Italia bocciata: Ue taglia stime sul PIL, debito verso il 135%, deficit oltre il 3%

Le stime della Commissione Ue sull’Italia: ancora una volta Bruxelles ha tagliato le previsioni sul PIL nostrano

Italia bocciata: Ue taglia stime sul PIL, debito verso il 135%, deficit oltre il 3%

Le stime della Commissione Ue sull’Italia sono state finalmente pubblicate.

Le attese del mercato, che in mattinata aveva cercato di immaginare il contenuto dell’odierno documento, sono state pressoché confermate dalle previsioni rese note da Bruxelles.

Tra i dati degni di nota sicuramente quelli sul PIL: secondo le stime economiche dell’Ue l’Italia crescerà di un pessimo 0,1% nel corso del 2019, ma non è tutto. A peggiorare saranno anche le condizioni del mercato del lavoro nostrano che risentirà non poco del rallentamento economico.

Le ultime previsioni della Commissione europea, dal PIL, al debito pubblico, passando per il deficit e arrivando all’occupazione, hanno ancora una volta evidenziato tutte le debolezze del Belpaese.

PIL Italia: Commissione Ue taglia stime 2019 e 2020

Il documento si è aperto con una sintesi di quanto accaduto in Italia nel corso degli ultimi mesi. L’economia nostrana ha iniziato a perdere slancio all’inizio del 2018, nel momento in cui i timori di rallentamento si sono estesi all’intero Vecchio Continente.

Nella seconda metà dell’anno, poi, è arrivata la recessione tecnica e l’economia si è contratta dello 0,2% nell’ultimo trimestre dopo il -0,1% del precedente. Nel complesso, il PIL reale dell’Italia è cresciuto dello 0,9% lo scorso anno grazie soprattutto alla domanda interna. La misura, comunque è stata frenata dai dati sulle esportazioni.

Per quel che riguarda il 2019, le stime della Commissione Ue hanno parlato chiaro. L’economia avanzerà soltanto dello 0,1%. Nel 2020 invece la crescita sarà più marcata e arriverà allo 0,7%.

Ancora una volta, l’Italia ha confermato le proprie debolezze anche e soprattutto a confronto con un’Europa che secondo Bruxelles crescerà dell’1,4% quest’anno e dell’1,6% il prossimo. Nella sola zona euro, invece, il PIL avanzerà rispettivamente dell’1,2% e dell’1,5%.

Paese Previsione PIL 2019 Previsione PIL 2020
Italia +0,1% +0,7%
Ue +1,4% +1,6%
Eurozona +1,2% +1,5%

Le previsioni su deficit e debito pubblico

Stando alle stime della Commissione Ue, mentre il Prodotto Interno Lordo frenerà allo 0,1% nel 2019, il rapporto deficit/PIL salirà al 2,5%. Nel 2020 la misura schizzerà persino sopra la soglia limite del 3% e si porterà a 3,5%.

Non andrà meglio al debito pubblico (visto al 133,7% nell’anno corrente e al 135,2% il prossimo) e al deficit strutturale (che passerà al 2,4% e ancora al 3,6%).

Ad aumentare sarà anche la spesa pubblica. In questo caso a pesare saranno sia l’introduzione del reddito di cittadinanza sia l’arrivo di Quota 100.

Il mercato del lavoro e i titoli di Stato

Il tasso di disoccupazione tornerà all’11% nel 2019, poiché il reddito di cittadinanza aumenterà il numero di coloro che si registreranno come disoccupati. Sarà dunque un effetto statistico più che reale.

“È improbabile che il mercato del lavoro riuscirà a non essere influenzato dal rallentamento dell’attività economica,”

si legge nel documento da poco pubblicato, secondo cui le rinnovate tensioni sui bond sovrani costituiranno un rischio per le previsioni finanziarie e fiscali di Bruxelles.

Italia: le stime della Commissione Ue in sintesi

  • PIL 2019: stima rivista dallo 0,2% allo 0,1%
  • PIL 2020: stima rivista dallo 0,8% allo 0,7%
  • Deficit 2019: 2,5%
  • Deficit 2020: 3,5%
  • Debito pubblico: 133,7 nel 2019 e 135,2% nel 2020
  • Tasso di disoccupazione: 11% nel 2019

Il contenuto seguente è stato redatto prima della pubblicazione delle stime economiche della Commissione Ue e ha riguardato le attese del mercato nei confronti del documento

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Cosa aspettarsi dalle stime della Commissione Ue

Secondo le indiscrezioni di stampa circolate nelle ultime ore, nelle previsioni economiche di oggi la Commissione europea evidenzierà ancora una volta la fragile situazione economica italiana.

Tra le misure più monitorate ci sarà ovviamente il PIL, previsto in salita di un impercettibile 0,1% (non si esclude anche la possibilità di una stima più ottimistica allo 0,2%).

La scorsa settimana, i dati Istat hanno ufficializzato l’uscita dell’Italia dalla recessione segnalando nel primo trimestre del 2019 una crescita di 0,2 punti percentuali.

Anche il debito pubblico finirà sotto i riflettori. Le stime della Commissione Ue saranno preliminari alle decisioni del 5 giugno prossimo, quando Bruxelles parlerà probabilmente di una misura destinata a salire (secondo alcuni sopra il 133%). Per quel che riguarda il deficit/PIL, invece, non ci si discosterà dal 2,4% già menzionato.

Da non sottovalutare poi il ruolo degli investimenti - soprattutto quelli delle imprese - da tempo punto debole di un’Italia che non ha saputo sfruttare al meglio gli anni del Quantitative Easing.

Molto probabilmente le stime Ue di oggi confermeranno che, nel corso del 2018, il Paese non ha rispettato la regola del debito né le raccomandazioni di Bruxelles che avevano richiesto la riduzione del deficit strutturale. Oggi, però, non verrà aperta alcuna procedura: eventuali decisioni verranno rimandate ad un successivo rapporto sul debito previsto per l’inizio di giugno, dopo le elezioni europee.

Nonostante l’importanza delle odierne stime della Commissione Ue, la vera battaglia inizierà in autunno: sarà allora che Roma dovrà comunicare le scelte di bilancio per l’anno 2020. Lo scontro con Bruxelles, secondo i più scettici, sarà inevitabile.

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