La classifica delle frodi fiscali più comuni

Simone Traversa

25 Febbraio 2016 - 13:34

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L’IRS, ossia l’Internal Review Service, l’agenzia della riscossione delle tasse americana, ha pubblicato la classifica delle frodi fiscali più comuni.

In cima alla classifica delle frodi fiscali più comuni pubblicata dall’IRS, l’agenzia della riscossione delle tasse americana, troviamo i tentativi di sottrazione dell’identità su internet attraverso il phishing e altre pratiche illecite.

Chi paga le tasse e i naviganti del web dovrebbero prestare maggiore attenzione a questo tipo di pericoli, poiché l’IRS ha già rilevato un’impennata del 400% di false mail e siti web, classici fenomeni di phishing e varie tecniche per arrivare al furto d’identità.

Ma non ci sono solo questo tipo di pratiche, nella classifica della “sporca dozzina” tra le frodi troviamo anche quelle commesse da professionisti disonesti, evasione internazionale, indebita fruizione di detrazioni e in generale irregolarità in dichiarazione dei redditi per ottenere benefici fiscali.

Per molte pratiche si tratta di situazioni specifiche degli Stati Uniti, ma in molti casi le pratiche fraudolente compiute in America valgono anche in Italia e nel resto del mondo.

Ecco allora una classifica delle principali forme di frode fiscale alle quali tutti dovremmo prestare maggiore attenzione.

1) Sottrazione dell’identità

Bisogna fare attenzione alla sottrazione dell’identità soprattutto durante i periodi delle scadenze delle dichiarazioni dei redditi.

In America vengono spesso sottratti i dati della previdenza sociale, anche se in Italia non abbiamo lo stesso dispositivo per il pagamento delle tasse, il rischio di sottrazione di dati su internet è ugualmente alto, si vedano gli esempi del virus cryptolocker.

2) Chiamate spazzatura

In America capita spesso di riceve chiamate di persone che fingono di essere agenti della riscossione delle tasse minacciando i clienti e costringendoli a ingenti pagamenti.

In Italia nulla di questo è possibile, o quasi. Va ricordato infatti quello che è capitato con il cambio delle modalità del pagamento del canone RAI. Alcuni malfattori si sono infatti finti addetti RAI e hanno messo su una truffa per la riscossione del canone.

3) Phishing

Il phishing è un fenomeno internazionale, e se in America i malviventi si fingono l’IRS in Italia può capitare che arrivi una mail dalla propria banca o dalle Poste che richiede l’inserimento dei propri dati personali.

Non inseriteli e non cliccate niente, cancellate il messaggio e segnalatelo come spam.

4) Commercialisti disonesti

Anche l’America non è immune da persone che si spacciano per professionisti quando non lo sono o, in alternativa, svolgono la propria professione in maniera truffaldina tenendo all’oscuro i propri clienti.

Dunque, anche per i contribuenti italiani, è sempre bene affidarsi a professionisti fidati e autorizzati.

5) Evasione delle tasse offshore

Il grosso problema dei paradisi fiscali riguarda tutte le nazioni. Molte aziende infatti aggirano il fisco eludendo controlli e pagando le tasse all’estero.

Questo porta a un impoverimento generale del paese in cui l’azienda risiede e lavora e, soprattutto, è una pratica molto disonesta.

6) Finte associazioni no-profit

C’è un fenomeno crescente di associazioni fraudolente che si fingono invece organizzazioni no-profit e di carità.

Fate dunque sempre attenzione al nome di chi vi chiede dei soldi da donare, soprattutto non firmate mai niente per strada: se proprio volete fare una donazione valutate con calma a casa, quale associazione fa più al caso vostro.

7) Dichiarazioni dei redditi mendaci

Infine, in generale, cercate di evitare dichiarazioni dei redditi mendaci, al fine di non incorrere in controlli e accertamenti fiscali col conseguente rischio di dover pagare multe salatissime.

Spesso può capitare di avere problemi col fisco, ma di solito sono risolvibili ed è di solito possibile ricorrere in Tribunale in caso di imposizioni fiscali ingiuste; non è altrettanto legittimo fare dichiarazioni mendaci al fine di pagare meno tasse.

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