Legge di Bilancio 2019, Conte difende il testo

Elisabetta Scuncio Carnevale

24 Dicembre 2018 - 10:29

Dopo l’approvazione della Legge di Bilancio al Senato, aumentano le proteste di minoranza e sigle sindacali. Per Conte, nessun affronto alla democrazia parlamentare

Legge di Bilancio 2019, Conte difende il testo

Quella di Lega e Movimento 5 Stelle è una prova di grande responsabilità e il lavoro “proseguirà nell’interesse degli italiani”.

Il premier Giuseppe Conte, in un’intervista rilasciata a La Stampa, difende il testo e cerca di frenare le polemiche, divampate dopo il via libera di Palazzo Madama alla Legge di Bilancio 2019.

Legge di Bilancio 2019: e opposizioni attaccano

Approvata dal Senato, la Legge di Bilancio 2019 passa ora alla Camera. Stamattina, lunedì 24 dicembre, sarà esaminata in terza lettura. Dopo la pausa natalizia, inizieranno i lavori.

Giovedì 27 dicembre alle 10,30, in commissione Bilancio, sarà discusso il bilancio di previsione dello Stato per il 2019 e il bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021.

Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato alle ore 13 del 27 dicembre. Venerdì 28 dicembre il testo approderà in Aula. La votazione definitiva ci dovrebbe essere il 29 dicembre prossimo.

Intanto, nella notte opposizioni e sindacati confederali hanno protestato e annunciato la mobilitazione di piazza. A gridare ‘onestà’, questa volta, è stato il Pd che denuncia lo svuotamento della democrazia parlamentare, con una manovra arrivata all’ultimo minuto e impossibile da esaminare nella sua interezza.

Per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, invece, il ruolo del Parlamento non è mai stato messo in discussione. Da parte dell’Esecutivo giallo-verde non ci sarebbe mai stata nessuna deliberata volontà di comprimerne l’attività, i ritardi sarebbero da imputare soltanto al complesso negoziato con Bruxelles.

Nonostante le modifiche concordate con la Commissione europea, Conte assicura che la Manovra resta espansiva, senza tagli agli investimenti che, nel prossimo triennio, saranno di circa 15 miliardi di euro. A ristabilire un po’ di equità ci penseranno le tasse sui servizi digitali e sui giochi d’azzardo.

Intanto, il Pd chiama a raccolta i cittadini per manifestare davanti alla Camera. L’appuntamento è per il 29 dicembre, giorno in cui a Montecitorio si punta ad approvare il testo definitivo.

Anche i sindacati, che parlano di manovra sbagliata, miope e recessiva, sono sul piede di guerra. Cgil, Cisl e Uil annunciano una mobilitazione unitaria che culminerà con una grande manifestazione nazionale prevista a gennaio.

Tra le misure contestate dalle sigle sindacali:
- il taglio dell’adeguamento all’inflazione per le pensioni sopra i 1522 euro lordi al mese,
- il blocco delle assunzioni nella PA fino a novembre 2019,
- le risorse – insufficienti – per il rinnovo dei contratti pubblici.
A questo si aggiungono le mancate risposte sugli ammortizzatori e sul versante fiscale.

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