Estate calda e autunno bollente per l’Italia

Sono stati tanti, forse troppi, i punti di divisione fra le due anime della maggioranza a cominciare proprio dai provvedimenti più importanti che riguardano la finanza pubblica come Flat tax e reddito di cittadinanza

Estate calda e autunno bollente per l'Italia

La Lega di Matteo Salvini ha ufficialmente aperto la crisi di governo in Italia.

Con queste premesse si prospetta un autunno molto difficile per il Belpaese, attesa al fatidico test della Legge di Bilancio 2020 in un momento in cui le forze politiche che compongono il governo non sono riuscite a trovare la sintonia che sarebbe servita al Paese.

Sono stati tanti, forse troppi, i punti di divisione fra le due anime della maggioranza a cominciare proprio dai provvedimenti più importanti che riguardano la finanza pubblica come Flat tax e reddito di cittadinanza.

L’iter che porterà alla definizione della Legge di Bilancio 2020 ripartirà dopo l’estate: una delle tappe fondamentali di questo processo prevede che entro il 27 settembre il Governo dovrà presentare - tenendo conto di eventuali variazioni economiche dettate dalle raccomandazioni dell’UE - la nota di aggiornamento del DEF (Documento di Economia e Finanza). Solo allora avrà inizio la seconda fase nella quale saranno fissate le norme per il raggiungimento degli obiettivi indicati dal DEF.

A tal proposito, entro il 20 di ottobre il Governo Lega-Movimento 5 Stelle dovrà presentare in Parlamento il disegno della Legge di Bilancio con la manovra triennale di finanza pubblica; questo dovrà essere approvato da entrambe le Camere entro la data del 31 dicembre 2019.

Una corsa contro il tempo che ora sembra esser diventata ricca di ostacoli visto che se il parlamento dovesse sfiduciare il Governo si creerebbe una situazione difficile da sbrogliare anche per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Gli analisti temono le ripercussioni che una tale crisi potrebbe avere sul mercato italiano, su cui già gravano le prospettive di un rallentamento economico globale causato dalla guerra commerciale condotta dagli Stati Uniti contro Cina ed Europa. Preoccupa in particolar modo la tensione che potrebbe tornare sullo spread BTP-Bund, con conseguenti ripercussioni negative sul settore bancario e a cascata su tutta Piazza Affari.

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1 commento

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GGM • 4 mesi fa

Purtroppo secondo me quando si antepongono gli interessi del partito a quelli dei cittadini italiani capita proprio questo. La Lega ha aspettato l’approvazione della TAV e la sconfitta del suo alleato (che non si è dimesso neppure dopo che il governo, di cui ha la netta maggioranza, l’ha approvata) per aprire la crisi, in un momento in cui il nuovo eventuale governo non avrebbe il tempo nè per fare il NADEF (si voterà non prima di inizio Novembre) nè la legge di bilancio entro fine anno. Del resto nessuno al momento sa dove trovare i 23 miliardi per evitare l’aumento dell’IVA, figuriamoci trovarne altri per le proprie promesse elettorali (flat tax, taglio del cuneo fiscale). Anche gli altri partiti sembrano essere guidati più dai propri interessi elettorali: chi spera di guadagnarci è a favore delle elezioni (FdI, FI a cui sono state garantite le candidature dalla Lega e i seguaci di Zingaretti nel PD), Tutti gli altri contro: i renziani del PD e il gruppo misto (che temono di non essere eletti, LEU e soprattutto il M5S (che altrimenti rischierebbe il dimezzamento e non avrebbe voce in capitolo in una futura maggioranza di centrodestra). Per questo le alternative sono 2: o vince lo schieramento favorevole alle votazioni (col rischio di finire comunque a fine anno con l’esercizio provvisorio e un’instabilità prolungata che rischierebbe di bloccare gli investimenti e alzare lo spread e i tassi di interesse sul debito) o si alleano i partiti no elezioni e fanno un governo di scopo per eliminare l’aumento dell’IVA, varare una legge di bilancio e il taglio dei parlamentari (che costringerebbe al ricorso dad un successivo referendum confermativo e ad una modifica della legge elettorale con conseguente slittamento delle elezioni alla primavera-estate del 2020). Certo, all’Italia servirebbe un governo capace di dare un’indirizzo e che fosse anche capace di anteporre gli interessi nazionali a quelli elettorali, investendo le poche risorse sulla crescita con un taglio del cuneo fiscale, investimenti per le imprese e riduzione del debito e dei suoi interessi. Certo che se si guarda all’ultima legge di bilancio i cui cardini erano aumento della spesa corrente (RdC e Quota 100) in deficit, con aumento del rapporto debito/PIL...

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