Lavoro nero: sì a regolarizzazione con decreto. Parola di Lamorgese

Teresa Maddonni

06/05/2020

28/05/2021 - 17:03

condividi

Lavoro nero: sì a regolarizzazione con decreto. La parola è della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. Intanto continua la tensione nella maggioranza sulla proposta dei permessi di soggiorno di Bellanova che lancia un ultimatum.

Lavoro nero: sì a regolarizzazione con decreto. Parola di Lamorgese

Lavoro nero: sì a regolarizzazione con decreto. La parola è della ministra dell’Interno Lamorgese e viene a seguito di richieste e non poche polemiche sul futuro di molti irregolari stranieri e italiani, molti sono braccianti nei campi, per i quali già la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova ha chiesto permessi di soggiorno.

Vito Crimi, il capo politico dei 5Stelle si oppone a un modello che teme possa virare verso una maxi sanatoria.

La tensione quindi sui permessi di soggiorno temporanei di sei mesi proposti da Bellanova è tutta all’interno della maggioranza di governo. E mentre la ministra Lamorgese apre a un decreto che possa contenere la regolarizzazione del lavoro nero per stranieri e italiani, il dibattito prosegue con la stessa Bellanova che minaccia le dimissioni.

Vediamo cosa ha detto Lamorgese e come si sta conducendo il dibattito su regolarizzazione, permessi di soggiorno e lavoro nero all’interno del governo.

Lavoro nero: sì a regolarizzazione italiani e stranieri per Lamorgese

Per il lavoro nero e la regolarizzazione di stranieri e italiani che siano braccianti o colf e badanti arriva il sì della ministra dell’Interno Lamorgese che ne ha parlato questa mattina a Radio Anch’io. La ministra ha dichiarato:

“C’è una condivisione di fondo. Ieri abbiamo avuto degli incontri. C’è la necessità di far emergere questi lavoratori non solo per garantire i diritti delle persone, ma anche per esigenze di sicurezza sanitaria che in questo momento sono necessarie. La regolarizzazione dei lavoratori in nero riguarderà anche tanti italiani oltre che gli stranieri. Stiamo lavorando e spero che nelle prossime ore si riesca ad arrivare a un testo definito.”

Laddove arriva l’apertura di Lamorgese si crea un’opposizione sulla proposta di Bellanova ai permessi di soggiorno per i lavoratori irregolari dal momento che molti sono stranieri e lavorano nelle campagne. Ne ha parlato Vito Crimi che ha rigettato l’idea di una maxi sanatoria:

“Continueremo a fare tutto quello che serve per fare emersione di lavoro nero, che siano italiani o stranieri. Ma se si pensa a una sanatoria modello Maroni, Bossi, Fini e altri noi non ci stiamo perché se noi concediamo uno status di regolarizzazione a chi è in Italia illegalmente, consentiamo a queste persone di continuare a svolgere lavoro nero ed essere oggetto di sfruttamento.”

Bellanova minaccia le dimissioni

Sì a regolarizzazione del lavoro nero dunque, ma non ai permessi di soggiorno temporanei e su questo punto la ministra Bellanova minaccia le dimissioni.

Intervenuta anche lei questa mattina a Radio Anch’io dichiarando l’intenzione di inserire la misura già nel decreto di maggio, ex decreto di aprile in discussione e la cui bozza è già in circolazione:

“O in questo decreto si mette la norma per i permessi di soggiorno di 6 mesi o si fallisce l’obiettivo di dare una risposta alle esigenze delle imprese.”

La ministra ha spiegato come la sua proposta sia quella di concedere un permesso di soggiorno temporaneo per sei mesi, rinnovabile per altri sei, dando la possibilità alle famiglie e alle aziende di procedere in modo regolare all’assunzione. La ministra specifica che si tratta di persone che vengono sfruttate e pagate anche 3 euro l’ora. E arrivando l’opposizione degli alleati di governo la ministra lancia un ultimatum:

“Non è una battaglia strumentale per il consenso. Queste persone non votano. Se non passa, sarà un motivo di riflessione sulla mia permanenza al governo.”

La ministra infatti ha continuato poi su Facebook:

“Io non ho accettato l’incarico al Ministero per fare tappezzeria. Ci sono delle questioni, come quella dei migranti sul nostro territorio, che non si sono mai volute affrontare o che si è affrontato in modo sbagliato. Oggi siamo in una fase in cui queste persone stanno in Italia e non possono andare da nessuna parte. C’è un problema di lavoro e c’è un problema sanitario perché queste persone stanno nei ghetti. Ce ne facciamo carico?”

Questa da sempre è la battaglia di Bellanova contro il caporalato, lo sfruttamento e per il benessere dei lavoratori specie migranti irregolari. La regolarizzazione è una battaglia, a detta della ministra, di civiltà oltre che importante per la filiera alimentare ora in difficoltà.

Pronta è arrivata l’opposizione di Salvini, mentre l’ex ministro dell’agricoltura Maurizio Martina ha dichiarato che regolarizzare garantisce sicurezza e legalità.

Iscriviti a Money.it