L’ABC dell’investimento in oro, una soluzione anti-pandemia

Giampiero Valenza

11 Marzo 2021 - 18:00

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L’oro è un investimento esente da Iva, che salva dall’aumento dell’inflazione e che può mettere in un luogo sicuro i risparmi.

L'ABC dell'investimento in oro, una soluzione anti-pandemia

L’oro è il classico bene rifugio. È un investimento che permette di non pagare Iva e che, solo quando va venduto porta a pagare il 26% di tasse. Oggi, nei tempi della pandemia di Covid-19 e della moneta virtuale è un modo per diversificare il rendimento dei propri risparmi e per mettere più al sicuro.

L’oro (XAU/USD) è una delle alternative al risparmio bancario e in questi periodi di pandemia è una delle soluzioni portate avanti da chi ha avuto paura di un crollo dei mercati.

Il metallo come merce di scambio esiste fin dalle civiltà più antiche (ben prima della cartamoneta) e oltre alla sua funzione ‘classica’ ne ha anche una di semiconduttore e per questo è diffusamente usato nell’industria. Non si deteriora, tanto che se dovessimo trovare in fondo al mare un lingotto di chissà quale galeone affondato, questo non si distinguerebbe da uno stesso lingotto realizzato una settimana fa.

Gioielli o lingotti d’oro: quali scegliere per investire?

Ma cosa vuol dire investire in questo settore? “La pandemia di Covid-19 ha generato negli investitori una ‘paura’ che di conseguenza ha avuto effetti sugli investimenti. Lo abbiamo visto bene nell’oro, i cui valori adesso sono alle stelle, con più di 47 euro al grammo (46,79 oggi, ndr) – spiega Paolo Di Bernardini, consulente finanziario esperto negli investimenti in oro – Basti pensare che esattamente 10 anni fa questo stesso valore si attestava invece sui 33 euro. In sostanza, cifre ben diverse rispetto a quelle che vediamo oggi”.

C’è però una differenza sull’oro da investimento con quello che “si indossa” grazie ai gioielli. “I lingotti sono confezionati con oro puro 995/1000 e le monete devono essere almeno 900/1000. Generalmente i gioielli in Italia sono 750/1000, ma spesso si trovano con percentuali molto più basse, come per esempio in Grecia o in altri Paesi – continua - Ecco che è presto spiegato il perché converrebbe più investire in lingotti che in gioielleria. La ragione per la quale i gioielli non possono essere di oro puro è legata alla loro duttilità. Per far mantenere ‘a gioiello’ la forma voluta l’oro viene addizionato con leghe meno pregiate e un’altra ragione per cui si usano le leghe è anche per dare una colorazione diversa. Una questione estetica, per l’appunto. Senza tener presente come poi, giustamente, dei fondi investiti in gioielli bisogna pagare la manodopera dell’artista che li produce. Qui si apre un altro scenario: non c’è più il calcolo del mero valore aureo ma si apre la strada alla valutazione di un’opera d’arte. È un po’ come valutare una moneta da un euro e una dello stesso valore ma con un errore che può attirare l’attenzione di collezionisti e case d’asta”.

Come funziona l’esenzione da Iva per l’oro

I vantaggi, comunque, restano diversi sull’oro “non gioiello”: in primis l’esenzione dall’Iva per qualsiasi acquisto di lingotti e monete per i tagli superiori al grammo.

Può essere un modo per salvaguardare ancora di più il proprio patrimonio. Solo al momento della vendita o del rimborso, infatti, il bene-oro si trasforma in investimento – aggiunge il consulente – È in questa fase che scatta la tassazione corrente sull’eventuale guadagno e che ammonta al 26%”.

Gli strumenti per comprare l’oro

Se ne possono comprare lingotti (da 2 a 12.500 grammi e da un’oncia), ma si possono prendere gli Etc, investimenti finanziari con sottostante oro”.

Questi investimenti possono ricalcare quelli dei piani assicurativi o finanziari con l’accumulazione di risorse sulla base di una periodicità definita. “Oggi investire in oro non è difficile, esistono piani di accumulo in grammi che prevedono una massima flessibilità di investimento. Permettono di acquistare il minerale una volta al mese o con periodicità maggiori (anche una volta all’anno), in base alle proprie possibilità e ai propri obiettivi. I piani non prevedono, generalmente, vincoli temporali: sono liquidabili in tutto o in parte in tempi molto brevi e comunque, solitamente, non oltre i 15 giorni”, precisa Di Bernardini. Ma non c’è solo questo: i conti possono essere anche in “oro fisico”. Dunque, si acquista l’oro e si sa che il proprio forziere non è sotto casa ma in un luogo definito dove il metallo viene conservato. Un deposito dove conservare i propri risparmi e sapere che sono al sicuro.

La complementarietà dell’oro con il Bitcoin

L’investimento in oro non è però l’opposto di quello delle monete virtuali come il Bitcoin?

Sì, certo, è totalmente l’opposto, ma proprio per questo può essere perfettamente complementare – aggiunge il consulente. Investire in monete virtuali oggi vuol dire avere un capitale soggetto ad un alto rischio di oscillazione. Abbinarlo a un investimento nell’oro vorrebbe dire continuare a scommettere sulle nuove economie e, allo stesso tempo, sviluppare il proprio capitale con un altro investimento ad alto rendimento il cui risultato, lo dimostra la storia, è sempre in aumento specie in periodi dove si fa sentire di più la crisi economica.

In un mondo di Bitcoin l’economia che può garantire un percorso sostenibile è basata su un approccio misto, ed è lo stesso approccio che si può seguire per superare l’emergenza causata da Covid-19”.

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