Juventus-Inter: perché il rinvio della partita conviene (economicamente) ai bianconeri

Antonio Cosenza

29/02/2020

09/06/2021 - 09:39

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Juventus-Inter, la partita è stata rinviata: per i bianconeri incasso (di circa 5 milioni) non a rischio.

Juventus-Inter: perché il rinvio della partita conviene (economicamente) ai bianconeri

La partita tra Juventus e Inter - insieme ad altre quattro partite della Serie A - è stata rinviata e si dovrebbe giocare nella giornata del 13 maggio 2020. Inizialmente si pensava di giocare a porte chiuse, ma all’ultimo ha prevalso - probabilmente su invito delle società interessate - l’idea di rinviare la partita.

Una notizia che in parte avvantaggia - almeno sul piano economico e giuridico - i bianconeri, i quali non dovranno rinunciare all’incasso della partita e allo stesso tempo non dovranno rispondere alle richieste di rimborso da parte di coloro che avevano acquistato il biglietto per la partita contro l’Inter.

Infatti, nonostante la policy della Juventus non preveda il rimborso per i biglietti già acquistati, il Movimento dei Consumatori si era già mosso per tutelare le migliaia di tifosi che rischiavano di essere particolarmente svantaggiati da queste disposizioni.

Ebbene, il rinvio della partita non comporterà alcun problema ma allo stesso tempo crea un precedente che mette a rischio la regolare prosecuzione del campionato di Serie A. Come fatto sapere dall’amministratore delegato dell’Inter - Giuseppe Marotta - ci si aspetta che lo stesso trattamento venga riservato alle prossime partite di campionato. Quindi, nel caso in cui l’emergenza Coronavirus si protrarrà anche nel prossimo turno, rischiano di essere rinviate anche partite come Atalanta-Lazio e Inter Sassuolo.

Ma perché il rinvio della partita tra Juventus e Inter (in programma domenica 1° febbraio 2020) avvantaggia i bianconeri? Facciamo chiarezza.

Juventus-Inter rinviata: il maxi incasso non è a rischio

L’ultima volta che Juventus e Inter si sono scontrate all’Allianz Stadium, il numero dei biglietti acquistati ha raggiunto le 41.495 unità, per un incasso di 3 milioni e 163 mila euro.

A questo bisogna aggiungere i ricavi indotti, come ad esempio gli acquisiti allo store o le consumazioni in bar e ristoranti. Complessivamente un giro d’affari di circa 5 milioni di euro per una sola partita.

Ebbene, c’è da dire che sulla carta l’incasso dei biglietti non sarebbe andato perso nel caso in cui si fosse giocato a porte chiuse. La Juventus, infatti, adotta delle clausole di acquisto particolari per i propri biglietti, escludendo in ogni caso il rimborso degli stessi. Clausole che però il Movimento Consumatori sostiene siano nulle, in quanto vessatorie per contrasto con la normativa che tutela i consumatori. Lo stesso Tribunale di Roma, con l’ordinanza del 24 giugno 2019, ha ricordato che queste sono sotto la lente d’ingrandimento dell’Antitrust e che per questo sono già state eliminate da molti club della Serie A.

Una situazione che nelle scorse ore ha portato i bianconeri a pubblicare un comunicato, con il quale il Presidente Andrea Agnelli - pur ribadendo la validità delle suddette clausole - ha dichiarato che erano in valutazione iniziative a favore degli acquirenti. Iniziative che però non saranno necessarie, visto che alla fine si è deciso per il rinvio di tutte le partite della Serie A inizialmente in programma a porte chiuse.

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