Wagner lascia il Mali: fine missione o nuovo inizio per Mosca nel Sahel?

Roberto Vivaldelli

9 Giugno 2025 - 18:05

Il Gruppo Wagner ha annunciato il ritiro dal Mali ma la presenza russa continuerà attraverso l’Africa Corps. Così Mosca si riorganizza in Africa.

Wagner lascia il Mali: fine missione o nuovo inizio per Mosca nel Sahel?

Il Gruppo Wagner, la nota compagnia paramilitare russa (PMC, private military company), ha annunciato il suo ritiro dal Mali, dichiarando di aver completato la sua missione principale nel Paese dell’Africa occidentale. In un messaggio pubblicato sul canale Telegram, il gruppo ha rivendicato di aver “lottato contro il terrorismo a fianco del popolo maliano” dal 2021, eliminando “migliaia di militanti e loro comandanti che per anni hanno terrorizzato i civili”.

L’annuncio, arrivato venerdì, coincide con un momento di crescenti tensioni attacchi jihadisti nel Paese e solleva interrogativi sull’efficacia delle operazioni di Wagner nella regione del Sahel.

Il contesto maliano e il ritiro delle forze

Il Mali è da oltre un decennio alle prese con un’insurrezione jihadista che ha destabilizzato il Paese. Dopo accuse di incapacità del governo civile nel gestire la crisi, un colpo di Stato militare ha portato al potere una giunta che, nel 2021, ha iniziato a collaborare con Wagner per contrastare i gruppi islamisti, soppiantando le forze francesi, ritiratesi nel 2022. Tuttavia, nelle ultime settimane, gli attacchi jihadisti sono aumentati. Domenica scorsa, il gruppo affiliato ad al-Qaeda, Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (JNIM), ha rivendicato un assalto alla base militare di Boulikessi, causando la morte di oltre 30 soldati, secondo Reuters. Lunedì, JNIM ha colpito Timbuktu, mentre un altro attacco nel villaggio di Mahou ha ucciso cinque persone. Giovedì, un nuovo assalto a Boulikessi ha portato al ritiro delle truppe maliane dalla base, definito “strategico” da fonti militari, secondo AFP.

Nonostante l’uscita di Wagner, la presenza russa in Mali continuerà attraverso l’Africa Corps, un’altra forza mercenaria russa destinata ad assorbire le attività di Wagner in Africa. Non è chiaro se Wagner abbandonerà anche la Repubblica Centrafricana, dove ha sede il suo quartier generale africano.

La storia del Gruppo Wagner: origini e ascesa

Il Gruppo Wagner nasce ufficialmente il 1° maggio 2014, come rivelato da Evgeny Prigozhin, noto come “lo chef di Putin”, nel settembre 2022. Fondato insieme a Dmitriy Utkin, ex colonnello delle forze speciali russe, Wagner si è affermato come un attore chiave nelle operazioni russe all’estero. Prigozhin, un oligarca con interessi nel catering e legato a indagini sul Russiagate per mai dimostrate interferenze nelle elezioni Usa del 2016, ha ammesso di aver creato il gruppo per supportare le operazioni russe in Ucraina orientale durante la guerra del Donbass. Utkin, figura misteriosa e sanzionata dall’UE nel 2021 per violazioni dei diritti umani, è considerato il coordinatore operativo di Wagner, con presunti legami ideologici al neonazismo, sebbene non confermati.

Il nome “Wagner” deriverebbe dal nomignolo di Utkin, ispirato al compositore tedesco Richard Wagner, spesso associato al nazismo per l’uso della sua musica da parte del regime hitleriano. Tuttavia, l’origine esatta del nome rimane incerta. Per anni, la Russia ha negato qualsiasi coinvolgimento con Wagner, e lo stesso Prigozhin ha smentito il suo ruolo fino all’invasione dell’Ucraina nel 2022, quando il gruppo è diventato centrale nelle strategie di Mosca. Almeno fino all’insurrezione di Prigozhin e alla sua successiva - e misteriosa - morte.

Wagner in Africa e le recenti evoluzioni

Dal 2014, Wagner ha operato in teatri come Siria, Libia, Repubblica Centrafricana e Mali, offrendo servizi di sicurezza e supporto militare in cambio di risorse economiche e influenza geopolitica. In Mali, il gruppo ha collaborato con la giunta militare per contrastare i jihadisti. La transizione verso l’Africa Corps segnala una riorganizzazione delle operazioni russe in Africa, con Mosca che mantiene una crescente influenza militare, politica ed economica nella regione, mentre diminuisce complessivamente l’influenza dell’occidente in tutto il continente.