Le truppe russe in Ucraina? Sempre più numerose. Parola del generale Syrskyi

Roberto Vivaldelli

13/04/2025

In Ucraina la Russia, nonostante le pesanti perdite, sta vincendo la guerra di logoramento grazie a un esercito in crescita e a una strategia efficace.

Le truppe russe in Ucraina? Sempre più numerose. Parola del generale Syrskyi

Nel 2022, l’inaspettata resilienza ucraina nel resistere all’invasione russa convinse i leader occidentali della Nato che la guerra avrebbe «dissanguato» la Russia al punto tale da arrivare a un cambio di regime a Mosca.

Il 26 marzo 2022, durante un discorso a Varsavia, l’allora presidente Usa Joe Biden disse: «Per l’amor di Dio, quest’uomo [Putin] non può rimanere al potere,» affermando che l’invasione russa stesse fallendo e che Putin non sarebbe riuscito a mantenere il controllo a lungo termine. Il 9 aprile 2022, dopo le atrocità di Bucha, l’allora premier britannico Boris Johnson affermò: «La Russia non vincerà questa guerra. L’Ucraina è forte, il suo popolo è eroico, e il sostegno internazionale non vacillerà».

Gli fece eco, il 27 febbraio 2022, Ursula von der Leyen: «La Russia sta affrontando un isolamento internazionale senza precedenti. L’Ucraina sta resistendo e il nostro sostegno la renderà più forte».

Le parole del generale Syrskyi

Tre anni dopo, non solo la Russia non è stata sconfitta ma sta anche vincendo una complessa guerra di logoramento nel Donbass, dopo aver vinto la battaglia nella regione di Kursk. E se Kiev deve fare i conti con una mancanza sempre più grave di uomini, l’esercito russo sta crescendo. Parola del Comandante in Capo ucraino, il Generale Oleksandr Syrskyi, che in un’intervista con l’agenzia di stampa ucraina LB UA, ha fornito una serie di interessanti spunti sull’andamento del conflitto.

Come spiega il Generale Oleksandr Syrskyi, nonostante le perdite subite, l’esercito russo continua a rafforzare la propria presenza in Ucraina. Secondo Syrskyi, le forze russe impegnate nel conflitto contano circa 623.000 uomini, un aumento di 40.000 unità rispetto a novembre 2024. Sono numeri realistici, in linea con le stime degli ufficiali militari statunitensi, che riflettono la straordinaria capacità di Mosca di reclutare nuove truppe, con un ritmo di 8.000-9.000 soldati al mese.

Così l’esercito russo recluta i giovani

Il segreto di questa rigenerazione? Non la coscrizione obbligatoria, ma incentivi finanziari che attirano volontari. Sebbene la Russia continui a reclutare giovani per il servizio militare, i coscritti non vengono generalmente inviati al fronte ucraino. Un dato ancor più impressionante è che, nonostante le oltre 400.000 perdite registrate nel 2024 e più di 100.000 uomini uccisi o feriti nel 2025 - almeno secondo le stime occidentali, da prendere con le pinze - Mosca non solo ha compensato le perdite, ma ha addirittura incrementato il numero di truppe attive.

Kursk, un azzardo finito male

L’incursione ucraina a Kursk è stata un’operazione audace, ma costosa. Come sottolinea The National Interest, Kiev ha schierato alcune delle sue migliori unità meccanizzate, con l’obiettivo di distrarre le forze russe e obbligare Mosca a spostare truppe dal fronte ucraino. Tuttavia, i guadagni strategici sono stati limitati, e il prezzo pagato in termini di uomini e mezzi è stato elevato. «Non abbiamo mai pensato di controllare permanentemente il territorio russo», ha dichiarato Syrskyi, sottolineando che l’obiettivo era scegliere il luogo e il momento per colpire il nemico. Ma mentre la guerra continua, l’Ucraina si trova a bilanciare risorse scarse contro un avversario che, nonostante le perdite, sembra non fermarsi mai.

L’offensiva, iniziata il 6 agosto 2024, ha inizialmente sorpreso la Russia, sfruttando un’area poco difesa per ottenere un temporaneo vantaggio propagandistico e morale. Tuttavia, l’operazione, priva di obiettivi strategici chiari, non ha raggiunto gli scopi sperati: non ha catturato infrastrutture chiave come la centrale nucleare di Kursk, non ha costretto la Russia a deviare truppe dal Donbas e non ha rafforzato la posizione ucraina nei negoziati. Al contrario, ha indebolito le difese ucraine, con le truppe migliori bloccate a Kursk e perdite significative di vite ed equipaggiamenti avanzati. La Russia, adattandosi con tattiche metodiche e nuove armi, ha ripreso il controllo, isolando le forze ucraine e trasformando l’incursione in un costoso fallimento.

In conclusione, tre anni dopo le ottimistiche previsioni occidentali, riportate in maniera acritica dalla grande stampa, la Russia non solo resiste, ma avanza in una guerra di logoramento, mentre l’Ucraina, nonostante l’eroica resistenza, lotta con risorse sempre più scarse contro un nemico che sembra inarrestabile.

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