Le (tre) ragioni per cui la «forte vigilanza» di Trichet non ha funzionato.

Nadia Fusar Poli

14 Giugno 2011 - 13:41

Le (tre) ragioni per cui la «forte vigilanza» di Trichet non ha funzionato.

Come volevasi dimostrare o, meglio, come i mercati si aspettavano. Il presidente della Banca centrale europea Jean Claude Trichet ha pronunciato le fatidiche parole: «forte vigilanza» e «inflazione». Aggiungendo che la BCE dovrebbe alzare i tassi di interesse a luglio. Alla luce di questo, che cosa, esattamente, ha causato il forte calo dell’euro la scorsa settimana?

1. Le dichiarazioni hawkish erano già in preventivo

Una delle speculazioni più popolari e diffuse circa le cause della caduta dell’euro è il buon vecchio “compra la notizia e vendila per primo”.

Ricordiamo che, a parte le aspettative sulla linea dura di Trichet, i rumors intorno ai funzionari dell’eurogruppo per cui sembrava vicina una soluzione del dramma del debito greco hanno accelerato quell’effetto di “amore” per l’euro, che è stato probabilmente il motivo per cui i tori della moneta europea hanno spinto l’ EUR / USD nella zona 1.4700.

Come si può vedere nel grafico EUR / USD giornaliero, l’euro si era apprezzato di 700 punti percentuali (pips),da quando cadde a 1.0400 di sostegno, il 23 maggio.

Con un movimento forte come quello, non c’è da meravigliarsi che molti traders abbiano sentito il bisogno di prendere i profitti, una volta che Trichet aveva effettivamente pronunciato le parole magiche. Inoltre, alcuni analisti stavano già pensando che , dopo tutto, i toni di trichet non fossero poi così “hawkish”. Ha annunciato un rialzo dei tassi di interesse a luglio, ma ha anche mantenuto invariate le previsioni di inflazione per il 2012 , il che suggerisce che il ritmo delle escursioni del prossimo tasso di interesse potrebbe essere più lento rispetto a quanto i mercati non abbiano stimato.

2. Riemersa la preoccupazione sul debito greco

Occhi nuovamente puntati sulla Grecia. Forse qualcuno davvero si aspettava che i mercati si fossero dimenticati dei problemi della nazione e dell’enrome questione dell’indebitamento?

Nell’ultimo episodio della saga, il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha temprato il suo appello agli investitori privati esortandoli a mettere qualcosa di più dei loro due centesimi ( di euro?) in un eventuale secondo piano di salvataggio per la Grecia. Trichet non sembra aver proprio gradito l’idea, e non è il solo dal momento che le agenzie di rating hanno avvertito che l’eventuale partecipazione non volontaria degli investitori privati si qualificherebbe come un default.

Ad aggravare ciò anche la proposta dello stesso Trichet, messa sotto attacco. Pochi giorni fa il presidente aveva suggerito che potrebbe ritenersi una idea migliore incoraggiare gli investitori a un volontario roll over dei loro investimenti greci. Ma con la BCE stessa che se ne tira fuori dichiarando che non differirebbe mai le proprie partecipazioni, la proposta non ha guadagnato popolarità nei mercati.

In questo momento gli analisti non si attendono alcuna decisione concreta dai funzionari europei almeno fino al 24 giugno, quando si terrà il vertice dell’Unione europea. Nel frattempo, la mancanza di unità tra i leaders della zona euro sta spingendo l’euro in basso in classifica.

3. L’avversione al rischio ha colpito i mercati (di nuovo)

Il motivo ultimo e più evidente della caduta dell’euro è l’avversione al rischio su larga scala globale, causato dalle preoccupazioni sulla crescita economica.

Dopo la diffusione del debole dato americano sull’NFP (Non Farm Payroll) e le cifre di produzione pubblicate negli Stati Uniti la scorsa settimana, gli investitori di tutto il mondo sono sempre più preoccupati che l’economia globale si trovi in una “soft patch.” Non è servito che la Cina, la seconda più grande economia, abbia registrato una crescita più debole del previsto nelle esportazioni in maggio. Infine, si è assistito al “peggiore incontro” tra i paesi dell’OPEC sulla questione del petrolio finito con un pareggio, mentre altre grandi economie come il Regno Unito e l’Australia facevano le loro magre figure, diffondendo dati “frustranti”.

Quindi è giunto il momento di scaricare tutti i gli euro in possesso e cominciare a costruire una casa a prova di zombie? Forse no. Per ora, forse è meglio adottare la strategia dell “aspettare-e-vedere “, fino a che non si determinerà un sentimento chiaro sull’euro.