Italia ancora a rischio secondo Moody’s. Non bastano spread sotto 140 e tassi ai minimi storici

Nicola D’Antuono

27 Novembre 2014 - 06:59

L’agenzia di rating Moody’s ritiene che l’Italia sia uno dei paesi dell’area euro più vulnerabili al cambiamento del sentiment dei mercati e quindi più a rischio

Italia ancora a rischio secondo Moody’s. Non bastano spread sotto 140 e tassi ai minimi storici

L’economia italiana continua a mostrare evidenti segnali di debolezza, che anche quest’anno provocheranno una caduta del pil e il mantenimento dello stato di recessione. Ieri battuta d’arresto anche per la fiducia dei consumatori, mentre le buone notizie continuano ad arrivare sul fronte finanziario. I tassi sui BTp a 10 anni sono sui minimi di sempre, ormai prossimi ad approdare sulla soglia psicologica del 2%, mentre lo spread Btp-Bund è sceso sotto 140 punti base (uno scenario impensabile fino a qualche tempo fa, visto che tre anni or sono era sul valore record di 575 punti base).

La finanza va bene, tanto che ieri il Tesoro ha potuto beneficiare di un nuovo calo dei tassi sui BoT a 6 mesi allo 0,272%, poco sopra i minimi storici. Ciò che preoccupa è l’economia reale, alle prese da qualche anno con una disoccupazione in costante crescita (e su valori record), consumi al palo, produzione industriale inferiore del 25% ai livelli pre-crisi e un debito pubblico che resta sopra i 2.100 miliardi di euro (il più alto in Europa). Secondo Moody’s, che poco più di un mese fa aveva confermato il rating sovrano a Baa2 con outlook stabile, l’Italia resta uno dei paesi dell’Eurozona più vulnerabili.

L’agenzia di rating statunitense ritiene che il Belpaese sia ancora troppo esposto ai cambiamenti del mood degli investitori e, quindi, a improvvisi mutamenti nei flussi finanziari globali. Moody’s sostiene che, nonostante gli interventi della BCE, a Roma bisognerà fare i conti con un fabbisogno lordo di finanziamento del debito stimato a circa il 29% del pil nel 2015. L’agenzia di rating ricorda che “i piani di consolidamento di bilancio e riforme restano incompleti”. Moody’s si aspetta che lo Stivale resti in recessione nel 2014, per poi crescere di qualche decimo di punto percentuale il prossimo anno.