Tra le novità del Jobs Act, oltre all’introduzione del nuovo contratto a tutele crescenti e della Naspi 2015, lo stop ai cocopro dal 1 gennaio 2016, ma non per i call center. Ecco perché.
Dopo il Cdm di venerdì il Jobs Act è pronto al debutto. Dal 1 marzo entrerà in vigore il nuovo contratto a tutele crescenti e dal 1 maggio la Naspi, che sostituirà l’Aspi, e sarà la nuova assicurazione sociale per l’occupazione, il nuovo ammortizzatore sociale nei casi di disoccupazione involontaria.
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Nel riordino delle tipologie contrattuali, oltre all’introduzione del nuovo contratto a tempo indeterminato, anche lo stop ai cocopro dal 1 gennaio 2016, quando ai rapporti di collaborazione
«con contenuto ripetitivo ed etero-organizzati dal datore di lavoro saranno applicate le norme del lavoro subordinato».
A decorrere dall’entrata in vigore del decreto non sarà possibile quindi attivare nuovi cocopro, mentre quelli già attivi saranno portati in scadenza.
Come si legge dal comunicato del Governo:
«Restano salve le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, che prevedono discipline specifiche relative al trattamento economico e normativo in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore e poche altri tipi di collaborazioni».
Cocopro e call center
Tra queste i call center appunto, una scelta che viene accolto con il plauso degli operatori del settore. Come spiega al Corriere delle Comunicazioni Paolo Sarzana, il vicepresidente di Teleperformance:
«Si tratta di una scelta che riconosce la specificità dei settore dei call center in outbound e che rende ancora più solida la riforma del mercato del mercato del lavoro voluta da questo governo. Se non si fosse riconosciuta tale specificità molte imprese sarebbero state costrette a delocalizzare le attività».
Sarzana ricorda un accordo collettivo del 2013 relativo alle collaborazioni a progetto, che resterà valido anche con l’entrata in vigore delle nuove regole del mercato del lavoro del governo Renzi.
Secondo Assocontact con questa mossa sono stati tutelati circa 80.000 posti di lavoro. Come ha spiegato l’azienda:
«Le nostre imprese si occupano anche della gestione anche dei servizi di vendita telefonica un’attività che oggi coinvolge circa 40.000 addetti che operano con contratti atipici a motivo del modello di business e delle caratteristiche di tale attività, legata a commesse di breve durata e remunerate a fronte di risultati ottenuti».
Il Governo è andato incontro alle peculiarità del settore e quindi i contratti a progetto restano validi anche dopo il 2016 per gli operatori outbound.