Invasione di locuste, la piaga di Africa e Asia: cosa sta succedendo

Dall’inizio di febbraio, l’invasione di locuste ha colpito diversi paesi dell’Africa e dell’Asia, portando alla distruzione di ettari di raccolti in poco tempo. Ecco cosa sta succedendo.

Invasione di locuste, la piaga di Africa e Asia: cosa sta succedendo

L’invasione di locuste continua a imperversare in Africa, e ora anche in alcuni paesi dell’Asia. L’ONU aveva lanciato l’allarme già all’inizio del mese di febbraio, denunciando la più grande invasione di cavallette degli ultimi 100 anni che sta affliggendo il corno d’Africa. Ma cosa sta succedendo esattamente e qual è la causa di questa diffusione massiccia?

Ad oggi la situazione non è affatto cambiata e non accenna a migliorare. Questi devastanti insetti infatti si stanno man mano spostando dal continente africano verso il Medio Oriente e, in generale, in Asia. Le locuste hanno iniziato col devastare i raccolti di Kenya, Etiopia, Sudan ed Egitto.

Nell’ultimo periodo però sono arrivate ad invadere anche i campi della penisola arabica, colpendo paesi come Yemen, Arabia Saudita, Bahrain, Pakistan, India, fino ad alcune zone della Cina.

Invasione di locuste: dove e perché si sono diffuse

L’invasione delle locuste sta affliggendo l’Africa e parte del continente asiatico. Gli sciami di cavallette riescono perfino a oscurare i cieli e ad abbassare la visibilità nelle zone colpite. Punto di forza di questi parassiti è la loro capacità di muoversi a una gran velocità: riescono infatti a percorrere fino a 150 km al giorno e, nel loro devastante passaggio, divorano tutti i raccolti e le piantagioni che trovano sul loro cammino.

L’esercito di locuste comprenderebbe tra i 100 e i 200 miliardi di esemplari e la diffusione sarebbe partita dallo Yemen attraverso il Mar Rosso. Da qui l’invasione ha poi interessato prima paesi del continente africano come Kenya, Etiopia, Sudan ed Egitto. Dopo si sono spostati in Asia, colpendo Yemen, Arabia Saudita, Pakistan, India, fino ad alcune zone della Cina.

Secondo la FAO, questa invasione è la peggiore degli ultimi 25 anni in Somalia ed Etiopia e degli ultimi 70 anni in Kenya. Gli esperti temono che il peggio non sia ancora arrivato: affermano infatti che la quantità di questi parassiti potrebbe crescere di 500 volte prima di giugno, momento in cui il clima secco potrebbe mettere un freno alla loro diffusione.

Il motivo della proliferazione di cavallette infatti è strettamente legata al cambiamento climatico e in particolare alle forti piogge di fine 2019.

Pioggia e clima umido infatti, che hanno causato anche inondazioni in alcune zone africane la scorsa estate, hanno contribuito a creare le condizioni ottimali per la diffusione di questi famelici insetti che, a partire da Kenya, Etiopia e Somalia, si sono riprodotti e diffusi anche verso l’Asia, in particolare in India, Iran e Pakistan.

Emergenza locuste: conseguenze economiche e umanitarie

La diffusione di cavallette in Africa e Asia sta avendo delle conseguenze disastrose sull’economia dei vari paesi coinvolti. Per il Kenya, per esempio, l’agricoltura rappresenta circa un terzo del Pil nazionale. La distruzione dei raccolti, quindi, si sta traducendo in una vera e propria catastrofe economica e umanitaria per il paese, oltre a essere una minaccia per l’interno continente.

I parassiti in Africa stanno consumando il cibo che di solito servirebbe a sfamare 90 milioni di persone in un solo giorno. Alla luce di questo dato, secondo gli esperti oltre 10 milioni di persone rischiano di morire di fare.

L’impatto delle locuste sta avendo un effetto nefasto anche sull’economia del continente asiatico: nell’ultima settimana infatti i parassiti hanno distrutto oltre 380mila ettari di terreni agricoli solamente in India, compromettendo l’intero raccolto annuale di grano, cumino e senape.

Gli esperti avvisano: l’eventuale ritardo di un intervento rivolto ad annientare i parassiti potrebbe portare a una situazione ancora più grave in primavera. La FAO infatti ha lanciato l’allarme: nella stagione primaverile potrebbe esserci una seconda schiusa di uova che metterebbe a rischio la sicurezza alimentare di circa 25 milioni di persone nella regione. Le Nazioni Unite dichiarano l’attuale situazione “estremamente allarmante”.

Allarme locuste: le possibili soluzioni

Quali potrebbero essere le possibili soluzioni per arginare questo drammatico problema? La Cina ha lanciato la proposta di impiegare una “squadra” di 100.000 anatre contro gli insetti e a darne notizia è stata la BBC a fine febbraio. Pare infatti che le anatre siano in grado di ingurgitare fino a 200 locuste al giorno.

In Cina, sono già partiti da tempo degli studi sull’impiego delle anatre in scenari come questi, molti dei quali sono stati testati con successo. Nel 2000 infatti il governo aveva spedito un gruppo di 30 mila di questi volatili nella zona di Zhejiang proprio per combattere un’infestazione di cavallette. Una soluzione ottimale perché molto più biocompatibile dei pesticidi che, impiegati in quantità copiose, arrecherebbero altri danni ai raccolti.

Per adesso però, l’unica misura efficace e attuabile per combattere questa piaga ambientale rimangono appunto i pesticidi. Servirebbero circa 70 milioni di dollari per intensificare l’irrorazione di questi prodotti a livello aereo. Oltre alle controindicazioni per la salute, però, anche questa soluzione sta riscontrando problematiche di attuazione in alcune zone coinvolte.

In Somalia, ad esempio, parti del paese sono sotto il controllo del gruppo estremista di al-Shabab, legato ad Al-Qaida, che non permette alcun intervento. Oltre poi ai limiti di natura politica, non bisogna trascurare quelli tecnici ed economici: molti paesi africani, come Kenya ed Etiopia, avrebbero bisogno di più attrezzature a spruzzo per coadiuvare l’azione dei quattro aerei che al momento sono operativi sui cieli del paese per disinfestare le zone colpite dagli insetti. In più servirebbe un’ulteriore e costante fornitura di pesticidi.

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