Lauree e lavoro, un binomio che dovrebbe essere ovvio ma che invece spesso non lo è, soprattutto in Italia. Ma quali sono le facoltà che consentono di guadagnare di più?
Quali sono lauree che fanno guadagnare di più? Una domanda niente affatto oziosa, soprattutto per i più giovani, i quali, dopo anni passati a sgobbare sui libri per ottenere il sudato pezzo di carta, si affacciano sul mondo del lavoro carichi di speranze che, purtroppo, spesso capita di vedere cocentemente deluse. E’ prassi comune, infatti, nella scelta della facoltà da intraprendere, la tendenza a privilegiare l’infatuazione per determinati curriculum accademici, trascurando così l’effettiva spendibilità di un titolo di studio che ci costa, in fin dei conti, tempo e denaro ma soprattutto tanta, tanta fatica. Ecco quindi, dopo il nostro recente viaggio negli atenei italiani più amati dai cacciatori di teste internazionali, la classifica delle lauree che consentono di trovare lavoro più facilmente e con retribuzioni più alte.
Economia e ingegneria sul podio
Nessuna buona notizia per gli amanti delle materie umanistiche, purtroppo: non esattamente a sorpresa, infatti, troviamo sul podio delle lauree più remunerative (sia nel breve che nel lungo periodo) economia e ingegneria. Sin dal primo anno di conseguimento della laurea in questi discipline accademiche, infatti, il neolaureato in economia guadagnerà già 10 mila euro in più dei suoi colleghi umanisti. E’ quanto emerge da uno studio che verrà presentato all’Università Bocconi il prossimo 11 dicembre dalla Fondazione Rodolfo De Benedetti, e che è stato condotto da due accademici italiani: Giovanni Peri e Massimo Anelli. Ciò che è emerso, appunto, è un differenziale che, negli anni, è destinato addirittura a salire: a 15 anni dall’incoronazione con l’alloro, infatti, l’economista avrà uno stipendio più alto di ben 26 mila euro rispetto a chi ha conseguito una laurea in ambito umanistico. Subito dopo l’economia, è sicuramente l’ingegneria l’ambito accademico sul quale puntare per chi ambisce a guadagni sostanziosi: anche qui, a 15 anni dal conseguimento della laurea, lo stipendio è in media superiore a quello dei dottori in materie umanistiche di 25.500 euro.
Differenziale salariale tra uomini e donne
Se è evidente a tutti, anche al di là dello studio in questione, che determinate lauree siano effettivamente più remunerative di altre, il dato su cui occorrerebbe puntare lo sguardo è il differenziale salariale tra uomini e donne. Un problema che persiste, e sul quale persino l’Unione Europea è più volte intervenuta: in Ue le donne guadagnano in media all’ora circa il 17% in meno rispetto agli uomini, e questo nonostante la progressiva affermazione femminile in campo scolastico e universitario. L’81% delle donne, infatti, raggiunge almeno un diploma di istruzione secondaria superiore, contro solo il 75% degli uomini. Senza contare che sono sempre le donne a rappresentare ben il 60% del totale dei laureati nei Paesi europei. Eppure, a guardare questo studio, la scelta di una facoltà scientifica sarebbe di effettivo contrasto alle asimmetrie salariali tra i sessi: sono proprio le laureate in economia e ingegneria, infatti, a registrare il minore divario retributivo con i colleghi maschi.