Italiani bocciati da Consob: risparmio scende, educazione finanziaria scarseggia

Consob: il tasso di risparmio delle famiglie italiane continua a scendere sotto la media europea, mentre la ricchezza si mantiene ai livelli del 2012. Una fotografia del Paese

Italiani bocciati da Consob: risparmio scende, educazione finanziaria scarseggia

Quanto risparmiano le famiglie italiane?

Una domanda alla quale ha tentato di rispondere la Consob, nel suo ultimo rapporto sulle scelte di investimento dei cittadini del Belpaese.

Quel che emerge dall’indagine della Commissione, è un’ulteriore discesa del tasso di risparmio delle famiglie italiane (rispetto al reddito disponibile) che a fine 2017 si è portato al 9,7%, ben sotto la media dell’Eurozona all’11,8%. Un dato ancor più interessante se confrontato con quello del 2004, quando il tasso si era attestato al 15%.

Ricchezza, risparmio e consulenza: il quadro italiano

Secondo l’indagine Consob, la ricchezza netta delle famiglie italiane (attività reali più attività finanziarie al netto di passività finanziarie) sta continuando a mostrarsi sui livelli del 2012 e si sta attestando a 9 volte il reddito disponibile, sopra la media Ue a 8 volte il reddito disponibile.

Il rapporto debito/Pil dei nuclei familiari, invece, è arrivato al 40% con la fine del 2017 ed ha comunque sorpreso positivamente rispetto ad una media dell’Eurozona al 60% circa. Male, invece, sul fronte strumenti digitali: solo il 20% delle famiglie italiane utilizza cellulari e internet per i pagamenti (contro una media Ue al 45%).

Ma chi guida le scelte di investimento degli italiani? Secondo il rapporto Consob il 50% degli investitori ricorre alla consulenza informale, quella di amici e parenti, mentre soltanto il 20% decide di affidarsi a specialisti del settore; il 28% sceglie senza rivolgersi a nessuno. Piuttosto scarsa (40%) anche la quota di coloro che monitorano la performance del proprio investimento.

Per nulla lusinghieri, poi, i dati sul nodo dell’informazione finanziaria, da sempre cruccio degli italiani. Secondo il report:

“Più del 50% degli intervistati non è in grado di definire in cosa consista il servizio di consulenza in materia di investimenti”.

Il 37% è convinto che l’attività di consulenza sia gratuita mentre il 50% non è disposto a pagare per l’attività dei professionisti, il che evidenzia ancora una volta la scarsa cultura finanziaria degli italiani.

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