Inflazione in Italia: è allarme, tra effetti reali e percepiti

Violetta Silvestri

27 Dicembre 2021 - 13:02

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L’inflazione corre in Italia, come nel resto d’Europa, e tra percezioni e impatti reali i prezzi al consumo sono in aumento. Cosa succede? Analisi e previsioni.

Inflazione in Italia: è allarme, tra effetti reali e percepiti

L’inflazione reale e percepita galoppa in Italia.

Secondo i dati Istat, che registrano i prezzi al consumo di novembre, l’aumento è del 3,7% mentre il rincaro percepito dagli italiani è del 5,3% secondo l’analisi di Istituto Noto Sondaggi per il Sole 24 ore.

L’impennata, dunque, c’è e la popolazione non solo la percepisce nelle spese quotidiane, ma prospetta anche un 2022 nel segno dell’aumento dei costi.

In più, bisogna considerare gli effetti sulle giacenze liquide dei conti correnti degli italiani: la stima è di una vera erosione con un’inflazione al 3% nel 2022. I dettagli.

Italia in preda all’inflazione: la percezione

Che i prezzi in aumento siano reali lo dimostrano innanzitutto i dati: il divario tra il tasso reale dell’inflazione al 3,7% e quello medio percepito al 5,3% non è così ampio come accaduto in altre rilevazioni.

Nello specifico dell’analisi, è tutto ciò che ruota intorno al bene per eccellenza, la casa, a spingere in alto la percezione dei rincari. In generale, i prezzi sono considerati più elevati per il 11,3%. L’energia elettrica a +17,5%, il gas con +16,6% e il gasolio con +15,3% guidano l’impennata dei costi secondo la popolazione.

Tanti i servizi visti in forte aumento, da quelli di trasporto all’istruzione fino all’assistenza idraulica, di carpenteria e per la casa. Nella classifica dell’inflazione percepita dagli italiani al sesto posto spiccano i generi alimentari, con frutta e verdura di stagione a tenere il primato come beni più costosi.

Gli italiani, inoltre, non sono ancora ottimisti sul 2022 e prevedono rincari ancora maggiori con il nuovo anno.

I possibili effetti reali dei prezzi in aumento

Tra i potenziali impatti reali dell’inflazione ormai ben poco transitoria, c’è l’erosione delle risorse liquide in giacenza sui conti corrente degli italiani.

Come suggerisce il Corriere della Sera, con prezzi al consumo al 3% il prossimo anno, potrebbe innescarsi un’erosione di circa 55 miliardi delle risorse giacenti sui conti degli italiani. Una quota pari alla crescita delle giacenze del 2020, quando il risparmio ha conosciuto un vero e proprio boom.

Inoltre, ipotizzando un’inflazione annua su questa soglia nei prossimi 13 anni circa, il capitale tenuto in liquidità e non in investimenti potrebbe perdere in potere di acquisto il 28,5%. In confronto, con prezzi al consumo ai livelli pre-pandemia - 0,6% annuo - l’erosione sarebbe di appena il 6%.

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