Jobs Act, la riforma del lavoro di Renzi in 8 punti. Ecco cosa cambia

Come cambia il lavoro in Italia con il Jobs Act? Ecco la riforma di Renzi in 8 punti.

Oggi, tra le altre cose, è il giorno del Jobs Act, la riforma del lavoro di cui Renzi parla da oltre un anno.

Il Cdm è iniziato questa mattina alle 12,30. All’ordine del giorno il via libera definitivo ai decreti attuativi sul contratto a tutele crescenti e sulla Naspi e il primo ok al dlgs sul riordino delle tipologie contrattuali. Il ministro Poletti ha dichiarato:

«Dal primo marzo le aziende potranno assumere con le nuove regole».

Il Jobs Act in 8 punti

Cosa prevede la riforma del lavoro di Renzi? Ecco il Jobs Act spiegato in 8 punti:

  • Contratto a tutele crescenti, art. 18 e licenziamenti: le nuove assunzioni avverranno con il contratto a tutele crescenti. Sarà previsto un indennizzo in ragione dell’anzianità di servizio e con un tetto massimo di 24 mensilità per il licenziamento illegittimo. Il reintegro sarà previsto solo per i licenziamenti nulli, i licenziamenti discriminatori e, in parte, i licenziamenti disciplinari, ovvero quando il fatto materiale non sussiste. Contratto a tutele crescenti 2015: vantaggi e svantaggi per i neoassunti;
  • Naspi: da maggio l’ASPI sarà sostituita dalla nuova assicurazione sociale per l’occupazione, ovvero il nuovo ammortizzatore sociale nei casi di disoccupazione involontaria. Come funzionerà la Naspi? Durerà massimo 24 mesi (probabilmente 18 mesi dal 2017) e per le altre informazioni leggi: Disoccupazione 2015: Naspi. Requisiti, durata, calcolo, decadenza;
  • Contratti a termine: durata di 36 mesi con 5 proroghe possibili;
  • Cocopro: stop a questa tipologia contrattuale fino al periodo di transizione che si concluderà il 1 gennaio 2016, quando saranno scaduti i vecchi contratti o quando questi rientreranno nell’area del lavoro subordinato, assorbito dal nuovo contratto indeterminato, a tutele crescenti;
  • Autonomi e Partite IVA: addio ad associazione in partecipazione e job sharing, mentre le collaborazioni autonome e le Partite IVA (quelle vere) resteranno valide con tutte le novità 2015 previste dal Milleproroghe;
  • Apprendistato: si punta a semplificare la burocrazia per l’attivazione di contratti di apprendistato per la qualifica e per l’apprendistato di alta formazione, sulla base del modello tedesco, e allo sgravio contributivo per le aziende con meno di 9 dipendenti;
  • Ricollocazione e voucher: i lavoratori che subiranno un licenziamento illegittimo, collettivo o per GMO (giustificato motivo oggettivo) avranno il diritto ad un voucher di ricollocazione, consegnato dal centro per l’impiego territorialmente competente. Il lavoratore avrà così diritto all’assistenza nella ricerca della nuova occupazione, a patto che collabori e partecipi attivamente a tutte le iniziative;
  • Demansionamento: le aziende potrebbero decidere di demansionare il dipendente, sia il neoassunto che il vecchio dipendente, in tutti i casi di «modifica degli assetti organizzativi». Demansionamento: che cos’è, come funziona e cosa avverà con i nuovi contratti previsti dal Jobs Act

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