Italia: manovra anticipata per blindare i conti?

Italia: sarà necessaria una manovra anticipata per blindare i conti pubblici prima delle nuove elezioni? Si rischiano esercizio provvisorio e aumenti Iva

Italia: manovra anticipata per blindare i conti?

Una manovra anticipata per blindare i conti pubblici prima delle nuove elezioni.

L’ipotesi è tornata a far discutere nelle prime ore del mattino, quando la crisi di governo ha messo al tappeto i mercati, con lo spread tornato oltre i 230 e la Borsa Italiana affondata di oltre 1 punto percentuale in avvio di seduta.

Matteo Salvini ha chiuso all’ipotesi di rimpasto e ha tirato dritto verso nuove elezioni. Diversi i nodi che dovranno essere sciolti prima del voto per evitare di peggiorare la situazione. Tra questi sicuramente la legge di bilancio, che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre per evitare di finire in esercizio provvisorio. Da qui la necessità di discutere di una manovra anticipata in grado di mettere a riparo i conti pubblici prima della tempesta elettorale.

Manovra anticipata: i nodi da risolvere prima del voto

L’obiettivo principale dell’Italia sarà quello di evitare l’esercizio provvisorio che scatterà in caso di mancata approvazione della legge di bilancio entro i termini prestabiliti e che vincolerà l’esecutivo a gestire la sola amministrazione ordinaria con margini di spesa estremamente ridotti.

Certo è che le nuove elezioni tanto cercate da Salvini non faranno che complicare una situazione già ingarbugliata. Entro il 27 settembre bisognerà approvare la nota di aggiornamento al Def, mentre dovrà essere finalmente definita la questione dell’assestamento.

Entro metà ottobre, poi, dovrà essere resa nota la bozza di bilancio, mentre il 20 dello stesso mese scadranno i termini per la presentazione alle Camere del disegno di legge ufficiale.

Come si inseriranno in questo contesto le elezioni politiche ipotizzate? Innanzitutto bisognerà capire come si consumerà la crisi e, nel caso, quando gli italiani verranno nuovamente chiamati alle urne.

Questa situazione di profonda incertezza ha spinto a calcare sulla necessità di una manovra anticipata necessaria a mettere al riparo i conti pubblici dalle turbolenze politiche (e non solo) in dirittura d’arrivo.

Se la legge di bilancio non sarà approvata entro fine anno, a partire dal 1° gennaio scatterà l’aumento automatico di tre punti dell’Iva, da evitare a tutti i costi reperendo risorse alternative e concordando con l’UE un nuovo rapporto deficit/PIL per il 2020.

Secondo i più scettici, neanche un nuovo governo formato a novembre avrà il tempo per scongiurare tutto questo. Certo è che anche l’ipotesi di manovra anticipata (ad agosto) non avrà vita facile: riuscirà l’attuale esecutivo in piena crisi a delineare i contorni della nuova legge di bilancio vista la profonda frattura intestina?

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