Le 5 domande che devi farti prima di investire in Bitcoin

Pierandrea Ferrari

31 Maggio 2021 - 12:49

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Il maxi-pullback di maggio ha mostrato il lato oscuro degli investimenti in Bitcoin. Per questo, gli analisti consigliano di rispondere a queste 5 domande prima di iniziare a fare trading: un metodo utile ad aggirare alcuni dei rischi più comuni nel segmento criptovalutario.

Le 5 domande che devi farti prima di investire in Bitcoin

Secondo gli analisti, prima ancora di iniziare a scommettere il proprio capitale sul Bitcoin, ogni investitore dovrebbe rispondere a 5 semplici domande di stampo motivazionale, nozionistico e strategico.

In breve, una rapida ricognizione sull’opportunità di fare trading sul BTC, così da aggirare alcuni dei rischi più comuni del mercato. Del resto, come si evince dal maxi-pullback di maggio, gli investimenti sulle divise digitali restano ad alto coefficiente di rischio nonostante l’elevato tasso di adozione istituzionale, e una solida preparazione e consapevolezza del proprio profilo è ancora la migliore ricetta per cavalcare i rialzi senza scottarsi.

1. Perché voglio investire in Bitcoin?

Una domanda forse banale, ma è proprio qui che si nascondono alcune insidie. Molti investitori, catturati dai rialzi in doppia cifra dell’ultimo anno, si sono avvicinati a BTC&Co. in preda ai più classici dei sintomi da FOMO, Fear of missing out. Insomma, hanno scommesso il proprio capitale sul Bitcoin o altre crypto perché dei trader lo stavano facendo, e con successo.

Tuttavia, sottolineano gli analisti, questa è la peggiore risposta che un investitore può dare a se stesso, visto che inseguire il mito evergreen dei soldi facili è il percorso più veloce per scottarsi. D’altra parte, motivazioni come la diversificazione del portafoglio o l’interesse per le implicazioni della rivoluzione BTC sui pagamenti o sul sistema bancario possono rappresentare un buon punto di partenza.

2. Conosco i rischi connessi agli investimenti in Bitcoin?

Con la seconda domanda entriamo nello specifico. Come accennato, quella del Bitcoin non è sempre stata una storia di record e grandi cavalcate, ma anche di alta volatilità e rovinose bolle. Conoscere l’influenza che alcune big whale della finanza USA possono esercitare sulla quotazione, da Elon Musk alle banche, o anche le news del momento, dagli studi sull’impatto energetico del mining alla stretta regolatoria in Cina, è ancora uno dei passaggi cruciali del crypto-vademecum.

3. Ho confrontato il Bitcoin con le altre criptovalute?

Non è raro, poi, che gli investitori decidano di fare trading sul Bitcoin perché sulla bocca di tutti. Tuttavia, quello delle criptovalute è un ramo del mercato che propone pressoché quotidianamente delle new-entry, e rimane particolarmente diversificato in termini di funzionamento e logiche sottostanti. Per questo, uno studio delle criptovalute e delle loro caratteristiche è il metodo migliore per scegliere l’asset giusto per il proprio portafoglio.

4. Cosa farò dopo aver comprato Bitcoin?

Così come le azioni, anche il Bitcoin richiede strategie, di breve, medio o lungo periodo, a seconda delle singole esigenze. Voglio ignorare le oscillazioni quotidiane? O punto a rapide prese di profitto sull’onda di news che innescano trend rialzisti? Una questione di profilo, da definire prima ancora di iniziare a muovere il proprio capitale.

5. Cosa succederebbe alle mie finanze se il Bitcoin crollasse?

E infine, forse, la domanda decisiva: se il Bitcoin dovesse stornare pesantemente, un po’ come accaduto questo mese, il peggiore dal 2011, in che modo o in che misura andrebbe ad impattare sulle mie finanze? Sul Bitcoin si possono muovere piccole cifre, magari per integrare il proprio stipendio mensile, o fare grossi investimenti per assicurarsi una pensione extra o sbancare. Fare trading responsabilmente, però, rimane una regola aurea quando si tratta di BTC, visti i movimenti di prezzo spesso rapidi e violenti.

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