Iran, export e investimento: pro e contro. La guida per le aziende italiane

Quali sono i pro e i contro nell’attività di export e nell’investimento in Iran? Di seguito una guida per le aziende su motivi, opportunità, settori in crescita e criticità dell’investimento nel Paese del Medio Oriente.

Investire nell’export in Iran è una grande opportunità per le aziende italiane. L’Iran è un paese in forte crescita economica, con un PIL nominale che si aggira intorno ai 450 miliardi di dollari statunitensi.

Il tasso di crescita, che si assesta ora intorno al 5%, promette di aumentare dal momento in cui le sanzioni a carico della nazione cesseranno di essere applicate definitivamente in base al piano di verifica approvato dal Joint Comprehensive Plan of Action, del luglio del 2015.

Ecco i motivi per cui l’investimento e l’export verso l’Iran sono oggi una buona opportunità per le aziende, quali sono i settori nei quali inserirsi e alcune indicazioni su rischi e vantaggi per le imprese.

Investire in Iran: i motivi

I recenti accordi bilaterali tra Italia e Iran hanno portato ad intese economiche che si aggirano intorno ai 17 miliardi di euro. La cifra è promettente ma, soprattutto, segna la ritrovata intesa tra i due Paesi che, comunque, si sono sempre caratterizzati per una forte componente di collaborazione commerciale.

Ad oggi, lo stato dell’Antica Persia è la diciottesima economia al mondo, la seconda in termini di produttività e crescita nella zona mediorientale e, secondo le osservazioni della Goldman Sachs è tra gli “11-next 11”, ovvero gli undici paesi che si trasformeranno in grandi economie nel XXI secolo.

L’Iran è una miniera d’oro. Le ingenti riserve di idrocarburi la classificano al quarto posto a livello mondiale. Ma non è soltanto questo; il Paese è noto per la manifatturiera, l’artigianato e le lavorazioni pregiate di tessili e ceramiche. Sono queste le caratteristiche che fanno del Paese crocevia tra Occidente ed Oriente fonte di interesse e crescita per le attività di import-export.

Inoltre, l’attrattiva ulteriore per gli investitori esteri è la sua caratteristica demografica: il 60% della popolazione ha un’età compresa tra i 30 e i 35 anni, con un forte livello di alfabetizzazione e ampiamente urbanizzata. Un popolo giovane e ben istruito, con una forte richiesta di modernizzazione; è anche per questo che, recentemente, il governo di Teheran ha aperto alla commercializzazione di dispositivi Apple, per contrastare il mercato nero e il contrabbando e, parallelamente, per rispondere alle richieste dei giovani iraniani.

Export in Iran: i settori in crescita

Sembra quasi banale sottolineare che uno dei settori utili per gli investimenti in Iran è sicuramente quello energetico. Il 9% delle risorse petrolifere mondiali sono detenute dalla Repubblica Islamica; ma non solo idrocarburi. L’Iran è ricco di risorse minerarie: abbondanza di rame, piombo, oro, manganese, uranio, pietre preziose e ornamentali.

Anche l’agricoltura è un settore interessante: 30 milioni di ettari coltivabili, una grande varietà climatica e geografica e, inoltre, un comparto libero dai vincoli UE. Il bacino dei consumatori comprende i 70 milioni dei potenziali nel mercato interno e 300 milioni negli stati limitrofi, numero che potrebbe crescere con il progressivo rilancio della strategia economica esterna.

Il settore industriale presenta una crescita costante: aumenta la richiesta di materiali e macchinari, soprattutto per il packaging e il food processing ma, come dimostrato dagli accordi milionari stipulati con l’azienda friulana Danieli, è in aumento la domanda di un’ampia gamma di materiale siderurgico ed industriale da impiegare nelle attività infrastrutturali.

A dispetto della crescente domanda di modernizzazione, il settore dell’artigianato presenta tutt’ora un forte potenziale commerciale. Ceramiche, tappeti e oggetti ornamentali rappresentano una buona fetta delle produzioni artigianali iraniane.

Un settore interessante è quello cosmetico: le donne iraniane consumano un tubetto di mascara al mese, a fronte dell’uno ogni quattro delle francesi, indicatore del forte interesse della popolazione femminile nei confronti del settore della cura del corpo e del make up. L’Iran si posiziona al secondo posto tra i paesi consumatori di make up nella zona mediorientale, dopo l’Arabia Saudita. A livello mondiale, occupa il settimo posto.

Investire nell’export in Iran: vantaggi

L’Iran è un mercato che si sta riaprendo al mondo dopo anni di sanzioni e blocchi economici. Per questo, per le aziende che volessero intraprendere un’attività di export verso il territorio mediorientale, si potrebbero profilare numerose opportunità. Come analizzato in precedenza, il popolo iraniano è giovane, altamente scolarizzato e affamato di modernità. Non solo: forte è anche il legame con la tradizione, soprattutto per quel che riguarda l’arte e l’artigianato. Le peculiarità del contesto permettono un buon margine di azione sia per aziende che si occupano di hi-tech che per quelle che operano nel campo della produzione di tecnologie e materiali per le produzioni manifatturiere.
Insomma, le aziende che volessero tentare di inserirsi nel mercato iraniano si affaccerebbero ad un contesto variegato e aperto alla novità.

Aspetto interessante per gli investitori è la presenza in Iran di 14 zone economiche speciali, 7 free trade zones, esenzioni fiscali per determinati settori ed accordi per la promozione degli investimenti; lo Stato, inoltre, per facilitare l’apertura del proprio mercato all’estero, agevola e favorisce le joint venture tra imprese estere e locali.

Investire nell’export in Iran: criticità

Nonostante queste premesse, è inevitabile constatare che per gli investitori nel mercato iraniano possono tutt’ora presentarsi delle difficoltà. Per questo, la SACE, società per azioni controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha stilato un vademecum per gli imprenditori interessati al mercato iraniano.

Quali sono gli accorgimenti da adottare?

  • Controllare se la sospensione delle sanzioni si applicano ai propri prodotti;
  • verificare se le controparti iraniane in affari non siano soggette a sanzioni o restrizioni;
  • monitorare le procedure normative e doganali;
  • controllare quali modalità di pagamento sono permesse;
  • verificare che i contratti rispettino gli standard le clausole nazionali e internazionali previste;
  • proteggere gli investimenti a fronte di un contesto normativo in fase di ridefinizione;
  • conoscere il contesto operativo e culturale;
  • promuovere la propria attività attraverso la partecipazione a fiere e missioni.

Per le aziende italiane intenzionate ad esportare il proprio prodotto, o per gli imprenditori interessati ad investire all’estero, l’Iran è una grande opportunità. L’opportunità, però, si mescola al rischio, dovuto ad una situazione politica instabile, sia per tensioni interne che esterne. Eppure, dall’analisi positiva della situazione attuale sommata alla propensione al rischio che da sempre caratterizza l’attività imprenditoriale, nulla dovrebbe frenare le aziende ad avvicinarsi verso un mercato variegato e inesplorato come quello iraniano.

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