Legge di Stabilità: aumento in busta paga per i lavoratori. Ecco le categorie escluse

Vittoria Patanè

15/10/2013

Legge di Stabilità: aumento in busta paga per i lavoratori. Ecco le categorie escluse

All’interno della nuova Legge di Stabilità il provvedimento che senza dubbio tutti stanno attendendo con maggiore ansia è quello relativo al taglio del cuneo fiscale, volto a dare nuova linfa vitale ad un mercato del lavoro paralizzato e a ridare finalmente vigore all’articolo 1 della Costituzione della nostra Repubblica che recita testualmente: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

Il taglio al cuneo fiscale rappresenta infatti una mossa decisiva per far uscire il nostro Paese dalla crisi economica nella quale è piombato e dalla quale fa fatica ad uscire. È proprio attraverso il lavoro infatti che una Nazione costruisce la propria ricchezza. Il Governo sembra averlo finalmente capito (o almeno si spera) e ha quindi deciso di promuovere delle misure per cambiare finalmente la situazione.

Tra queste, troviamo l’aumento delle buste paga 2014 che, secondo quanto si legge nella bozza della Legge di Stabilità, dovrebbe essere inserito all’interno della tredicesima.

Ma siamo in Italia, quindi c’è sempre qualcosa che non va. L’aumento infatti non riguarderà tutte le categorie di lavoratori, ma solo alcune.

Un po’ di ripasso

Per fa capire quanto siano necessari gli interventi sul mercato del lavoro, occorre ripassare alcuni dati relativi al nostro Paese:

  • cuneo fiscale: 46,2% (Istat);
  • tasso di disoccupazione: 12,1% (dati Istat aggiornati ad agosto);
  • disoccupazione giovanile: 40,1% (dati Istat aggiornati ad agosto);
  • produzione industriae: -0,3% rispetto a luglio;
  • costo del lavoro per unità di prodotto: +9%.

Sono solo alcuni dati che fanno capire come l’Italia abbia bisogno di provvedimenti seri e a largo spettro.

Aumento busta paga

La nuova Legge di Stabilità prevede che nel 2014 i lavoratori italiani ricevano soldi in più nelle loro buste paga. Per quanto riguarda l’ammontare di questo aumento si parla di 200 euro l’anno in più. il Governo ha infatti a disposizione circa 5 miliardi da dividere tra 20 milioni di persone.

Perché 20 milioni? Perché l’aumento riguarderà in particolare i lavoratori dipendenti con un reddito annuo inferiore ai 55mila euro.

Questi 200 euro dovrebbero dunque essere erogati in un’unica tranche e cioè all’interno della tredicesima.

Le categorie escluse

Sono varie le categorie sociali che però rimangono escluse da questo provvedimento. In particolare parliamo di:

  • Pensionati: aumento quasi insignificante per gli assegni previdenziali mentre si parla di sbloccare l’adeguamento all’inflazione per gli stipendi al di sotto dei 3.000 euro lordi mensili.
  • Lavoratori autonomi: ditte individuali, liberi professionisti in regime dei minimi sono forse i più penalizzati dall’attuale Legge di Stabilità. Se infatti si prevedono sgravi per le imprese e aiuti ai lavoratori dipendenti, quelli autonomi sembrano quasi ignorati dai nuovi provvedimenti in via di definizione.
  • Lavoratori pubblici: si prevede l’estensione del blocco dei contratti sul triennio 2010-2012 al 31 dicembre 2014.
  • Lavoratori a progetto: per contratto non percepiscono alcuna tredicesima. I co.co.pro non godranno praticamente di nessun tipo di beneficio.