Israele pronto per la quarta dose del vaccino: cosa sta succedendo

Elisa Corpolongo

5 Settembre 2021 - 17:03

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Mentre in Italia si sta per iniziare la terza, Israele già è pronto per procedere con la quarta dose di vaccino: ecco cosa sta succedendo.

Israele pronto per la quarta dose del vaccino: cosa sta succedendo

In Italia si procede verso una stretta della campagna vaccinale, in attesa che l’Ema decida di decretare la fine della fase sperimentale per i vaccini per poter ampliare ancora di più i settori a cui estendere il green pass obbligatorio.

Nel frattempo, Israele che poco tempo fa aveva portato avanti la terza dose e che si era ritrovata dinnanzi ad un nuovo aumento dei contagi in territorio israeliano, già si appresta a prepararsi per la quarta dose.

Non basterà la terza dose di vaccino, ci si prepara alla quarta

Israele dichiara che il procedimento d’ora in avanti sarà così: una sorta di richiamo periodico del vaccino. In tal senso, le parole dell’epidemiologo israeliano, Salman Zarka, ha dichiarato che il virus continuerà ad esserci e che quindi, l’unica soluzione possibile è continuare a vaccinarsi nel tempo.

Tra le critiche che additano il Governo israeliano di non aver vagliato altre soluzioni per poter contrastare la diffusione del Covid oltre alla campagna vaccinale, Israele già si ritrova a dover fare i conti con la quarta dose di vaccino per la popolazione. Da alcuni Israele è stata definito un Paese avanti nella battagli al Covid, ma le contraddizioni in merito a vaccinazione ed efficacia sembrano far venire qualche dubbio sulla gestione governativa israeliana.

Cosa sta succedendo in Israele: la quarta ondata

Salman Zarka ha anche affermato che la prossima dose potrebbe subire delle lievi modifiche per essere più diretta alle nuove varianti del Sars-CoV-2, come ad esempio la variante Delta, considerata ancora molto infettiva. Secondo l’epidemiologo israeliano la vita umana andrà avanti a richiami di vaccino da ora in avanti.

L’epidemiologo israeliano ha inoltre dichiarato che entro la fine del 2021, Israele sarà pronto per offrire un vaccino più potente nei confronti delle varianti. Israele, comunque, è da sempre un territorio abbastanza sperimentale. È stato, infatti, il primo Paese ad iniziare in via ufficiale le terze dosi per gli over 60, abbassando gradualmente l’età fino a renderla disponibile a tutti gli over 12.

Il vaccino più utilizzato fino ad ora in Israele è quello della Pfizer (usato quasi in maniera esclusiva rispetto agli altri sul mercato), cosa che rende il Paese un campo di innovazione e sperimentazione all’avanguardia della multinazionale statunitense.

La terza dose (o la quarta) serve davvero?

Il Governo italiano ha dato appena l’ok per la terza dose e i dubbi sull’utilità ancora devono essere discussi su più larga scala, mentre in Israele si parte già con la quarta dose. Una realtà dei fatti di approcci diversi che potrà essere giudicata soltanto dai posteri.

All’orizzonte pare si stia predisponendo un doppio scenario. Da un lato, rinforzare la protezione dei più fragili e degli operatori sanitari con gli stessi tipi di vaccini ad mRna che si è utilizzato fino ad ora; dall’altro, utilizzare un vaccino modificato. I vaccini attuali sembrano fornire una buona protezione, ma l’idea di Israele di continuare con ulteriori richiami o vaccini modificati non sembra così astrusa.

Secondo quanto spiega il professor Massimo Ciccozzi, direttore all’Università di Statistica medica ed epidemiologia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, i vaccini attuali sono stati pensati sul virus originario di Wuhan, che di fatto, non esiste più. Sarebbe, secondo il suo parere, opportuno pensare dei nuovi vaccini per ulteriori eventuali richiami, qualora si mostrino necessari.

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