Lavoro, Voucher: possibili modifiche da parte del Governo?

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Lavoro, Voucher: possibili modifiche da parte del Governo?

In vista di un possibile referendum sui voucher, il Governo sta pensando a eventuali modifiche: ecco gli interventi pensati dall’esecutivo.

Il Governo starebbe pensando a possibili interventi di modifica sulla disciplina dei voucher.
Sono queste le ultime notizie che riguardano una misura, quella dei voucher, risultata fin dal momento della sua introduzione controversa.
A preoccupare il Governo non sarebbe solo il possibile referendum, approvato dalla Consulta: l’esecutivo, infatti, sarebbe rimasto insoddisfatto dai primi risultati del monitoraggio sulla tracciabilità introdotta dal correttivo al Jobs act.
A commentare i dati è il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha confermato le prime impressioni a riguardo. Secondo il Ministro una modifica della disciplina non sarebbe un’ipotesi lontana, anzi il Governo

«considera necessaria la revisione di questo strumento per riportarlo all’origine di una copertura dei lavori occasionali per portarli fuori dal lavoro nero».

Ma quali sono i possibili interventi pensati dal Governo? Vediamo di seguito le correzioni che potrebbero essere apportate ai voucher.

Lavoro, voucher: ecco le possibili modifiche del Governo
Il sistema del pagamento con voucher era stato introdotto con lo scopo di arginare il fenomeno del lavoro in nero. Tuttavia il risultato ottenuto è stato un vero e proprio abuso dello strumento da parte dei datori di lavoro: solo nel 2016, infatti, la percentuale ha registrato un incremento del 27.000% rispetto al 2008.
Il Governo, anche in vista del possibile referendum sui voucher, ha deciso di correre ai ripari e starebbe pensando ad alcune modifiche sulla disciplina. Innanzitutto l’esecutivo starebbe valutando la possibilità di ridurre i tempi di incasso del rimborso per i datori di lavoro da 1 anno a 6-3 mesi: in questo modo sarebbe più facile sanzionare gli abusi delle aziende che dopo essere state oggetto di un’ispezione riprendono il «nero» e alla conclusione dell’annualità chiedono il rimborso del voucher. Possibile anche una riduzione del tetto dei compensi dei lavoratori, che potrebbe scendere da 7mila a 5mila euro annui. Altra modifica importante potrebbe essere la riduzione dei settori nei quali è possibile utilizzare tale strumento.
Una delle ipotesi al vaglio dei tecnici per complicare la vita ai datori di lavoro che approfittano dei voucher facendone un uso improprio, sarebbe l’introduzione di un divieto di utilizzo di tale strumento per i lavoratori contrattualizzati. Sono molti, infatti, i datori di lavoro che utilizzano i voucher per pagare gli straordinari ai dipendenti assunti con regolare contratto.

Lavoro, Voucher: le modifiche già introdotte
Il Governo era già intervenuto in materia per cercare di arginare il fenomeno dell’uso improprio dei voucher da parte dei datori di lavoro. Con il correttivo al Jobs Act, infatti, era stato stabilito l’obbligo per i committenti imprenditori non agricoli o professionisti, di comunicare in maniera preventiva, ossia almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione. Il Governo ha previsto anche un aumento delle sanzioni a carico del datori di lavoro nel caso di violazione degli obblighi prescritti, con sanzioni amministrative che vanno da 400 a 2.400 euro per ogni lavoratore.
Tali modifiche, tuttavia, non hanno dato gli esiti sperati.

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