Laurea ad honorem: che valore ha e come viene assegnata

Giorgia Bonamoneta

4 Ottobre 2021 - 19:21

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A chi viene assegnata e perché una laurea ad honorem? In Italia non mancano le cerimonie di proclamazione, ma come viene assegnata?

Laurea ad honorem: che valore ha e come viene assegnata

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto oggi una laurea ad honorem (o anche laurea honoris causa) dall’Università di Parma in Relazioni internazionali ed europee.

Ma cos’è una laurea ad honorem e soprattutto come viene assegnata? Non è il caso di Sergio Mattarella, ma può sorprendere la “facilità” con la quale le laurea honoris causa vengono conferite, tanto che pochi anni fa è stata aggiornata la legge per l’assegnazione di queste, impedendone il rilascio di più di una l’anno.

Soprattutto perché in Italia la laurea ad honorem è a tutti gli effetti una laurea, divisa, allo stesso modo che per gli studenti, in laurea triennale, magistrale o dottorato di ricerca.

Che valore ha una laurea ad honorem?

L’Italia è un caso speciale, come spesso accade su certe tematiche. Infatti, a differenza di altri Paesi, dove la laurea ad honorem corrisponde a un dottorato di ricerca, in Italia una laurea honoris causa è a tutti gli effetti una laurea.

Ottenere una laurea ad honorem vuol dire diventare “dottore” e per tale essere riconosciuti. Ipoteticamente, ma anche in pratica, se si ottiene una laurea honoris causa di un corso triennale si hanno le carte in regola per iscriversi al proseguimento del corso magistrale dello stesso.

Come si ottiene una laurea ad honorem?

A parte la questione del valore legale, rimane la difficoltà di ottenere una laurea di questo livello. Infatti una laurea ad honorem è un titolo d’onore che viene concesso a pochi per motivi di fama e competenza sulla materia, oppure per motivi commemorativi.

Il regolamento in merito specifica che la laurea honoris causa viene conferita:

  • per opere compiute o per pubblicazioni fatte, abbiano ottenuto meritata fama nelle discipline del Corso di studio per cui è concessa;
  • a studenti che, prematuramente deceduti, risultino in difetto del solo esame finale di laurea, avendo completato tutte le attività formative previste dal piano di studio.

In generale per poter proclamare una persona “dottore” deve essere presentata richiesta formale che deve essere discussa e approvata da “almeno i 2/3 dei componenti del Senato Accademico dell’Università sulla base di una delibera di proposta formulata dal relativo Consiglio del Corso di Laurea e approvata dal Consiglio di Dipartimento, con voto favorevole di almeno i 2/3 dei componenti”.

Chi ha ricevuto una laurea ad honorem in Italia?

Qualche anno fa si criticò il “boom” di “laurea honoris causa” conferite a molti personaggi pubblici, vip del mondo dello spettacolo e sportivo. Vediamo qualche nome e le motivazioni:

  • Vasco Rossi (2005) laurea ad honorem in Scienze della comunicazione dall’università Iulm di Milano;
  • Ligabue ha due lauree di questo tipo, una concessa nel 2004 dall’Università di Teramo in Comunicazione Multimediale e Giornalismo, l’altra nel 2011 in Musica a Milano;
  • Lino Banfi ha due lauree in Scienza della Comunicazione, una concessa nel 2008 e l’altra nel 2011.

E molti altri, come Francesco Totti, Valentino Rossi, Toni Servillo, Andrea Bocelli, Silvio Berlusconi e Milena Gabanelli. Anche più recentemente non sono mancate queste cerimonie, alcune in stile medievale (apposizione della cappa sulle spalle) come nel caso del Presidente Sergio Mattarella, che ha ricevuto oggi (4 ottobre) la laurea magistrale ad honorem in Relazioni internazionali ed europee dall’Università di Parma.

L’Università ha motivato così la proclamazione di dottore del Presidente Mattarella:

per onorare l’altissimo profilo, nazionale e internazionale, politico e istituzionale e per riconoscere il suo quotidiano impegno istituzionale, civile e morale, nella garanzia attiva e nella testimonianza concreta dei valori costituzionali e della libertà, unitamente alla costante ed intensa vicinanza alla causa della ricerca, della formazione e del futuro dei giovani del nostro Paese.

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