L’OPEC rifiuta di tagliare la produzione di petrolio, ecco perché

Durante la riunione del 5 giugno, l’OPEC annuncia la sua decisione di non tagliare la propria produzione di petrolio, continuando la strategia contro i produttori di shale oil negli USA. Perché?

L’OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) conferma le previsioni degli analisti e annuncia di non voler la produzione di petrolio, nonostante i prezzi siano crollati del 40% rispetto a un anno fa.

L’OPEC reste fedele alla sua strategia che ha come scopo di buttare fuori dal mercato i produttori statunitensi di shale oil.
Tuttavia, alcuni analisti ritengono che il cartello economico non abbia altra scelta che continuare a ad estrarre petrolio a causa della diminuzione della propria quota sul mercato.

L’OPEC forniva circa il 60% del petrolio sul mercato mondiale, ma oggi la sua quota si è ridotta al 40%, in gran parte a causa dell’aumento di produzione di petrolio negli Stati Uniti.

I prezzi del greggio USA sono diminuiti di circa il 2% a 57 dollari al barile dopo l’annuncio.

Declino del potere dell’OPEC?
La decisione dell’OPEC a seguito della riunione di venerdì 5 giugno era stata ampiamente previsto. Per molti versi, è l’unica decisione che il cartello, dominato dalla Arabia Saudita, avrebbe potuto intraprendere.

«Sono alle strette. Le loro spalle sono contro il muro. Possono solo fingere di avere una scelta»,

ha detto Fadel Gheit della Oppenheimer.

Se l’OPEC avesse tagliato la produzione - come alcuni dei suoi membri avrebbe voluto, i prezzi sarebbero potuti aumentare di molto.

I produttori di shale oil negli Stati Uniti e in altri Paesi come la Russia e l’Iran, come risultato, avrebbero aumentato ancora di più la produzione e l’OPEC avrebbe visto la propria quota di mercato diminuire ancora.

«Se non si ha un’opzione alternativa, non si può chiamare strategia»,

ha detto Brenda Shaffer della Georgetown University.

A meno che non venga convocata una riunione straordinaria, la prossima decisione dell’OPEC riguardo il tagliare o meno la produzione di petrolio potrebbe essere presa in sede della prossima riunione a fine anno, il 4 dicembre.

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