L’Italia è già in recessione: l’indagine

L’Italia è in recessione: la conferma arriva dalla maggioranza delle imprese nostrane. L’indagine

L'Italia è già in recessione: l'indagine

L’Italia è in recessione. A dirlo non pessimistiche previsioni sull’economia tricolore, ma un numero elevato di aziende nostrane, convinte che il peggio sia già arrivato.

Nel corso delle ultime giornate, le rilevazioni Istat non hanno certo dipinto un quadro sereno. La stagnazione economica è stata confermata dal PIL del 2° trimestre che ha messo a segno una variazione nulla dello 0,0%.

Tutto ciò ha dato il via a nuove speculazioni sul futuro del Belpaese. Qualcuno ha addirittura rispolverato l’ipotesi di una nuova recessione in dirittura d’arrivo. Per qualcun altro però (il 65% delle aziende nostrane) l’Italia si trova già in questa fase.

Italia è in recessione: dilaga il pessimismo

A far luce sulla questione è stata una recente indagine condotta da Intrum che ha preso in considerazione più di 11.000 imprese (600 delle quali provenienti dall’Italia) sparse su 24 Paesi.

Scendendo nel dettaglio, lo studio ha lasciato emergere un certo pessimismo da parte delle aziende nostrane: il 65% di esse pensa che l’Italia sia già in recessione, mentre per l’11% l’inversione economica si concretizzerà nell’arco di un anno.

Spiragli di ottimismo sono giunti solo dai manager ascoltati dall’indagine: il 10% di essi (una percentuale comunque bassa) è convinta che non vi sarà recessione in Italia nel prossimo futuro.

Come difendersi dalla recessione

Secondo quanto emerso dall’indagine, ad oggi la Penisola e le sue aziende sono tra i più pessimisti d’Europa dopo la Grecia.

L’idea di una recessione già arrivata (o comunque in procinto di concretizzarsi) ha spinto numerose imprese ad elaborare piani volti a mettere in sicurezza le proprie economie individuali.

Il 55% delle aziende italiane ha già pensato di ridurre le spese per fronteggiare l’inversione economica, mentre il 40% farà meno affidamento sul credito. Il 21% dei soggetti, invece, cercherà di puntare sulle sales operation.

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1 commento

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darcangeloraf • 2 settimane fa

Questa situazione la previdi dal 1997, quando Gianni Agnelli era à metà fuori dalla FIAT, nominato Presidente Onorario e le pessime previsioni che si sarebbero succedute in caso fosse venuto a mancare. Quel che è successo per l’industria italiana. Mi ero attivato con otto consiglieri di reputazione internazionale nel concepire con circa trent’anni di lavoro-esperti, un progetto a sostegno di un programma nazionale di sviluppo delle PMI europee, in un contesto di valorizzazione di quelle esistenti e di rilancio su nuovi mercati durevoli indispensabili per una leva di ripresa e rilancio economico di lungo termine. Nonostante i miei incontri e corrispondenze con ministri a livello europeo e internazionale, le risposte erano così flebili e disinteressate che lasciavano trasparire, ciò che descriverò, documenti a testimonianza, nel mio prossimo libro, il totale disinteresse dei politici nei confronti di una volontà di rilancio dell’economia. Tutto descrive quanto tenore istituzionale sussisteva - e sussiste tutt’ora - nella negazione di un vero rilancio economico produttivo, quindi del lavoro, sul qual si specula soltanto, e la volontà di mantenere status quo la situazione stagnante.

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