Lockdown Lombardia: come sarà? Il punto della situazione

Lockdown: Lombardia e Milano nella mappa delle zone più a rischio. I medici chiedono di chiudere tutto subito, ma la Regione frena. Ecco cosa potrebbe cambiare nelle prossime ore.

Lockdown Lombardia: come sarà? Il punto della situazione

Lombardia verso il lockdown generale? Questa l’ipotesi più accreditata dagli esperti, mentre la Regione registra il numero più alto di nuovi casi in Italia (più di 5.000 nelle ultime 24 ore). Il destino della Lombardia, e di Milano - città sorvegliata speciale - sarà deciso nelle prossime ore con la firma del nuovo Dpcm illustrato ieri da Giuseppe Conte. Ma La Lombardia non è l’unica regione nella fascia più a rischio: preoccupano anche i dati di Piemonte e Calabria; anche qui potrebbero scattare lockdown “soft”.

Lombardia verso lockdown? Cosa succede con il nuovo Dpcm

Il premier Conte ha annunciato che le nuove misure restrittive che stanno per entrare in vigore terranno conto di 3 scenari di rischio: in base a questi si deciderà quali regioni/città avranno le restrizioni più pesanti.

Le prossime mosse si baseranno su una valutazione cosiddetta “a semaforo”: Italia divisa in 3 aree (zone rosse, zone gialle e zone verdi). La Lombardia al momento rientra nella lista delle regioni rosse insieme a Piemonte, Calabria, Valle D’Aosta, Bolzano, Puglia e Sicilia. Qui il livello di contagio è alto e, per contenere il virus, in aggiunta alle misure già in atto si prevede:

  • lockdown regionale
  • possibilità di uscire di casa solo per motivi seri (lavoro, salute, urgenza)
  • ritorno dell’autocertificazione
  • chiusura dei negozi e delle attività non essenziali
  • chiusura delle scuole di grado superiore (con DAD dalla seconda media in poi)
  • ripristino della modalità di lavoro agile su larga scala
  • divieto di spostamento verso le altre regioni o altre province della stessa regione.

Perché il lockdown?


Conte ha spiegato che la messa in atto di misure più rigorose tiene conto del documento redatto dal Cts che illustra 4 scenari: lo scenario 4, il più grave, scatta quando l’Rt supera 1,5 per 3 settimane consecutive. In Lombardia l’Rt è sopra il 2.

Ma per definire la classificazione del rischio delle regioni, oltre al valore Rt, si prende in esame una serie di altri criteri indicati dal ministro Speranza: in particolare la capacità di eseguire tamponi nei tempi previsti e di fare tracciamento, la percentuale di riempimento degli ospedali con pazienti Covid (che deve essere sotto il 30% per le terapie intensive e al 40% negli altri reparti) e l’incidenza dei casi in rapporto alla popolazione.

Ancora nulla è deciso

I medici chiedono un lockdown subito, pena il caos ospedaliero, ma dai palazzi della politica arriva un freno. “Ad oggi lato Regione Lombardia non si ipotizza nemmeno lontanamente di andare verso un lockdown stile marzo e aprile e io lo condivido”, ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, aggiungendo che “Fontana ha sottolineato che a nuove restrizioni deve corrispondere ristoro da parte del governo, indicando quanto e quando rispetto a chi viene chiuso”.

Il primo cittadino resta sulla posizione presa nei giorni scorsi, e aggiunge: “Si era detto il giorno 19, quando ci siamo riuniti con Fontana e i sindaci delle città, che l’ipotesi era che si arrivasse ad un livello di terapie intensive al 31 di ottobre che andava da un minimo di 435 a 800 al massimo. Da questo punto di vista la situazione sembra essere un po’ meglio”.
 
Niente è ancora deciso, e oggi sarà una nuova giornata di vertici. Il nuovo Dpcm annunciato ieri potrebbe arrivare domani, 4 novembre. In ogni caso sarà l’ordinanza del Ministero della Salute a illustrare le Regioni che entreranno in lockdown e le nuove misure in vigore.

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