali nel deserto. Ed infine, si elude il problema dell’inflazione. Se i posti di lavoro saranno davvero sufficienti, sarà almeno in parte perché la politica del pump priming spinge verso l’alto i salari e i prezzi in quei settori sufficientemente privilegiati che i datori di lavoro cercano per i lavoratori meno auspicabili.
Stimolo alla domanda più Politica del Lavoro Garantito?
Possiamo avere uno stimolo alla domanda più una Politica del Lavoro Garantito? Certo. Ma è la Politica del Lavoro Garantito che cura la malattia.
Altri protestano sul fatto che la Politica del Lavoro Garantito crea lavori a bassa retribuzione che non utilizzano tutte le competenze della forza lavoro. Quindi in realtà non risolve tutti i problemi della disoccupazione e così invece abbiamo bisogno di una combinazione di stimolo alla domanda, servizi di skill matching e corsi di aggiornamento. Di nuovo, un altro argomento da «prodotto civetta».
Mentre lo stimolo alla domanda più le politiche attive del mercato del lavoro sono desiderabili, non garantiscono comunque la creazione di un numero sufficiente di posti di lavoro pronti per il lavoratore. Come discusso in altri blog, la Politica del Lavoro Garantito «prende i lavoratori come sono, dove sono». Programmi di formazione formano i lavoratori nella speranza che esisteranno dei posti di lavoro e che i datori di lavoro li assumeranno. Si tratta di una politica basata sulla fede.
La Politica del Lavoro Garantito crea posti di lavoro per chi li vuole, poi forma i lavoratori sul campo. Se il lavoratore si qualifica al punto da accedere ad un lavoro migliore, con una retribuzione più alta, potrà uscire dal sistema del lavoro garantito ed entrare nel mercato del lavoro vero e proprio.
Nel frattempo, hanno ottenuto il lavoro e sono autorizzati a contribuire alla produzione sociale.
Alcuni ancora continuano a sostenere che la Politica sia solo «workfare», che costringe le persone a lavorare. No. Fornisce un posto di lavoro a chi lo vuole. Assume i disoccupati involontari. Involontario presuppone una situazione che non si vuole; disoccupato significa senza lavoro. Le persone involontariamente disoccupate vogliono un lavoro. La Politica del Lavoro Garantito offre posti di lavoro. Nessuno è tenuto a prenderne uno.
La Politica può essere aggiunta a qualsiasi rete di sicurezza che la società desidera. Ecco perché ho detto che si tratta di una politica «add-on».
I diritti umani
Ricordiamo che ho iniziato la discussione sulla Politica in questione (in precedenza nella serie) con un’esposizione sull’approccio funzionario finanziario alla politica di Lerner e con una discussione sui diritti umani. Il primo di questi si basa sulla visione dei «soldi dello stato» che il governo può permettersi di comprare utilizzando la propria valuta. Ne deriva quindi una politica, che è quella che il governo DOVREBBE FARE: spendere di più se c’è disoccupazione.
La seconda arriva al tema della disoccupazione dal punto di vista dei diritti umani: il diritto al lavoro è uno dei diritti umani internazionalmente riconosciuti. Anche in questo caso, si tratta di quello che il governo DOVREBBE FARE: garantire che tutti quelli che vogliono lavorare abbiano accesso al lavoro. Anche se in linea con la proposta di Lerner, questa va oltre. Per Lerner la disoccupazione è uno spreco economico, in quanto il governo potrebbe «permettersi» la piena occupazione, dovrebbe garantirla. Dal punto di vista dei diritti umani, la disoccupazione è la prova di una violazione dei diritti umani.
Chiaramente, questa è una violazione di un diritto umano da parte del governo come non ci si dovrebbe aspettare per le imprese a scopo di lucro per garantire questo diritto. Solo il governo può «permettersi» di garantire questo diritto.
Portato alla logica estrema, possiamo dire che la disoccupazione è creata dal sistema monetario (come sottolinea sempre Paul Davidson, non esiste la disoccupazione in un convento, i sistemi economici non basati sul denaro non hanno tassi di disoccupazione), un sistema che sin dall’inizio è stato creato dal governo per spostare le risorse al settore pubblico. Quindi la disoccupazione non è solo un problema che deve essere risolto da parte del governo, è un problema anche creato dal governo. E il governo sovrano ha la chiave: fornire i posti di lavoro. Warren Mosler dice sempre che i disoccupati sono nel settore pubblico, dobbiamo sostenerli e trattare con loro in qualche modo, così potremmo anche lasciarli lavorare per il settore pubblico.
Ora ammetto che qualche altro sostenitore della MMT non accetta l’angolo per i diritti umani. Ma io sì. Eppure, come ho sostenuto in precedenza, i diritti umani sono aspirazionali e anche nazioni ricche, sviluppate, nominalmente democratiche violano insistentemente la maggior parte dei diritti umani accettati. A mio parere, questo non diminuisce il valore dell’argomento.
Commenti
Nella sezione dei commenti dal Blog 48, qualcuno ha fornito le seguenti dichiarazioni da parte dei sostenitori della MMT:
Bill Mitchell: «La realtà è che la Politica del Lavoro Garantito è un aspetto centrale della MMT perché è molto più che un programma per la creazione di posti di lavoro. Si tratta di un aspetto centrale del quadro MMT per la piena occupazione e la stabilità dei prezzi».
Pavlina Tcherneva: «La Politica del Lavoro Garantito non è solo un ripensamento della MMT, ma una sua componente fondamentale che ha finora offerto il più coerente meccanismo anticiclico di stabilizzazione economica».
Traduzione per Forexinfo.it a cura di Erika Di Dio - Fonte: Naked Capitalism
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