Lavoro, boom di assunzioni nel 2018: +15,2%. Possibile «effetto bonus»

Anna Maria D’Andrea

24 Maggio 2018 - 17:21

Aumentano le assunzioni nei primi tre mesi del 2018: da gennaio a marzo si è verificato un aumento del 15,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Più contratti indeterminati, possibile effetto dei bonus per l’occupazione.

Lavoro, boom di assunzioni nel 2018: +15,2%. Possibile «effetto bonus»

Aumentano le assunzioni nel 2018: il mercato del lavoro, secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio sul precariato dell’INPS il 24 maggio, sembra essere in ripresa.

È pari al +15,2% rispetto allo scorso anno il numero di contratti stipulati da datori di lavoro privato e tra i motivi alla base dell’aumento di assunzioni non è da escludere l’effetto bonus e sgravi fiscali.

Le aziende private hanno a disposizione un ventaglio variegato di bonus per le assunzioni nel 2018: dagli sgravi fiscali per i NEET, fino a quelli per disoccupati e giovani. Insomma, non è da escludere che la crescita delle assunzioni sia legata proprio alle misure legislative in materia di lavoro introdotte tra il 2017 e il 2018.

A conferma di ciò è lo stesso INPS che, nella sintesi di presentazione dei dati dell’Osservatorio sul precariato, mostra come nel primo trimestre 2018 di un totale di 548.000 nuovi rapporti a tempo indeterminato (compresi gli apprendistati) quelli agevolati con bonus e incentivi siano stati 126.000, di cui 23.000 dovuti all’esonero strutturale per i giorni introdotto dalla Legge di Bilancio 2018.

Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio dell’INPS complessivamente le assunzioni sono state 1.743.000 con una crescita per tutte le tipologie di contratti (tra cui, c’è da dire, anche quelle non incentivate con sgravi contributivi).

Lavoro, boom di assunzioni nel 2018: +15,2%. I dati INPS

Ad aumentare, tra gennaio e marzo 2018, sono state tutte le tipologie di assunzione: è stato pari al +5% il numero di contratti a tempo indeterminato stipulati da aziende privati, numeri che salgono al +12,1% per quelli a termine, al +18,6% per gli apprendistati e che mostrano numeri ancor più entusiasmanti per i contratti atipici per eccellenza.

I contratti stagionali sono cresciuti del +31,4%, quelli in somministrazione del +18% e i contratti di lavoro intermittente sono raddoppiati, arrivando al +51,9%.

Sale addirittura al +73% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno il numero di contratti a tempo determinato trasformati in indeterminato, per un totale di 51.000 lavoratori stabilizzati.

In controtendenza, invece, i rapporti di lavoro in apprendistato confermati al termine del periodo formativo, con un -19,0%.

Più lavoro ma anche cessazioni: +14,5% nel 2018

Non aumentano soltanto le assunzioni ma anche le cessazioni, fattispecie nella quale confluiscono sia i casi di licenziamenti che le dimissioni o le scadenze di contratti a termine.

In tutto si sono conclusi nei primi tre mesi del 2018 un totale di 1.350.000 rapporti di lavoro, con un aumento del +14,5% rispetto allo scorso anno: cessazioni riferibili a tutte le tipologie di rapporti a termine, soprattutto i contratti a tempo determinato e in somministrazione, mentre al contrario diminuiscono quelle dei rapporti a tempo indeterminato (-6,6%).

Positivo anche il saldo tra assunzioni e cessazioni: a marzo 2018 risultava pari a +522.000 e, nonostante i numeri che sembrano parlare di una ripesa del mercato occupazionale, il saldo rimane ancora negativo per i rapporti a tempo indeterminato, seppur in miglioramento.

Rimane positivo, anche se in decelerazione, l’andamento dei contratti a tempo determinato (+339.000), dei contratti di somministrazione (+32.000) e dei contratti intermittenti (+116.000).

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