La débâcle di un Movimento 5 Stelle che continua a perdere pezzi

Il 2020 inizia con due abbandoni per il Movimento 5 Stelle. I deputati Angiola e Rospi hanno deciso di passare al Misto. Che cosa sarà del Movimento fondato da Beppe Grillo?

La débâcle di un Movimento 5 Stelle che continua a perdere pezzi

Prosegue implacabile il tracollo del Movimento 5 Stelle. Rispetto alle elezioni del 2018, il Movimento guidato da Luigi Di Maio ha perso oltre la metà dei consensi guadagnati alle politiche ma non è solo l’emorragia di voti a disegnare la disfatta del M5S. Tra espulsioni e abbandoni eccellenti, infatti, sono ormai ben più di dieci i seggi persi dal Movimento 5 Stelle tra Camera e Senato, seggi che sono potenzialmente in grado di modificare gli equilibri di governo.

Altri due abbandoni: Angiola e Rospi passano al Misto

L’emorragia di parlamentari pentastellati sembra ormai inarrestabile e il 2020 appena iniziato ha portato con sé altri passaggi al gruppo Misto: a pochissimi giorni dall’espulsione del senatore Gianluigi Paragone, i deputati Nunzio Angiola e Gianluca Rospi hanno annunciato la volontà di abbandonare il Movimento 5 Stelle in favore del Gruppo Misto. A scatenare la presa di posizione dei due onorevoli è stata principalmente la gestione dell’iter di approvazione della legge di bilancio da parte dei vertici del M5S, una gestione definita «verticistica e oligarchica» e fondata sulla continua compressione delle prerogative parlamentari nonché contraria ai principi del Movimento 5 Stelle stesso, motivazioni che non si discostano per nulla da quelle rese dagli ex parlamentari pentastellati che nel corso di questi quasi due anni sono stati espulsi o hanno deciso di lasciare il Movimento 5 Stelle per il gruppo Misto o per i gruppi di Lega, Forza Italia e Italia Viva.

Dal 2019 sono 17 i seggi persi da M5S

Dall’inizio del 2019 si contano in tutto 17 abbandoni o espulsioni dal Movimento 5 Stelle, rispettivamente otto deputati e nove senatori. Alla Camera la situazione appare abbastanza tranquilla, i seggi persi non sono così numerosi in proporzione da minare la stabilità della maggioranza a Montecitorio. La situazione non è certo così serena al Senato, dove espulsioni e abbandoni hanno di fatto assottigliato non poco il vantaggio competitivo del Movimento 5 Stelle in Aula, passato da 112 seggi a 100 in meno di due anni. Sebbene il Movimento 5 Stelle detenga comunque il maggior numero di seggi rispetto agli altri gruppi parlamentari, la situazione è al Senato è sempre più instabile e in questo scenario appare ancor più fondamentale l’appoggio degli alleati di governo e in particolare della ballerina Italia Viva per la stabilità dell’esecutivo.

I sondaggi: calo inarrestabile per M5S

Se la situazione in Parlamento non è esattamente serena, «fuori dai Palazzi» non va certo meglio al Movimento 5 Stelle. I consensi elettorali bruciati nel corso dei diciotto mesi di governo con la Lega appaiono difficilmente recuperabili dai pentastellati e stando ai sondaggi il calo appare inarrestabile: dall’inizio del 2019, infatti, il M5S ha perso quasi 10 punti percentuali passando dal 26% al 16,3%, un calo che non si è arrestato nemmeno con la nascita del governo M5S-Pd - e i sondaggi di fine anno non evidenziano alcuna prospettiva di crescita per il prossimo futuro. Appare evidente come il Movimento 5 Stelle abbia fallito la propria «prova di governo» e una volta all’esecutivo non sia riuscito a capitalizzare l’enorme consenso guadagnato durante gli anni di opposizione ed è molto improbabile che riesca a tornare sulla cresta dell’onda in tempo per le prossime elezioni politiche, a meno di un cambio radicale di vertici e, soprattutto, di un ritorno all’originale agenda politica che ha guidato il Movimento fondato da Beppe Grillo fin dagli albori.

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